Monitoraggio strutturale continuo: detrazioni previste nel DL Rilancio

Monitoraggio strutturale continuo: detrazioni previste nel DL Rilancio

Il comma 4-bis dell’articolo 119 del Decreto Rilancio estende la detrazione già introdotta dal comma 4 anche alla realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici. Ricordiamo inoltre, che con il Superbonus – Sismabonus 110% vengono riconosciuti gli interventi antisismici sugli edifici come l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica sulle parti strutturali, ovvero interventi di riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una o due classe inferiori, ed effettuati anche mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici;

La detrazione monitoraggio strutturale continuo è riconosciuta a condizione che sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi antisismici previsti dai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 , nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente per gli stessi interventi.

Il monitoraggio consiste nella rilevazione periodica di parametri rappresentativi del comportamento globale e dello stato di salute di una struttura con l’obiettivo di valutare nel tempo la struttura rispetto a quanto progettato.

Il monitoraggio strutturale consente di individuare eventuali anomalie nel comportamento dell’edificio che possono configurarsi come sen­tinelle di problemi maggiori, consentendo quindi l’attivazione di eventuali processi di approfondimento del problema. Il monitoraggio si attua generalmente attraverso l’uso di sensori di diver­so tipo, utili alla valutazione di parametri come spostamenti, deformazioni, accelerazioni, ecc.

Esistono fondamentalmente due tipi di monitoraggio: quello statico e quello dinamico. I due si differenziano sostanzialmente per la frequenza delle misurazioni.

Il primo, infatti, prevede il campionamento delle informazioni a intervalli regolari e mediamente lunghi, utili all’osser­vazione di fenomeni di natura quasi-statica, come i cedimenti dei sistemi di fondazione.

Il secondo, al contrario, prevede il campionamento delle informazioni in continuo, con le misurazioni effettuate a intervalli mediamente brevi, in funzione del tipo di fenomeno che si desidera osservare. Un esempio tipico di monitoraggio dinamico è rappresentato dall’analisi delle accelerazioni cui è soggetto un determinato punto di una struttura durante un episodio sismico o ventoso di particolare rilievo.

Leggi anche: Monitoraggio dinamico edifici e evoluzione delle performance strutturali

Monitoraggio strutturale continuo: per tenere sotto controllo la salute dell’edificio

Un sistema di monitoraggio offre, inoltre, la possibilità di estendere la vita residua di una struttura attraverso la sicurezza aggiuntiva fornita dai controlli pressoché continui. Un esempio in questo senso potrebbe essere rappresentato da un edificio storico.

L’installazione di un sistema di monitoraggio continuo ci fornisce degli strumenti per lo studio del comportamento dell’edificio e, allo stesso tempo, ci garantisce di poter individuare immediatamente eventuali variazioni nel tempo di un qualche parametro. Questo risulta di particolare utilità soprattutto nel momento in cui l’edificio non sia corredato da tutta quella serie di documenti progettuali cui siamo oggi abituati.

Inquadrare l’obiettivo del monitoraggio è il passo principale, difatti sulla base di questo potrà essere condotta un’attenta analisi del comportamento strutturale finalizza­ta alla definizione dei parametri che meglio rappresentano lo stato globale della costruzione. In linea generale, i principali obiettivi per cui viene usualmente scelto un sistema di monitoraggio sono:

  • il controllo dell’eventuale superamento di uno stato limite (tramite la definizione dei valori di una serie di parametri rappresentanti l’avvicinarsi dello stato limite stesso) e
  • la valutazione dell’impatto sul comportamento globale di un meccanismo di degrado (attraverso il controllo nel tempo, a parità di condizioni di carico, del comportamento di un elemento o della struttura nel suo complesso).

I parametri di controllo scelti rappresenteranno quindi il punto di partenza per la definizione più tecnica del sistema di monitoraggio, a partire dalla tipologia di sensori previsti e dalla relativa frequenza di campionamento, fino ad arrivare al sistema di raccolta ed elaborazione dei dati. Per progettare adeguatamente il monitoraggio della struttura sono quin­di necessari alcuni passaggi fondamentali, che possono essere riassunti nei seguenti:

  1. Analisi approfondita del comportamento strutturale;
  2. Definizione dei parametri rappresentativi in relazione all’obiettivo;
  3. Scelta dei sensori e della relativa frequenza di campionamento;
  4. Definizione dell’architettura del sistema:
  • analogico o digitale;
  • a rilevazione automatica o manuale;
  • sistema di raccolta dei dati;
  • eventuale sistema di elaborazione dei dati;
  • eventuale sistema di archiviazione dei dati;
  • sistema di trasmissione dei dati.

L’architettura del sistema è definita sulla base delle sue peculiarità e di quelle dell’edificio su cui dovrà essere installato.

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