Monitoraggio opere. Con la chiusura dell’E45, si torna sulla questione

Monitoraggio opere. Con la chiusura dell’E45, si torna sulla questione

Monitoraggio opere

Si ritorna a parlare di monitoraggio opere e dello stato di conservazione e manutenzione delle infrastrutture, con la notizia della sospensione del traffico lungo il viadotto Puleto dell’E45.

La strada statale 3bis Tiberina, nella zona di Valsavignone, provincia di Arezzo, è stata chiusa in data 16 gennaio 2018, a seguito del sequestro preventivo disposto dal procuratore Roberto Rossi.

L’inchiesta è partita con il cedimento avvenuto nel febbraio del 2018, di una porzione dell’infrastruttura e a seguito di segnalazioni, sullo stato di degrado del pilone in cemento armato.

Le problematiche, fa sapere l’ANAS (Gruppo Fs Italiane) che gestisce il tratto di cui fa parte il viadotto a cinque campate per 200 metri totali, interessano: il sistema di appoggio, nei giunti e nei cordoli laterali, il degrado superficiale sulle pile e le spalle, con scopertura in alcune zone del copriferro e l’ossidazione dei ferri di armatura.

La richiesta del procuratore capo di Arezzo, è stata espressa in seguito alle valutazioni dello stato di corrosione in cui versa uno dei piloni del Puleto, dagli ingegneri Fabio Canè e Antonio Turco, facenti parte della commissione tecnica. Sono stati inoltre evidenziati dai tecnici, possibili rischi sulla tenuta correlati ad un eventuale sovraccarico di traffico pesante.

Tuttavia, ANAS rassicura che le condizioni, non pregiudicano la transitabilità del viadotto e precisa con una nota: “ tale opera era sotto monitoraggio da tempo da parte dei suoi tecnici e che le indagini e gli studi effettuati sull’opera e le ispezioni eseguite periodicamente, in relazione ai quali non sono state rilevate criticità di natura strutturale, saranno forniti alla Procura di Arezzo, al fine di valutare una possibile riapertura dell’opera, eventualmente con limitazioni al traffico.”

Monitoraggio opere

Degrado pilone E45, assenza di copriferro ©ANSA

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Monitoraggio opere. Sentinel dallo spazio alle infrastrutture

L’utilizzo di sistemi tecnologici per la gestione di tali problematiche, è solo agli esordi. Progetti pilota sono in atto per testare la risposta tecnologica alla domanda di monitoraggio opere in tempo reale.

SENTINEL è il nome assegnato al programma attuato dall’ESA (European Space Agency) e finalizzato al monitoraggio terrestre, atmosferico e oceanico della Terra con lo scopo di raccogliere i dati utili allo studio del pianeta e molteplici applicazioni.

SENTINEL (Sistema di pEsatura diNamica inTelligente per la gestioNE deL traffico pesante) è anche il nome assegnato al progetto sperimentale, partito nel dicembre 2018 che coinvolge ENEA, ANAS, Takius Srl e Consorzio TRAIN e finanziato dal MIUR con il PON Ricerca e Innovazione 2014-2020. L’omonìmia con il programma spaziale è un caso, tuttavia i programmi hanno in comune l’obiettivo del monitoraggio.

Per limitare i rischi legati al sovraccarico di traffico pesante, come quelli evidenziati per il viadotto dell’E45, sensori hi tech sono stati istallati sull’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria, per controllare l’impatto del traffico pesante sui ponti ed identificare in tempo reale l’eventuale sovraccarico, quindi raccogliere informazioni utili per la corretta esecuzione della manutenzione di ponti, viadotti, tratti stradali ed elementi strutturali.

Piero De Fazio, ricercatore del Dipartimento Tecnologie energetiche dell’ENEA, sul funzionamento del sistema, ha dichiarato: “L’aspetto più innovativo consiste nell’abbinare la ‘pesatura dinamica’ dei TIR con modelli predittivi basati su traffico e condizione di carico, ma anche su fattori quali altimetria e condizioni meteo, con strategie di sicurezza come lo smistamento su viabilità alternativa o il fermo in area/tratta di accumulo”.

ANAS, controlla periodicamente il passaggio di circa 30 mila trasporti eccezionali mediante sistema informatizzato che prevede l’uso di App con geolocalizzazione che consente il monitoraggio dei trasporti eccezionali da parte delle Sale Operative. L’individuazione dei tratti interessati dai transiti eccezionali, combinato a SENTINEL, può aiutare ulteriormente sul controllo dei mezzi pesanti.

Non solo infrastrutture. Sensori hi tech anche per il monitoraggio opere storiche

L’applicazione della tecnologia sul monitoraggio, non si limita alle infrastrutture. Difatti oltre SENTINEL, il programma ADAMO (Analisi, DiagnosticA e MOnitoraggio) prevede l’istallazione di sensori hi tech e l’utilizzo di tecnologia come la fluorescenza indotta da laser nell’ultravioletto e la spettroscopia Raman per il controllo dello stato di conservazione ed il restauro delle aree di interesse storico-culturale.

Il progetto coordinato dall’ENEA e finanziato dal Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali (DTC) della Regione Lazio, coinvolge CNR, INFN, le tre università pubbliche di Roma “La Sapienza”, Tor Vergata e Roma 3 e quella della Tuscia, è attualmente eseguito su sei siti storici all’interno della città metropolitana di Roma.

La fluorescenza a raggi X, le indagini mediante radiazione nell’infrarosso e nel THz per analizzare l’opera al di sotto della sua superficie, sono solo alcune delle tecnologie, che consentono di valutare gli effetti prodotti sulla struttura a seguito di eventi come terremoti e condizioni meteoriche, quindi di ottenere informazioni sui materiali utilizzati, sullo stato di conservazione e storia dell’opera, in tempi brevi e senza rischi.

Alcuni dei presupposti normativi dell’attività di monitoraggio delle opere pubbliche risiedono nell’articolo 29, c. 4-bis del d.lgs. 50/2016 e nel d.lgs. 229/2011. In ogni caso l’applicazione delle procedure di monitoraggio è finalizzata principalmente:
alla verifica dello stato di attuazione delle opere;
al controllo dei tempi di utilizzo dei finanziamenti.

Continua a leggere l'articolo su EdilTecnico: Monitoraggio opere pubbliche: fasi, àmbiti coinvolti e liste di controllo

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