Monitoraggio equo compenso: le modalità operative

Monitoraggio equo compenso: le modalità operative

Torniamo a parlare di equo compenso per la precisione di monitoraggio sulla sua corretta applicazione.

Una comunicazione da parte di RPT, del 9 novembre 2020, informa che si è tenuta nei giorni scorsi, in modalità videoconferenza, una riunione dalle finalità operative tra Ministero della Giustizia e Rete Professioni Tecniche con l’obbiettivo di partire concretamente con l’attività di monitoraggio equo compenso sulla giusta applicazione, affidata al Nucleo centrale di monitoraggio istituito presso il Ministero.

Ad essere presenti per conto del Ministero, Pietro Enzo Gancitano (Consigliere del Ministro Bonafede per le libere professioni), Maria Casola (Capo DAG), Maria Lavinia Buconi (Magistrato di gabinetto), Luca Buffoni (Magistrato addetto ufficio legislativo) e Roberto Bonanno (Magistrato DAG). La delegazione della RPT, guidata dal Coordinatore Armando Zambrano, era composta anche dai Consiglieri Maurizio Savoncelli e Sabrina Diamanti.

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Monitoraggio equo compenso: grande attesa da parte dei professionisti ordinistici

C’è una grande attesa da parte degli iscritti agli Ordini e Collegi professionali aderenti all’attività di monitoraggio sull’equo compenso, in particolare per quanto riguarda la normativa relativa al Superbonus 110% e la sua applicazione, in quanto grandi aziende e general contractors stanno manifestando la tendenza al coinvolgimento dei professionisti dietro la corresponsione di compensi non adeguati. A detta della Rete, gli stessi soggetti approfittano del meccanismo per trattenere cifre fino al 40% degli importi complessivi per attività non sempre effettivamente svolte.

La Rete, inoltre, sollevato la questione riguardante i compensi in ambito pubblico. Difatti la Pubblica Amministrazione in alcune situazioni si è posta in contrapposizione con l’applicazione del principio dell’Equo Compenso. L’ultimo caso, interessa il TAR di Milano che ha dichiarato legittimo eseguire da parte di un professionista una prestazione gratuita per la PA in cambio di pubblicità.

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Come avverrà il monitoraggio?

Per quanto riguarda l’operatività, la Rete ha comunicato che sono stati attivati i Nuclei territoriali di monitoraggio con il compito di effettuare un primo screening delle segnalazioni che denunciano la mancata applicazione dell’equo compenso.

Le schede di segnalazione, opportunamente compilate, saranno inviate al Nucleo centrale e saranno raccolte in una banca dati. A partire dalle informazioni contenute, secondo quanto stabilito nel Protocollo d’intesa firmato con la RPT lo scorso luglio, il Ministero provvederà a segnalare le violazioni all’Autorità garante per la concorrenza e a sollecitare i diretti interessati ad adeguarsi alla normativa.

Se necessario, il Ministero può sollecitare opportune iniziative legislative. Per verificare l’andamento delle attività, il Ministero della Giustizia e la RPT si riuniranno nuovamente a fine novembre.

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.