Moli a scogliera. Quali sono le fasi di costruzione?

Moli a scogliera. Quali sono le fasi di costruzione?

moli a scogliera

I moli a scogliera possono essere realizzati con l’impiego contemporaneo o esclusivo di mezzi terrestri o marittimi; l’impiego di mezzi terrestri comporta un avanzamento dei lavori procedendo da terra.

Le fasi costruttive vanno previste in sede di progettazione, anche per potere valutare correttamente i costi di realizzazione dell’opera: per esempio, utilizzando mezzi terrestri, occorre prevedere, durante la fase di costruzione, un’adeguata larghezza in sommità del molo, indispensabile per il transito dei mezzi e un’altezza della sommità stessa tale da evitare continui danneggiamenti e sospensioni dei lavori in presenza di agitazioni ondose; vanno poi previste le modalità con cui si passa dalle sezioni provvisorie alle sezioni definitive dell’opera.

Moli a scogliera interamente banchinati

Si illustrano ora, come esempio, le fasi di realizzazione di moli a scogliera internamente banchinati mediante massi sovrapposti (Fig.1).

Moli a scogliera

Fig.1_Fasi di realizzazione di un molo a scogliera banchinato_©Maggioli Editore

Prima si realizza il nucleo, con un allargamento lato mare aperto dello strato inferiore sul quale dovrà poggiare la mantellata; poi si realizza lo strato intermedio, con un allargamento lato porto della zona inferiore per la posa dei massi parallelepipedi del banchinamento; poi si procede alla posa in opera del masso paraonde e quindi della mantellata; infine, si realizza il banchinamento interno, varando i massi prefabbricati (o i cassoni) della banchina, si esegue il riempimento dell’intercapedine tra il banchinamento e la scogliera con tout venant di cava e si realizza la soletta di collegamento del masso paraonde con i massi del banchinamento.

Generalmente sull’ultimo masso prefabbricato viene realizzato un cunicolo portacavi dotato di chiusini, in modo da essere ispezionabile.

La quota dello strato intermedio su cui posa il masso paraonde viene scelta, in genere, più elevata del l.m.m., in modo da potere varare all’asciutto il masso stesso; inoltre, il piano di posa del masso paraonde deve essere livellato. Analoga sequenza si adotta anche nel caso di un molo non banchinato.

Come si è visto, il masso paraonde deve avere, lato mare aperto, la sommità a una quota tale da impedire lo scavalcamento dell’onda. Nei porti turistici, spesso la quota di sommità di tale masso è molto bassa, per motivi paesaggistici e per permettere la vista del mare aperto ai natanti che si trovano all’interno del porto; in questo caso il molo viene sormontato dall’onda, ma si impedisce che ha tracimazione giunga all’interno del porto, assegnando al masso paraonde, e quindi alla sommità del molo, una larghezza molto elevata.

Moli a scogliera e le opere di attracco

La scelta di realizzare un molo banchinato o non banchinato dipende dall’utilizzazione del molo stesso, cioè se è previsto o meno l’attracco delle imbarcazioni; si può anche realizzare un molo avente alcuni tratti attraccabili e altri tratti non attraccabili.

Per i piccoli porti (pescherecci, turistici, ecc.), in cui è in genere previsto l’attracco dei natanti in senso perpendicolare alle opere, cioè di poppa o di prua, la scelta può essere effettuata in base alle seguenti considerazioni.

Se è possibile, si sceglie un’unica direzione di attracco, in modo da avere la migliore utilizzazione dello specchio liquido; per tale direzione si sceglie quella dei venti dominanti, per impedire che le barche siano investite di fianco dai venti più intensi. Quindi, per esempio, nel caso rappresentato nella figura 2 (sinistra), il tratto foraneo del molo di sopraflutto può essere attraccabile, mentre il molo di sottoflutto e il 1° tratto del molo di sopraflutto (quello perpendicolare alla riva) non sono attraccabili.

Le altre opere attraccabili sono la banchina a terra e i pontili, che suddividono il porto in una serie di darsene.

Invece, nel caso rappresentato nella figura 2 (destra), sono attraccabili il molo di sottoflutto e il tratto del molo di soprafutto perpendicolare alla riva, oltre a una serie di pontili.

Moli a scogliera

Fig.2_Disposizione delle opere di attracco di un piccolo porto
a seconda della direzione dei venti dominanti_©Maggioli Editore

Il molo antiriflettente è costituito da una soletta che poggia a una estremità su un dente realizzato nel masso paraonde e all’altra su una trave longitudinale sorretta da pali; se le dimensioni trasversali del banchinamento sono notevoli, la soletta poggia su più travi longitudinali.

Se non c’è bisogno del banchinamento, perché il molo non è attraccabile, è preferibile realizzare moli internamente non riflettenti, che hanno la parete lato porto costituita da una semplice scogliera, che evita la riflessione delle piccole onde interne.

In definitiva, i moli possono essere sia attraccabili, sia non attraccabili: i primi potranno essere del tipo riflettente (quindi banchinati) o antiriflettente; i secondi sono sempre antiriflettenti, con la parete interna in scogliera. Il progetto esecutivo di un molo prevede la visualizzazione delle sezioni trasversali e del profilo longitudinale, che deve indicare gli spessori delle varie parti del molo.

Il testo è tratto dal volume “Idraulica Marittima” di Valerio Milano.

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