Modifiche sblocca cantieri. Quali novità sulla pianificazione, programmazione e progettazione?

Modifiche sblocca cantieri. Quali novità sulla pianificazione, programmazione e progettazione?

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Con lo sblocca cantieri D.L. 18 aprile 2019 n. 32 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 92 del 18 aprile 2019) “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”, vengono apportate delle modifiche in tema di pianificazione, programmazione e progettazione.

Attraverso i 30 articoli, di cui si compone il decreto legge, vengono introdotte modifiche in materie degli appalti pubblici e dell’edilizia. A partire dal progetto di fattibilità tecnica ed economica, passando per le spese strumentali, affidamento di concessioni, verifica preventiva fino alla pubblicità legale dei contratti pubblici. Relativamente a tali punti, vediamo nel dettaglio cosa cambia con le modifiche sblocca cantieri messe in atto.

Progetto di fattibilità tecnica ed economica

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è il documento che individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività. Il nuovo comma 5 dell’art. 23 del Codice (come novellato dall’art. 1, comma 20, lett. a), n. 2) Legge n. 55/2019) ne fornisce ora una definizione più chiara e dettagliata.

Per i lavori pubblici di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza europea (di cui all’art. 35 del Codice), anche ai fini della programmazione di cui all’art. 21, comma 3 (nonché per l’espletamento delle procedure di dibattito pubblico di cui all’art. 22 e per i concorsi di progettazione e di idee di cui all’art. 152), il progetto di fattibilità è preceduto dal documento di fattibilità delle alternative progettuali.

Per i lavori “sotto soglia”, il documento di fattibilità delle alternative progettuali non è obbligatorio ma la stazione appaltante può, comunque, richiederne la redazione.

Con le modifiche sblocca cantieri la novella è, poi, intervenuta a meglio definire la questione relativa ai documenti e alle attività del progetto di fattibilità tecnica ed economica. In particolare, l’art. 1, comma 20, lett. a) n. 3 Legge n. 55/2019, nel novellare il sesto comma dell’art. 23 del Codice, ha inserito nel novero delle indagini necessarie ai fini della redazione del progetto verifiche relative alla possibilità del riuso del patrimonio immobiliare esistente e della rigenerazione delle aree dismesse e gli studi di fattibilità ambientale e paesaggistica.

Inoltre, il progetto di fattibilità deve evidenziare, tra le altre cose, la descrizione delle misure di compensazioni e di mitigazione dell’impatto ambientale. Tra le modifiche sblocca cantieri, questa ha il pregio di coordinare la disciplina del progetto di fattibilità con il D.Lgs. n. 152 del 2006 e s.m.i. (Norme in materia ambientale), con particolare riguardo agli allegati IV-bis “Contenuti dello Studio preliminare ambientale” e VII “Contenuti dello studio di impatto ambientale”.

Le spese strumentali

Il nuovo comma 11-bis dell’art. 23 del Codice (introdotto dall’art. 1, comma 20, lett. a), n. 4) Legge n. 55/2019) stabilisce che tra le spese tecniche da prevedere nel quadro economico di ciascun intervento sono comprese le spese di carattere strumentale sostenute dalle amministrazioni aggiudicartici in relazione all’intervento stesso.

La norma reintroduce il principio contenuto nell’art. 92, comma 7-bis, del vecchio codice (D.Lgs. 163/2006). Questa norma risponde alla finalità di consentire alle amministrazioni di poter far fronte agli oneri derivanti da ciascun intervento. A tal proposito, sembra opportuno ricordare come anche nel regime precedente, grazie alla mancata emanazione del decreto attuativo del comma 3 dell’art. 23 del Codice, fosse ancora possibile, per le amministrazioni, il riconoscimento di queste voci di spesa. L’art. 216, comma 4, del Codice, infatti, ha fatto salva l’applicazione degli articoli da 14 a 43 del regolamento di cui al d.P.R. n. 207 del 2010 e gli allegati ivi richiamati. La novella ha, quindi, restituito “stabilità” ad una previsione normativa riportandola al rango di norma primaria.

Nell’ambito dell’art. 23 del Codice viene altresì introdotto il comma 11-ter il quale dispone che le spese strumentali, incluse quelle per sopralluoghi, riguardanti le attività finalizzate alla stesura del Piano generale degli interventi del sistema accentrato delle manutenzioni degli immobili in uso alle amministrazioni pubbliche (di cui all’art. 12 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111) sono a carico delle risorse iscritte sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze trasferite all’Agenzia del demanio.

Affidamento di concessioni agli affidatari di incarichi di progettazione

La materia degli affidamenti di concessioni agli affidatari di incarichi di progettazione è stata oggetto di modifiche sblocca cantieri da parte dell’art. 1, comma 20, lett. b), n. 3) Legge n. 55/2019, che ha parzialmente modificato l’art. 24, comma 7 del Codice.

Prima della messa in atto delle modifiche sblocca cantieri, il vecchio regime vietava (salvo eccezioni normativamente individuate) a coloro che avessero svolto attività di progettazione per progetti posti a base di gara, la possibilità di essere affidatari dei relativi appalti o concessioni di lavori pubblici, nonché di eventuali subappalti o cottimi.

Il nuovo comma 7 dell’art. 24 del Codice ha circoscritto l’ambito di questa limitazione, introducendo una disciplina differenziata tra l’affidamento di una concessione e le restanti fattispecie.

In particolare, rispetto a appalti, subappalti e cottimi resta ferma la disciplina previgente mentre, è stato rimosso il divieto rispetto alle concessioni di lavori pubblici. Questa modifica ha la finalità di allineare la disciplina della partecipazione alle procedure di gara nelle concessioni di lavori pubblici alle disposizioni europee, accogliendo, di fatto, le censure sollevate dalla Commissione europea con il parere del 6 marzo 2019.

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Verifica preventiva della progettazione

Ai sensi dell’art. 26, comma 1, del Codice la stazione appaltante, nei contratti relativi ai lavori, verifica la rispondenza degli elaborati progettuali ai documenti di cui all’art. 23, nonché la loro conformità alla normativa vigente. L’art. 1, comma 20, lett. c) Legge n. 55/2019, nel modificare la lettera b) del comma 6, consente ora lo svolgimento dell’attività di verifica per i lavori di importo compreso tra la soglia di rilevanza comunitaria (di cui all’art. 35) e 20 milioni di euro, anche alla stazione appaltante sempre che disponga di un sistema interno di controllo di qualità.

Pubblicità legale dei contratti pubblici

Sul piano generale, l’art. 29, comma 1 del Codice prevede l’obbligo di pubblicazione, nella sezione “Amministrazione trasparente”, di tutti gli atti di gara. L’art. 1, comma 1, lettera d) Legge n. 55/2019 ha, però, soppresso il secondo, il terzo e il quarto periodo del citato art. 29, comma 1 al fine di lasciar fuori dal novero degli atti oggetto di tale pubblicazione i provvedimenti di esclusione dalla procedura di affidamento dei contratti.

Ai sensi del vecchio art. 29, comma 1, la pubblicazione del provvedimento di esclusione nella sezione “Amministrazione trasparente” del profilo del committente comportava la decorrenza dei termini per l’eventuale proposizione del ricorso al tribunale amministrativo regionale competente.

Ciò è stato ritenuto potenzialmente in grado di ingenerare confusione nei destinatari stante il fatto che la funzione di questa sezione del portale non è quella di pubblicità legale bensì di rendere conoscibile l’attività delle amministrazioni ai cittadini. A tal proposito, appare opportuno ricordare che l’art. 4 del D.P.C.M. 26 aprile 2011 prevede che i bandi, gli avvisi e gli esiti di gara delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture siano pubblicati sull’albo on line del committente, all’interno di un’apposita sezione dedicata, denominata “Bandi di gara”.

Il comma 2-bis dell’art. 76 del Codice (introdotto con l’art. 1, comma 1, lettera n), Legge n. 55/2019 per uniformare la disciplina con la soppressione del secondo, il terzo e il quarto periodo dell’art. 29, comma 1) prevede che entro un termine non superiore a cinque giorni sia dato avviso ai candidati e ai concorrenti, con le modalità di cui all’art. 5-bis del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale o strumento analogo negli altri Stati membri, del provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni ad essa all’esito della verifica della documentazione attestante l’assenza dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80, nonché la sussistenza dei requisiti economico-finanziari e tecnico-professionali, indicando l’ufficio o il collegamento informatico ad accesso riservato dove sono disponibili i relativi atti.

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Decreto Sblocca Cantieri: le novità per gli appalti e l’edilizia

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La Legge n. 55 del 14 giugno 2019, di conversione con modifiche del Decreto legge n. 32/2019 (Sblocca Cantieri), è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 17 giugno 2019.Lo Sblocca Cantieri contiene "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per...


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