Mobilità sostenibile. Ricaricare l’auto nel tempo di fare la spesa?

Da marzo all’Iper “La grande I” di Monza è possibile effettuare una ricarica veloce per il proprio veicolo elettrico mentre si sta facendo la spesa. Questa iniziativa ricade all’interno del progetto Green Land Mobility promosso da Class Onlus, Ministero dell’ambiente, Regione Lombardia e Provincia di Monza e Brianza.

 

Class Onlus (associazione ambientalista di volontariato) con FIVEA (Federazione Italiana Veicoli ad Energia Alternativa) ha avviato un progetto pilota denominato Progetto Ricarica per verificare un nuovo modello di mobilità sostenibile e intelligente volto alla diffusione dei veicoli alimentati ad elettricità al fine di ridurre le emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera.

 

Purtroppo le emissioni derivanti dai trasporti in Europa aumentano, contrariamente alle tendenze che si hanno in altri settori: dal 1990 sono aumentate del 20% e le proiezioni parlano di ulteriori aumenti nei prossimi anni.

 

Il settore dei trasporti attualmente è responsabile del 21% delle emissioni di CO2 prodotte ogni anno e di queste oltre il 70% provengono dalle automobili, responsabili pertanto di oltre il 14% delle emissioni di CO2 totale.

 

Non esiste una soluzione univoca al problema, ma appare evidente come nei prossimi decenni l’impiego di veicoli elettrici e ibridi possa giocare un ruolo significativo per raggiungere la mobilità sostenibile: se i veicoli fossero alimentati con fonti rinnovabili, si potrebbero ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 e migliorare pertanto la qualità dell’aria a livello locale.

 

Green Land Mobility è stato selezionato dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas come progetto pilota al fine di realizzare un’infrastruttura volta a promuovere la mobilità sostenibile. Questo prevede una stazione composta da 6 colonne costruite con materiale riciclabile, proveniente dalle raccolte differenziate Acciao-Alluminio e Plastica Made in Italy, predisposta per ricaricare i veicoli elettrici, con una potenza di 24 kW.

 

Il sistema è connesso ad internet con molteplici funzioni interattive: stima della CO2 risparmiata, prenotazione di ricarica, avviso a mezzo mail/sms di avvenuta ricarica, localizzazione georeferenziata dei punti di ricarica.

 

Uno degli scogli da superare per la diffusione di questi veicoli è lo scetticismo del cittadino che è restio all’acquisto di un modello elettrico piuttosto che delle organizzazioni, pubbliche o private , che non scelgono la “tecnologia dell’elettrico” per le loro flotte, perché forte è la paura di rimanere “a piedi”. Si ha ancora il falso mito che l’autonomia delle batterie del veicolo elettrico non sia sufficiente a soddisfare le proprie necessità.

 

Tuttavia alcune ricerche condotte in Europa hanno dimostrato che il 60% dei guidatori percorre quotidianamente meno di 30 km e più del 90% non supera i 100 km. Pertanto si può tranquillamente affermare che le batterie dei veicoli elettrici oggi sul mercato riescono a soddisfare più del 90% dei bisogni di mobilità.

 

Anche sul fronte processi di ricarica delle batterie si possono evidenziare notevolissimi progressi avvenuti negli ultimi anni, legati all’incredibile evoluzione tecnologica delle batterie stesse.

 

Una delle cause che non rende possibile avere una ricarica in tempi brevi è la ridotta potenza disponibile in prelievo disponibile presso le abitazioni private: il contratto tipico ad uso privato è infatti di circa 3-6 KW, ovvero 0,8-1,5 KW da dedicare alla ricarica di un veicolo.
Occorre comunque sottolineare che lo scenario è cambiato radicalmente: prima con l’avvento delle batterie al nickel e poi con quelle agli ioni di litio.

Gli obiettivi da perseguire a questo punto sono ben chiari:
1. coinvolgere i Comuni e le Provincie di Milano, Roma, Catania, Bari, Bologna, Napoli e Genova dove provvedere l’installazione di 100 colonne di ricarica. Istallazione di 50 sistemi di alimentazione elettrica nel territorio della provincia di Monza e Brianza;

2. creare un modello standardizzato di gestione e di erogazione dell’elettricità per la maggior parte dei veicoli elettrici in circolazione o in progettazione;

3. quindi predisporre un progetto funzionale, architettonico ed urbanistico di fattibilità, entro il 2012, al fine di individuare siti idonei e razionali per l’installazione di almeno 5.000 colonne di ricarica elettrica stradali (conforme alla normativa CEI 312-1:2010-05), ponendo attenzione alle caratteristiche storiche, culturali ed ambientali del territorio, nonché di 50.000 colonne di ricarica in condomini privati ed aziendali, al fine di soddisfare l’esigenza di un futuro parco circolante di un milione di veicoli elettrici entro il 2020;

4. coinvolgere le grandi catene di distribuzione in una politica comune a favore dell’incentivazione del mezzo elettrico;

5. fare operazioni di informazione come redigere una relazione conclusiva, organizzare un convegno di presentazione dei risultati conseguiti e una campagna informativa per l’incentivazione del mezzo elettrico.

6. attivarsi affinché, entro il 2020, siano costruite almeno una stazione di ricarica elettrica pubblica nel raggio di 30 km su tutto il territorio nazionale extraurbano e una colonna di ricarica ogni 10 km dai centri urbani.

 

Progetti ambiziosi, che però mirano alla salute dell’ambiente in cui noi viviamo!

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:
www.greenlandmobility.it
Acqua&Aria n.4 aprile 2012


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