Mobilità sostenibile: in Germania l’autostrada per biciclette

Il tracciato della RheinischeBahn RS1

Essendo un’amante delle due ruote a pedali, spesso mi sono chiesta come sarebbe se per una domenica chiudessero le autostrade al traffico a motore per concederle alle biciclette. Di solito ci sono iniziative simili in montagna, quando per qualche ora delle salite e discese, altrimenti costellate da difficoltà tecniche (pendenze) e logistiche (incroci e sorpassi da parte di moto e auto), sono riservate esclusivamente a chi pedala.

Nel Nord Europa queste fantasticherie stanno diventando realtà.
In particolare, in Germania è stato aperto il primo tratto di una vera e propria “autostrada per biciclette” che collegherà Duisburg ad Hamm passando per Mülheim, Essen, Gelsenkirchen, Bochum, Dortmund, Unna, Kamen e Bergkamen (per un totale di un centinaio di chilometri).

Il tracciato corre lungo una vecchia linea ferroviaria dismessa, facile da percorrere perché privo di incroci, con pochi attraversamenti pedonali, che permette lo spostamento interurbano sulle due ruote e una pedalata più veloce senza stress (per saperne di più sull’argomento delle vie verdi e dei velorail, su L’Ufficio Tecnico è stato pubblicato un articolo a cura del Dipartimento di Ingegneria Agraria dell’Università di Milano dal titolo Vie verdi e Velorail sui tracciati delle ferrovie abbandonate).

È stata chiamata Radschnellweg (RS1) e prevede un asse viario proprio, non condiviso con altri mezzi, lontano da altri percorsi stradali e/o ferroviari, tutto asfaltato in pianura, senza pendenze o curve strette, largo circa 4-5 metri, con corsie separate da segnaletica per ogni senso di marcia al fine di ridurre al minimo il rischio di urti e incidenti, illuminazione minima garantita e/o indicatori rifrangenti che consentano la circolazione notturna, un programma di manutenzione definito (soprattutto in inverno in caso di neve e ghiaccio) e un’alberatura e/o siepe laterale che, in caso di tratti che costeggiano tracciati automobilistici, protegga i ciclisti da spostamenti d’aria e abbagliamenti.

La RS1 si distingue da altri progetti in quanto concepita come un percorso interurbano autonomo che garantisce standard d’utilizzo uniformi, e permetterà a molti lavoratori e studenti di recarsi in ufficio o all’Università sulle due ruote. Questa “autostrada per le biciclette” permetterà di ridurre considerevolmente l’inquinamento e le emissioni di anidride carbonica, a tutela dell’ambiente e degli stessi cittadini.

Ma la Germania non è l’unico Paese amico delle due ruote a pedali. In Danimarca, ad esempio, grazie alle amministrazioni comunali, è sorta una rete interminabile di piste ciclabili. I danesi in questo modo posso percorrere giornalmente distanze di decine di chilometri per recarsi al lavoro o a scuola. Da tempo si viaggia sulle “bicistrade”, vere e proprie autostrade riservate alle biciclette, provviste di pavimentazione adeguata, aree di servizio e un numero ridottissimo di incroci.
Diverse ed interessanti sono le iniziative promosse dalle amministrazioni: dalla creazione di “corsie preferenziali” per consentire le chiacchiere fra bici che corrono in parallelo, alla distribuzione di leccornie in premio a quei cittadini che aderiscono alla cosiddetta karma campaign, ovvero al rispetto di cinque regole fondamentali: essere gentili, guidare sulla destra, segnalare gli spostamenti, sorpassare con riguardo, scampanellare poco.

E in Italia?

Anche in Italia si sta portando avanti il progetto per la prima “autostrada per biciclette”, che vuole collegare Firenze a Bologna. La prima tratta, a due corsie, è stata inaugurata a Pistoia, da Carmine a Oplà.

Il progetto si sviluppa in una via di 104 chilometri, da completare entro aprile 2016, con l’obiettivo di incrementare l’uso della bicicletta, andando così a sviluppare il trasporto ecosostenibile nei brevi spostamenti, ma anche sulle medie distanze. Essendoci dei tratti in salita, verranno previsti dei bike lift, sistemi di ausilio meccanico, simili agli skilift. Ci saranno inoltre aree di sosta apposite, stazioni automatiche di gonfiaggio e riparazione camere d’aria.

Stando a quanto riportato nel dossier di Legambiente (Bike Italia), le città in cui sono presenti il maggior numero di piste ciclabili o il maggior numero di infrastrutture dedicate alle ciclabili, non sono necessariamente quelle in cui si pedala di più.
L’unico modo infallibile per mettere i cittadini in sella è quello di rendere sicuri i loro spostamenti quando scelgono la bicicletta e rendere la bicicletta la vera alternativa ad uno scomodo utilizzo dei mezzi privati a motore.

Articolo di Roberta Lazzari

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