Mobilità e futuro: a Milano il treno dell’avvenire

Mobilità e futuro

Mobilità, infrastrutture e futuro: le prospettive di trasporti superveloci potrebbero concretizzarsi anche in Italia, entro il lasso di tempo di 30 anni. Il progetto è denominato Hyperloop ed è stato oggetto proprio poche settimane fa di un test di fattibilità nel Nevada (con un dimostratore tecnologico senza persone a bordo, ne parlavamo qui). Fra pochi anni questa tecnologia potrebbe trasportare i primi passeggeri. I primo percorsi che saranno progettati sono i seguenti: Los Angeles – San Francisco e Dubai – Abu Dhabi.

È proprio questo uno dei progetti che verranno illustrati al World Congress on Railway Research, il Congresso mondiale dell’innovazione ferroviaria, iniziato domenica ieri alla Fiera di Milano, per la prima volta anche con Russia e Cina. Della tecnologia Hyperloop si parlerà stasera alle ore 18 al Centro Congressi Stella Polare della Fiera, con il programma che prevede molti appuntamenti per i tecnici o per i curiosi del settore fino alla chiusura del 2 giugno.

La previsione fantascientifica a livello di scenario italiano è il seguente (a prospettarla è Luigi Grassia sul quotidiano La Stampa): “Per andare da Milano a Roma, si entrerà in un tubo dentro al quale correrà una capsula di alluminio, quasi della stessa sezione del tubo. Non ci saranno diversi vagoni ma un solo locomotore-vagone, capace di ospitare 40-50 passeggeri. La capsula viaggerà su un binario a levitazione magnetica, che però esiste già adesso, quindi non sarà questa la novità: la vera sorpresa sarà una specie di ventola davanti al locomotore-vagone, che aspirerà l’aria creando un vuoto, verso il quale la capsula sarà attirata in un movimento senza attrito. Gli ingegneri dicono che si raggiungerà la velocità del suono; così il viaggio in treno Milano-Roma durerà meno di 30 minuti”. Roba da sci-fi fiction.

Nel corso del Congresso mondiale dell’innovazione ferroviaria la maggior parte delle innovazioni nel settore ferroviario proposte viaggiano nella direzione di migliorare le tecnologie già esistenti anziché a introdurre concetti rivoluzionari. Esiste un motivo ben preciso perché questo accade: i treni non possono fare a meno di linee fisse, per quanto magnetiche e hi-tech, e le linee fisse richiedono tempo e investimenti per essere costruite, dopodiché ci si aspetta che vengano usate per generazioni.

In questo senso risulta interessante ascoltare le parole di Marco Caposciutti, direttore tecnico di Trenitalia (una delle realtà organizzatrici del World Congress nella sua edizione milanese), ingegnere e appassionato di tecnologie futuribili: “Nell’immediato si lavora a migliorare la connettività ferroviaria, cioè i servizi digitali per i viaggiatori a bordo, ma anche la tracciabilità dei passeggeri e dei bagagli, l’integrazione tariffaria in modo da prendere i treni, gli autobus, i traghetti eccetera con un solo biglietto, e poi l’intermodalità nel trasporto delle merci”.


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