Misure sicurezza anti Covid-19 per ristorazione, balneazione e cura della persona

Misure sicurezza anti Covid-19 per ristorazione, balneazione e cura della persona

In vista delle prossime riaperture dopo il lockdown, fondamentali sono le misure di sicurezza anti Covid-19 da mettere in atto per la salvaguardia di lavoratori e clienti circa il rischio di esposizione al contagio da Coronavirus.

L’adozione del protocollo sicurezza anti Covid-19, e successivo aggiornamento, si rende necessaria per i luoghi di lavoro dove, in base al tipo di attività lavorativa svolta, è richiesta l’attuazione di misure specifiche. Di seguito una rassegna che raccoglie le principali indicazioni da seguire per le attività di ristorazione, balneazione e cura della persona.

Misure sicurezza anti Covid-19: ristorazione

Il 12 maggio l’INAIL, in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità, ha pubblicato il Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della ristorazione, allo scopo di fornire al legislatore degli elementi di valutazione sulla possibile rimodulazione delle attività di ristorazione, tutelando la salute dei lavoratori e dei clienti.

Il documento è diviso in due sezioni:

  1. analisi del settore;
  2. ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore della ristorazione.

Per quanto riguarda la seconda sezione, il documento propone una linea guida in vista della prossima riapertura al pubblico, proponendo:

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Misure sicurezza anti Covid-19: balneazione

Sempre il 12 maggio l’INAIL e l’Istituto Superiore della Sanità, hanno reso pubblico il Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia in riferimento alle attività di balneazione, tutelando la salute dei lavoratori e degli utenti.

Il documento è diviso in due sezioni:

  1. analisi del settore;
  2. ipotesi di misure di sistema, organizzazione, prevenzione e protezione nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria COVID-19.

Vediamo nel dettaglio cosa è riportato nella seconda sezione in riferimento alle strutture balneari e alle spiagge libere.

Stabilimenti balneari o spiagge attrezzate

  • Misure organizzative – Il primo passo per individuare le corrette misure organizzative è quello di determinare “l’accoglienza massima dello stabilimento balneare in termini di sostenibilità, nell’ottica della prevenzione dell’affollamento, con la finalità di mantenere il distanziamento sociale in tutte le attività balneari sia in acqua che sull’arenile”. Andrà quindi valutata la superficie totale della concessione e, di conseguenza, modificato il layout dell’intera struttura (ombrelloni, ristorante, bar, area giochi, ecc.). Nel documento vengono prese in esame: l’accoglienza, le zone ombreggio e solarium, i servizi e gli spazi complementari.
  • Misure igienico sanitarie – Le indicazioni fornite a questo proposito ricalcano le misure individuate dai protocolli condivisi e le buone prassi divulgate dall’Istituto Superiore della Sanità e dal Ministero della Salute. Inoltre, per quanto riguarda le operazioni di sanificazione e pulizia, il documento rimanda al rapporto ISS-COVID-19 n°19/2020.

Spiagge libere

In tali aree, l’applicazione delle norme di distanziamento sociale e di igiene è molto più complesso e si rende quindi “necessario attuare innanzitutto un’intensa attività di comunicazione e sensibilizzazione, oltre che con gli strumenti tradizionali, anche attraverso social media, volte a favorire un comportamento corretto e consapevole da parte dell’utenza”.

Il documento rimanda alle amministrazioni locali la definizione delle modalità di accesso alle spiagge libere in relazione ai flussi di utenti e alle caratteristiche specifiche delle spiagge (dimensioni, servizi pubblici, ecc.).

Vengono comunque proposte alcune indicazioni di carattere generale, quali per esempio: l’individuazione dei punti di accesso, l’affissione di cartelli multilingua contenenti indicazioni chiare in merito ai comportamenti da tenere e l’individuazione della capienza massima della spiaggia.

Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, il documento fa riferimento al Protocollo Condiviso del 24 aprile 2020 e al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione, fornendo ulteriori indicazioni specifiche per la tipologia di attività.

Infine, il documento fornisce alcune indicazioni sulle comunicazioni base da diffondere tra gli utenti:

  • comunicare che la fruizione delle spiagge sarà soggetta a restrizioni rilevanti e risulterà notevolmente diversa rispetto agli anni precedenti;
  • porre l’accento sul senso di responsabilità e sulla consapevolezza di ognuno in merito alla necessità di seguire le norme di prevenzione del contagio;
  • sottolineare la necessità di vigilare sulle attività dei bambini.
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Misure sicurezza anti Covid-19: cura della persona

Il 13 maggio l’INAIL, in collaborazione con l’Istituto Superiore della Sanità, ha pubblicato il Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici. Dopo quelli redatti per la ristorazione e la balneazione, anche questo documento nasce allo scopo di fornire al legislatore degli elementi di valutazione sulla possibile rimodulazione delle attività, questa volta per quanto riguarda i servizi di cura della persona ­– parrucchieri e trattamenti estetici − in vista della prossima riapertura, sempre nell’ottica di tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti.

Per le caratteristiche intrinseche di queste particolari attività, che prevedono una stretta prossimità con il cliente, la gestione del rischio di contagio da SARS-CoV-2 risulta molto delicata. Proprio per questo motivo, infatti, il settore di cura della persona è stato uno dei primi a sospendere temporaneamente le proprie attività, in seguito all’adozione delle misure contenitive necessarie per il contrasto dell’epidemia.

Dopo una breve analisi del settore, il documento prende in esame delle ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive, suddivise in: misure di sistema, misure organizzative di prevenzione e protezione, misure igienico-sanitarie e misure specifiche per i lavoratori.

Per quanto riguarda le misure di sistema, valide sia per i servizi di parrucchieri sia per quelli estetici, viene ipotizzata la possibilità di consentire delle deroghe ai giorni di chiusura e permettere l’estensione degli orari di apertura, in considerazione del fatto che le attività dovranno necessariamente ridurre il numero dei trattamenti in contemporanea. In quest’ottica, si dovrà parallelamente permettere una turnazione dei lavoratori. Nella gestione degli spazi, dovrà essere garantito il distanziamento, anche realizzando delle aree di attesa all’esterno dei locali, concedendo ove possibile l’occupazione del suolo pubblico in deroga.

Servizi di barbieri e parrucchieri

  • Misure organizzative di prevenzione e protezione – È stata individuata una distinzione tra misure organizzative generali, fasi di prenotazione, accoglienza e conclusione del servizio e fase di svolgimento delle attività.

Misure organizzative generali – A titolo esemplificativo: risulta fondamentale una buona programmazione degli appuntamenti (per ottimizzare i tempi di attesa e prevenire ogni forma di affollamento), riorganizzare al meglio gli spazi di lavoro, garantire una distanza minima di due metri tra le postazioni di trattamento, eliminare le riviste e ogni altro oggetto che possa essere di uso promiscuo.

Fasi di prenotazione, accoglienza e conclusione del servizio – Alcuni esempi: prenotazione obbligatoria dei servizi, fornire i clienti di una borsa o di un sacchetto monouso per contenere gli effetti personali durante la permanenza in salone, privilegiare i pagamenti elettronici.

Fase di svolgimento delle attività – Per esempio: accesso e permanenza in salone consentiti solo indossando obbligatoriamente la mascherina, fornire ai clienti mantelle e asciugamani monouso (se riutilizzabili, devono essere lavati ad almeno 60° per 30 minuti), eseguire i trattamenti rimanendo alle spalle dei clienti in tutti i casi possibili.

  • Misure igienico sanitarie – Le indicazioni fornite a questo proposito ricalcano le misure individuate dai protocolli condivisi e le buone prassi divulgate dall’Istituto Superiore della Sanità e dal Ministero della Salute. Inoltre, per quanto riguarda le operazioni di sanificazione e pulizia, il documento rimanda al rapporto ISS-COVID-19 n°19/2020.
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Altri trattamenti estetici

Anche se in entrambi i servizi si lavora a distanza ravvicinata dai propri clienti, l’attività di un centro estetico presenta caratteristiche diverse da quelle del barbiere e parrucchiere. Infatti, “l’estetista lavora in ambienti generalmente singoli e separati (cabine) e le prestazioni tipiche comprendono già misure di prevenzione del rischio da agenti biologici alle quali ci si deve attenere rigorosamente nello svolgimento della normale attività professionale. Per quanto concerne le misure di sistema, le misure organizzative di prevenzione e protezione e le misure igienico-sanitarie si rimanda a quanto già riportato per i barbieri e parrucchieri, in linea generale”.

Tra le misure individuate specificamente per i centri estetici: inibire, ove presenti, l’utilizzo della sauna o del bagno turco e delle vasche idromassaggio; pulizia scrupolosa di tutte le superfici della cabina all’uscita di ogni cliente; garantire il ricambio di nella cabina, se possibile, in modo naturale (con l’apertura delle finestre) oppure meccanicamente.

Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, sia per i servizi di parrucchieri sia per quelli estetici, il documento fa riferimento al Protocollo Condiviso del 24 aprile 2020 e al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione, fornendo ulteriori indicazioni specifiche per la tipologia di attività (come per esempio: uso di mascherine chirurgiche – o FFP2 o FFP3 senza valvola per l’esecuzione di attività di cura del viso −, di guanti in nitrile, adeguata formazione e informazione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale).

Infine, il documento fornisce alcune indicazioni sulle comunicazioni di base da diffondere tra i clienti, richiamando il senso di responsabilità e la consapevolezza di ognuno in merito alla necessità di rispettare di regole prevenzione del contagio (per esempio: in caso di sintomatologia respiratoria o di febbre superiore a 37.5° C, il cliente dovrà rimanere a casa, rispettare gli orari degli appuntamenti e osservare le misure di igiene personale). Da un lato, i gestori delle attività si impegnano a garantire le condizioni di sicurezza per i propri dipendenti e clienti, dall’altro gli utenti devono contribuire a mantenere tali condizioni per tutelare loro stessi e la comunità.

Il testo è di Carmine Moretti e Marco Ballardini con la collaborazione di Francesca Ceccolini.

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I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

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