Misure anti Covid-19: il ruolo del medico competente e l’infortunio

Misure anti Covid-19: il ruolo del medico competente e l’infortunio

La circolare del Ministero della Salute n.14915 del 29 aprile 2020, avente in oggetto: “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività”, specifica il ruolo del medico competente in qualità di soggetto coinvolto in prima linea nella tutela della salute e sicurezza sul lavoro nell’ordinarietà dello svolgimento delle attività lavorative.

Una figura, quella del medico competente, che amplifica la propria funzione nell’attuale momento di emergenza pandemica, periodo durante il quale egli va a confermare il proprio ruolo di “consulente globale” del datore di lavoro.

Facendo un breve excursus sulla situazione, va ricordato che il 24 aprile 2020, è stato integrato e modificato il Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo 2020.

Il 9 aprile 2020, il Comitato Tecnico Scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile ha approvato il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”.

Come specificato nella circolare, il sistema di prevenzione nazionale ed aziendale realizzatosi nel tempo, offre la naturale infrastruttura per l’adozione di un approccio integrato alla valutazione e gestione del rischio connesso all’attuale emergenza pandemica.

L’atto finale della valutazione del rischio è rappresentato dal DVR (Documento di Valutazione del Rischio), obbligo in capo al datore di lavoro. A tal proposito sarà necessario adottare una serie di azioni che andranno ad integrare il DVR, col fine di prevenire il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro contribuendo, altresì, alla prevenzione della diffusione dell’epidemia.

La salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro vedono coinvolte numerose figure professionali, ciascuna con compiti e responsabilità ben precisi, secondo quanto regolamentato dal D.lgs. 81/2008 e s.m.i..

Circa la figura del medico competente, è specificato che: “…è chiamato a supportare il datore di lavoro nella valutazione del rischio e ad operare la sorveglianza sanitaria in un contesto peculiare quale quello del rientro al lavoro in periodo pandemico. L’art. 28 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. fornisce una chiara definizione della valutazione dei rischi, che deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”.

Potrebbe interessarti: Covid-19 infortunio e malattia: come considerare contagio in occasione di lavoro?

Misure anti Covid-19 medico competente: attività propositiva e informativa

Con la circolare n. 14915 del 29 aprile 2020, il Ministero della Salute, presso il quale è istituito l’elenco dei medici competenti cui è affidata la sorveglianza sanitaria di cui al d.lgs. 81/2008, sintetizza efficacemente il ruolo del “medico competente” nell’attuale fase pandemica, con specifico riferimento alle indicazioni dei protocolli di sicurezza allegati al D.P.C.M. 26 aprile 2020.

Segue un puntuale richiamo alle attività del medico competente per ciò che attiene all’informazione dei lavoratori, all’aggiornamento del documento di valutazione dei rischi e alle visite mediche; queste ultime sono opportunamente distinte in visite urgenti ed indifferibili e in visite differibili.

Insomma, un documento da tenere presente in questo momento di ripresa (graduale) delle attività lavorative che, del resto, si pone in linea con le indicazioni della giurisprudenza secondo cui “l’obbligo di collaborazione con il datore di lavoro da parte del medico competente …. comporta un’effettiva integrazione nel contesto aziendale del sanitario, il quale non deve limitarsi ad un ruolo meramente passivo, ma deve dedicarsi ad un’attività propositiva e informativa in relazione al proprio ambito professionale” (così Cass. pen., sez. III, 27 aprile 2018, n. 38402).

Non perderti: Tutela infortunistica Covid-19: circolare INAIL fornisce prime indicazioni

Contagio equiparato all’infortunio: se protocollo ok, no responsabilità imprenditore

Circa la responsabilità dell’imprenditore per il contagio da Covid-19 dei propri dipendenti, sono arrivate indicazioni dal sottosegretario Stanislao Di Piazza, che, in risposta ad un’interrogazione alla Camera di Chiara Gribaudo, circa gli aspetti problematici dell’equiparazione fatta dall’articolo 42 del decreto Cura Italia tra infortunio sul lavoro e contagio da Covid-19 che potrebbero condurre a sanzioni verso l’imprenditore sul piano penale.

Di Piazza ha inoltre evidenziato che ad essere “particolarmente problematica è la configurabilità di una responsabilità civile o penale del datore di lavoro che operi nel rispetto delle regole. Una responsabilità sarebbe, infatti, ipotizzabile solo in via residuale, nei casi di inosservanza delle disposizioni a tutela della salute dei lavoratori e, in particolare, di quelle emanate dalle autorità governative per contrastare la predetta emergenza epidemiologica”.

Portano a tali conclusioni una serie di aspetti, quali: “la diffusione ubiquitaria del virus Sars-CoV-2, la molteplicità delle modalità e delle occasioni di contagio e la circostanza che la normativa di sicurezza per contrastare la diffusione del contagio è oggetto di continuo aggiornamento da parte degli organismi tecnico-scientifici che supportano il Governo”.

Difatti il rispetto del protocollo, conferma il ministero, è in grado di evitare che all’imprenditore possano essere effettuate contestazioni sia di natura penale sia di natura civile.

L’associazione tra contagio Coronavirus e infortunio riafferma un consolidato indirizzo giurisprudenziale e conferma la tutela assicurativa da parte dell’INAIL, che oltre ad entrare in gioco nei casi di contrazione di malattie infettive negli ambienti di lavoro, interviene anche nei casi di infezione da nuovo Coronavirus che dovranno essere ricostruiti dall’INAIL attraverso un accertamento medico-legale che consente comunque di utilizzare un onere probatorio semplificato.

Il chiarimento è arrivato anche con una nota INAIL.

Con il contributo dell’ Avv. Andrea Ferruti.

Potrebbe interessarti: Documento conferenza stato regioni sicurezza: linee di indirizzo per le riaperture

Scarica l’ebook gratuito!

Sei interessato a conoscere le misure di sostegno anti Covid-19? Scarica gratuitamente l’e-book “La previdenza Anti-Covid” di Francesco Pizzuto, con approfondimenti su sostegno al reddito, indennità, e cassa integrazione. Inserisci la mail ed effettua il download.

[download id=”17016″]

 

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

Potrebbero interessarti anche