Miglioramento e adeguamento sismico con acciaio: attribuzione classe di rischio

Miglioramento e adeguamento sismico con acciaio: attribuzione classe di rischio

Il documento “Quaderni di progettazione strutturale – 7: interventi di miglioramento e adeguamento sismico con l’acciaio – Parte 1” a cura di Fondazione Promozione Acciaio è il primo di una serie di quaderni dedicati agli interventi di adeguamento e miglioramento sismico di edifici esistenti con l’impiego dell’acciaio.

Come viene specificato nella pubblicazione a cura della Fondazione, il rischio sismico è un problema molto sentito per il territorio italiano che ha subito numerosi terremoti, molti dei quali caratterizzati da una notevole violenza, soprattutto con riferimento agli ultimi 50 anni, dal terremoto della Valle del Belice (1968) a quelli del Centro Italia (2016 – 2017).

A tal proposito si è reso necessario attivare una politica di prevenzione, che abbia come strategia quella di avere efficacia non più a seguito del manifestarsi del terremoto, ma precedentemente. Da qui l’emanazione, a partire dal 2013, di alcune leggi aventi l’intento di incentivare la riqualificazione a livello sismico del nostro patrimonio edilizio, dando la possibilità di detrarre una parte delle spese sostenute per gli interventi di adeguamento e di miglioramento sismico, una su tutte la legge sul cosiddetto Sismabonus (DL 4 giugno 2013, n. 63) e successive.

Al fine di avere anche una classificazione del rischio sismico, che quantifichi in maniera oggettiva il rischio sismico prima e dopo un intervento sulle costruzioni esistenti, sono state introdotte delle Linee Guida (DM 07/03/2017), le quali definiscono le classi di rischio da assegnare alle costruzioni.

Vediamo nel dettaglio cosa prevedono queste linee guida circa l’attribuzione della classe di rischio sismico.

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Attribuzione della classe di rischio sismico

Il rischio sismico è la probabilità che un terremoto, in base alla complessità del danno sismico e della vulnerabilità degli elementi a rischio, provochi perdite di vite umane, di edifici o delle loro funzioni. Il rischio sismico è individuato come la combinazione di tre principali componenti:

Rischio sismico = pericolosità * esposizione * vulnerabilità

Le Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, contenute nell’allegato A al DM 7 marzo 2017, definiscono 8 classi di rischio, dalla G (peggiore) alla A+ (migliore).

Per la valutazione della classe di rischio sismico le linee guida introducono due metodi alternativi:

metodo convenzionale: valido per tutte le tipologie di costruzioni, basato sui normali metodi di valutazione della sicurezza previsti dalle NTC 2018 (§ 8.3 – NTC 2018), questo tipo di intervento consente di valutare la classe di rischio sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento;

metodo semplificato: basato su una classificazione macrosismica dell’edificio, è indicato per una valutazione speditiva della Classe di Rischio attraverso l’uso di tabelle dei soli edifici in muratura e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare, limitatamente agli edifici in muratura, la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.

Indipendentemente dalla scelta metodologica di analisi, la determinazione della classe di rischio è riferita alla valutazione di due principali parametri:

PAM: Perdita Annua Media attesa, che tiene conto delle perdite socio-economiche, legate ai danni strutturali e non, connesse all’azione dei terremoti in riferimento al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio privo del suo contenuto;

IS-V: Indice di Sicurezza per la Vita, definito come il rapporto, in relazione al raggiungimento dello Stato Limite Ultimo di salvaguardia della vita, fra la capacità in accelerazione di picco al suolo (PGA) e la relativa domanda (Indice di Rischio).

Attraverso il calcolo di ciascun indice si ottiene una classe di rischio sismico. La classe di rischio sismico della struttura finale si ottiene scegliendo la peggiore delle classi ottenute dal calcolo di ciascun parametro.

Un edificio potrà avere diverse lettere corrispondenti a differenti classi di rischio sismico, ammessi dalla normativa tecnica, al variare di molteplici aspetti, fra cui le scelte e l’attitudine del professionista ed il livello di confidenza LC (§ 8.5.3 – NTC 2018) che è stato adottato per la valutazione, accuratezza programmi di calcolo, ecc.

È importante sottolineare che la classe di rischio associata alla singola unità immobiliare coincide con quella dell’edificio e che tale parametro, deve essere calcolato univocamente per l’unità strutturale individuata, che può anche riguardare un aggregato di diversi edifici.

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.