Mercato dei servizi di ingegneria: ma chi dà retta all’ANAC?

Mercato dei servizi di ingegneria: ma chi dà retta all’ANAC?

L’ANAC esiste e vive con noi. Ma chi le dà retta? Di certo non le stazioni appaltanti. Il dubbio è legittimo, specialmente dopo la lettura delle riflessioni del presidente del Centro Studi del CNI, Luigi Ronsivalle, a commento dei risultati dell’andamento del mercato dei servizi di ingegneria in Italia nel terzo trimestre dell’anno, oggetto della consueta analisi da parte degli Ingegneri italiani.

I numeri sono caratterizzati da un segno “meno” sia rispetto al trimestre precedente (1,4 miliardi di euro contro 1,6), sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che aveva fatto segnare un 1,9 miliardi di euro. Scorporando i soli servizi di ingegneria da quelli di architettura, la flessione rispetto al 2014 è del 14,4%.

Insomma, la tendenza negativa non ha ancora invertito il segno; almeno per quanto riguarda il mercato dei servizi di ingegneria. Ma il fatto al centro delle riflessioni degli ingegneri è l’apparente disinteresse da parte delle stazioni appaltanti alle raccomandazioni dell’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone.

“Restano ampiamente disattesi”, si legge nell’ultima analisi del Centro Studi del CNI, “gli adempimenti previsti dalla determinazione dell’ANAC. Ad esempio, in riferimento al cosiddetto «decreto parametri» cui occorre rifarsi per determinare l’importo del corrispettivo da porre a base d’asta”. Tradotto in numeri: meno della metà (49%) dei bandi ha indicato tale decreto quale norma di riferimento.

E sempre per quanto riguarda il «decreto parametri» i requisiti richiesti ai partecipanti per prendere parte alle gare di importo superiore ai 100mila euro sono spesso ignorati. Elemento, questo, che fa il paio con il forte divario fra l’importo dei bandi affidati a liberi professionisti, anche costituiti in ATI e le società o consorzi, dato ancora più rilevante nei bandi del settore ICT. In pratica, ai liberi professionisti viene affidata la maggior parte degli incarichi di modesta entità, mentre sono esclusi da quelli più rilevanti, indipendentemente dalle forme di aggregazione temporanea.

Infine rimane sempre aperta la ferita dei ribassi eccessivi che continuano a raggiungere livelli marziani dell’80%. Se si fa una media sulle varie tipologie di affidamenti i risultati sono i seguenti:

– Valore medio per i servizi di ingegneria senza esecuzione: 36,6%

– Valore medio per i servizi di ingegneria con esecuzione dei lavori: 18,4%

– Valore medio per i servizi ICT: 26%

Un’unica buona notizia riguarda i requisiti di fatturato per accedere alle gare di affidamento. Nel terzo trimestre 2015 la quota dei bandi in cui è stato richiesto un fatturato globale superiore al doppio dell’importo a base d’asta è sceso dal 43,1% di inizio anno al 25,8% del terzo trimestre.


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