Mauro Volonté coordinatore commissione giovani CROIL: Giovani ingegneri, la strada giusta è imboccata, ora si vada avanti

“Dopo il Congresso Nazionale degli Ingegneri d’Italia il CNI ha fatto fede alla mozione, coinvolgendo in modo fattivo i rappresentanti delle Commissioni Giovani degli Ordini provinciali per la definizione della professione”. A dirlo è l’ing. Mauro Volonté (presidente del Gruppo Giovani Ingegneri di Como), da poco diventato coordinatore della commissione giovani della Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Regione Lombardia (CROIL).

 

In effetti, il 57° congresso si è contraddistinto per la significativa rappresentanza di giovani professionisti under 35, uno per ogni ordine provinciale italiano, che per la prima volta sono stati invitati come congressisti ufficiali.

 

L’ing. Volonté dall’inizio del suo mandato nel2009, ha sempre lavorato per la promozione e la valorizzazione degli ingegneri più giovani iscritti agli Ordini provinciali. Apprendendo del suo nuovo incarico in seno alla Commissione Giovani CROIL, abbiamo dunque voluto incontrarlo per approfondire la questione “giovani ingegneri” e dare ai nostri lettori qualche informazione in più.

 

Ingegneri. La commissione giovani della CROIL è una novità? Quando nasce?
Mauro Volonté. La commissione della Consulta, di cui sono diventato il coordinatore insieme alla collega ing. Gloria Chindamo (Ordine di Pavia), nominata segretario, nasce grazie a un percorso lungo e articolato nel tempo e affonda le sue radici nella creazione del network giovani del Consiglio Nazionale nel 2009, in seno al quale era stata formata la Macro Area Nord, come braccio operativo del Network Nazionale

 

Come dicevo, il Congresso nazionale di Rimini a settembre 2012, ha rappresentato una sorta di svolta significativa nella crescita del network: il numero dei rappresentanti delle commissioni giovani dei vari Ordini provinciali, nella Macro Area Nord è raddoppiato, arrivando a contarne 38; le commissioni attive a livello nazionale hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 68 … Insomma, era giunto il momento di razionalizzare ulteriormente l’organizzazione per rendere più facili l’operatività e i momenti di confronto tra gli ingegneri under 40. Inoltre, all’interno di ogni Ordine Provinciale della Regione Lombardia è ormai presente la commissione giovani. 

 

Per questo motivo, sentendo alcuni colleghi, abbiamo proposto alla CROIL di attivare la Commissione Giovani Regionale e insieme alla collega Gloria Chindamo, anche lei dal 2009 referente della commissione giovani dell’Ordine di Pavia, coordineremo con energia e passione la Commissione Regionale.

 

Ingegneri. Quindi la Lombardia in prima fila come regione attenta alle necessità dei giovani ingegneri …
MV. Non solo la Lombardia. Molte regioni si stanno attivando per creare organi “regionali” specifici per gli under 40. Ad esempio sono già nate le commissioni regionali dell’Emilia-Romagna e della Toscana. Il mio auspicio, sempre nell’ottica di una maggiore capacità operativa di queste strutture dedicate ai giovani ingegneri, è che ogni regione possa costituire una propria organizzazione, nell’ottica di un coinvolgimento sempre più forte dei giovani che possano dare nuova forza alla categoria all’interno di ogni singola regione e a livello nazionale

 

Ingegneri. Fin qui l’organizzazione. E gli obiettivi?
MV. La condivisione è il leit motif che deve seguire la commissione appena attivata della Consulta degli ingegneri lombardi e quella del network giovani del CNI. Condivisione di temi e di problemi che stanno a cuore dei giovani ingegneri, per esempio, in modo da poter produrre delle sintesi ragionate da portare all’attenzione dei tavoli tecnici del CNI.

 

Ma penso anche a una funzione di maggiore raccordo tra gli Ordini provinciali con la possibilità di mettere a punto proposte concrete per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro degli ingegneri neo iscritti. Tra gli obiettivi, poi, metto anche la necessità di inserire sempre più giovani all’interno delle commissioni tecniche e anche la possibilità di condividere le iniziative organizzate da un Ordine (convegni, visite tecniche, incontri) anche a favore dei colleghi iscritti agli Ordini delle province vicine. A scanso di equivoci, vorrei sottolineare anche un altro aspetto …

 

Ingegneri. Prego!
MV. L’impegno e il lavoro che sarà profuso nella nuova costola della Consulta non è in sostituzione o al posto dell’operato del Network giovani del CNI, nel quale ci riconosciamo pienamente. Come ho avuto modo di ricordare prima, l’attività della commissione giovani della CROIL va a completare e integrare un percorso virtuoso e articolato che è iniziato e continua con gli sforzi del network, lavorando a livello regionale per poter meglio raccogliere i pensieri delle commissioni giovani provinciali e poterli portare a livello nazionale all’attenzione della commissione istituita dal CNI.

 

Ingegneri. Giovani professionisti e crisi. Gli ultimi dati testimoniamo come, ingegneri e architetti soprattutto, siano sempre meno attirati dalla libera professione. L’emorragia pare certificata dal numero in diminuzione dei laureati tecnici che hanno sostenuto l’Esame di Stato. La libera professione ha davvero perso il suo appeal?
MV. A mio avviso occorre chiarire due cose. In primo luogo va fatta una doverosa distinzione tra veri liberi professionisti e quelli che lo sembrano solamente.

 

Ingegneri. Allude al fenomeno delle false partita IVA?
MV. Esattamente. È fuori discussione che in questo momento storico gli studi professionali, anche bene avviati, incontrino delle oggettive difficoltà ad assumere un giovane neo laureato ed è altrettanto pacifico che, appena uscito dall’università, un giovane non possa pensare di “mettersi in proprio” fin da subito, fosse anche per la necessità di fare pratica, acquisire competenze sul campo e formarsi un portafoglio clienti.

 

Detto questo, molti c.d. professionisti giovani e titolari di partita IVA lavorano, nella realtà dei fatti, come veri e propri dipendenti senza avere, però, alcuna tutela previdenziale e sociale. E questo ovviamente richiede da parte della politica in prima istanza, ma anche da parte degli organi di rappresentanza di noi professionisti, azioni efficaci per regolamentare il fenomeno.

 

Dai ragionamenti fatti sopra, risulta comprensibile che tanti giovani laureati non provino nemmeno a intraprendere la strada della libera professione, optando da subito per la ricerca di impieghi di dipendenza con aziende e imprese.

 

Ingegneri. Ma perché la libera professione sta male?
MV. La libera professione sta male perché, oggi come oggi, non c’è alcuna sicurezza di ottenere incarichi di lavoro. Se nel periodo pre-crisi, questo era un fattore di rischio, adesso è una difficoltà oggettiva, soprattutto per i colleghi ingegneri che operano nel campo delle costruzioni e dell’edilizia. In seconda battuta, anche quando il professionista ottiene incarichi di lavoro e commesse, è fortissimo il rischio di insoluti e di mancati pagamenti. Sarebbe opportuno che passasse il messaggio che, così come le aziende oggi lamentano i ritardati pagamenti da parte soprattutto delle pubbliche amministrazioni, anche i liberi professionisti, in tutto e per tutto degli imprenditori, soffrono dello stesso “male”.

 

Ingegneri. Ci avviciniamo all’appuntamento di luglio con il Congresso Nazionale degli Ingegneri numero 58, che quest’anno si terrà a Brescia. Auspici?
MV. Non sono ancora stati resi noti i temi di discussione che saranno affrontati al prossimo congresso di Brescia. La mia speranza è che si continui a percorrere la strada del sempre maggiore coinvolgimento di noi giovani nella vita degli Ordini, sia a livello di singole provincie che a livello nazionale. Gli auspici sono buoni, poiché la via è ormai stata tracciata e anche perché la commissione giovani dell’Ordine di Brescia ha una storia e un radicamento sul territorio notevoli. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.

 

Intervista a cura di Mauro Ferrarini


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico