Materiali da demolizione: discarica o riciclo?

Materiali da demolizione: discarica o riciclo?

Materiali da demolizione

Il recupero ed il riuso dei materiali da demolizione o in generale dei materiali da impiegare nelle nuove costruzioni è un aspetto molto importante da valutare nella pianificazione di un’opera.

Nella costruzione di un edificio sono costantemente presenti tre risorse: materiali, energia, acqua. Gli impatti relativi associati al loro uso sono di tipo ambientale, sociale e legati alla riduzione delle risorse. Gli impatti associati ai materiali possono essere anche lontani, sia nel tempo che nel luogo.

Uno dei materiali più utilizzati nella costruzione, quale il legno, viene, ad esempio, impiegato anche a migliaia di chilometri di distanza dal punto di approvvigionamento (foresta tropicale), pertanto le conseguenze ambientali del disboscamento saranno visibili solo molto tempo dopo l’evento.

I processi di utilizzo e di logorio delle risorse materiali durante il loro ciclo di vita (fase di estrazione, lavorazione, trasporto, costruzione, eliminazione) creano danni ambientali come il surriscaldamento globale, l’inquinamento, la riduzione di risorse naturali, la produzione di rifiuti e, non ultimo, problemi alla salute. Il Life Cycle Assessment riguarda l’impatto ambientale dei materiali, dalla fase di estrazione alla fase di demolizione e rifiuto.

Materiali da demolizione: come programmare la filiera?

In Gran Bretagna le attività di demolizione sono regolate da norme sulla responsabilità e la sicurezza (BS 6187:2000 Code of Practice for Demolition). La separazione dei materiali permette di veicolare i materiali da demolizione nella giusta filiera. Particolare attenzione è dedicata all’impiantistica recuperabile e ai sistemi più idonei per la disinstallazione.

Un’analisi costi-benefici viene condotta per valutare se è più conveniente inviare i rifiuti alla discarica o indirizzarli alla filiera del riciclaggio.

Il metodo di demolizione dipende:

  • dalla posizione dell’edificio e dal suo contorno;
  • dal tipo di struttura portante adottata e dai materiali utilizzati;
  • dallo spazio disponibile in cantiere per organizzare una cernita dei materiali corretta per tipologia e quantità;
  • dalle operazioni da attivare per ottenere il massimo della sicurezza nelle fasi di demolizione e decostruzione.
Leggi anche: Riciclo del calcestruzzo. Vantaggi e usi legati al reimpiego del materiale

È utile eseguire un pre-audit per classificare i materiali da demolizione?

La risposta è affermativa. Difatti nel recupero e riuso dei materiali da demolizione è importante valutare, attraverso un audit, quali materiali siano presenti nell’edificio. Ad esempio:

  • come è stato costruito il fabbricato e qual è la miglior soluzione da adottare per la decostruzione;
  • quale impiantistica può essere recuperata senza danneggiamenti importanti;
  • quantità approssimativa dei materiali recuperabili e loro valorizzazione

Una serie di informazioni preventive del progetto originale permettono di predisporre un piano di decostruzione più efficace. In particolare:

  • assicurarsi un idoneo e sicuro accesso al cantiere e stabilire contestualmente le attrezzature più adatte a svolgere la demolizione e decostruzione;
  • pianificare attentamente la sequenza delle operazioni di demolizione e stendere un planning della tempistica di ogni operazione;
  • pianificare la decostruzione a livello di separazione materiali/rifiuti, essenziale per lo stoccaggio in cantiere, il trasporto e l’eventuale riciclaggio.

Una tipica sequenza di attività legate alla decostruzione è la seguente:

  • verifica della presenza di materiali pericolosi e azioni utili a proteggere la salute del personale di cantiere;
  • adozione di impianti luce e di segnalazione temporanea durante la fase di decostruzione;
  • una prima fase riguardante la rimozione di tutti i rivestimenti a pavimento e a parete, i mobili e il materiale di scarto, oltre a porte e architravi, e altre apparecchiature e attrezzature.

Questa operazione deve iniziare dall’alto e scendere per permettere di avviare la sequenza delle altre decostruzioni:

  • rimozione e messa in sicurezza di materiali pericolosi;
  • una volta isolato un impianto, il passo successivo consiste nella rimozione degli accessori collegati. Questa parte di lavoro comprende la rimozione delle pareti interne se non è presente amianto in varie forme;
  • lavori riguardanti parti di muri e rivestimenti. L’obiettivo è quello di decostruire con particolare cura i materiali e le opere di maggior valore per il riuso.

Decostruzione e demolizione: come organizzare il flusso di gestione?

In un flusso di rifiuti i materiali da decostruire sono dipendenti dal tipo di edificio da demolire: uno stabilimento di produzione o un centro di ricerca hanno caratteristiche diverse. Un flusso tipico di materiali comprende:

  • impianti e collegamenti integrati;
  • componenti architettonici, come lavori di ebanisteria, decorazioni di caminetti, boiserie, ecc.;
  • scarti sia abitativi che industriali;
  • mobili e impianti integrati;
  • cucine, apparecchi sanitari, ecc.;
  • corpi illuminanti compresi lampade e riflettori;
  • divisori trasparenti e controsoffitti;
  • porte, finestre e telai;
  • condotti e installazioni elettriche;
  • pavimenti, parquet e moquette;
  • materiale di copertura.

L’impresa, nel caso della decostruzione sopra indicata, si trova in una nuova fase di lavoro che comprende una serie di verifiche preventive, una maggior attenzione alle fasi operative, un riconoscimento dei materiali, prodotti o componenti di maggior valore. Non ultimo, si deve considerare quali materiali possano trovare un mercato nel riuso e predisporre una analisi costi di messa in discarica e la relativa convenienza ad agire in tal senso o ricercare delle alternative di valorizzazione.

Dopo la fase di decostruzione subentra quella di demolizione, il cui dettaglio esecutivo dipende dalla dimensione e tipo di edificio:

  • tegole, travi e legname della copertura in genere;
  • pareti interne in gesso, rivestimenti esterni, solai, elementi strutturali primari, fondazioni.

Questa fase di demolizione deve seguire delle regole che riguardano:

  • tipo e altezza delle strutture, natura della costruzione, ad esempio post-tensione, ecc.;
  • tutti gli impianti legati alla struttura o nella struttura;
  • sicurezza e rischi ambientali associati ai materiali da demolizione presenti nella struttura;
  • salute, sicurezza e rischi ambientali connessi alle tecniche di demolizione;
  • livello di inquinamento delle aree circostanti all’area di demolizione;
  • difficoltà di accesso, deviazioni o interruzioni conseguenti ai lavori, per i pedoni e per il transito veicolare;
  • natura e valore commerciale dei materiali e componenti recuperati;
  • quantità dei materiali da demolizione;
  • gestione in sito dei materiali recuperati e dei rifiuti;
  • percorso dei materiali da demolizione destinati alla discarica;
  • prossimità dei luoghi di riciclaggio dei materiali e degli impianti di trattamento dei rifiuti.

L’efficienza e la performance economica della demolizione saranno massimizzate da una analisi costi-benefici sui seguenti criteri:

  • disposizioni amministrative e di legge sulla discarica dei rifiuti;
  • opportunità alternative di riuso o riciclaggio dei materiali;
  • analisi degli impatti ambientali.

Quali sono le alternative alla discarica per il materiale da demolizione?

Il riciclaggio sarebbe una operazione non difficile se i differenti materiali da demolizione fossero già separati in contenitori diversi direttamente sul cantiere. Ciò significa avere spazio, ma anche accesso ai mezzi di carico, cosa non sempre fattibile in cantiere. Un flusso di materiale da demolizione proveniente da una struttura tipica comprende:

  • ferro e acciaio, in particolare tondini per c.a.;
  • metalli non ferrosi;
  • vetro;
  • materiale di copertura;
  • mattoni e rivestimenti di facciata;
  • materiale di rivestimento, quali lastre di terracotta, pannelli di cemento, lastre di vetro, materiale plastico, marmo, ecc.;
  • elementi di calcestruzzo inquinanti, come canne fumarie;
  • condotti meccanici ed elettrici e relative connessioni;
  • materiale di pavimentazione, incluso asfalto;
  • fondazioni, sopraelevazioni prefabbricate, ecc.;
  • materiali non combustibili quali condotte in ceramica, pannelli di gesso, porcellana, materiali isolanti in fibre;
  • materiali combustibili quali legno, cartoni, polimeri e carta.

Merita attenzione nell’attività di gestione dei rifiuti, con l’obiettivo del recupero e riuso, dare voce agli svantaggi e alle opportunità che si presentano; gli
svantaggi possono essere di tipo finanziario, logistico, tecnico e culturale.

Svantaggi finanziari:

  • la manodopera del settore costruzioni è troppo cara per realizzare le operazioni di cernita e pulizia dei materiali;
  • i progettisti devono sopportare costi supplementari a causa della maggior attività professionale richiesta;
  • l’investitore si aspetta che la decostruzione con recupero non sia più cara della demolizione;
  • i prezzi competitivi dei nuovi materiali rendono difficile la rivendita del materiale recuperato.

Svantaggi di ordine logistico, tecnico e pratico:

  • la stima del potenziale di riutilizzo dei materiali e degli impianti non è sempre chiara;
  • i tempi ristretti richiesti per la demolizione non permettono una decostruzione attenta degli elementi riutilizzabili;
  • lo sviluppo di una nuova attività come la decostruzione richiede aree di stoccaggio e laboratori di ricondizionamento;
  • i materiali di reimpiego non sono sempre accompagnati da documentazione tecnica e da garanzie;
  • lo studio di architettura deve dar prova di flessibilità e di buonsenso nella stesura del capitolato e in cantiere, per implementare i materiali di recupero nel progetto;
  • non esistono procedure standard per controllare la qualità dei materiali di recupero.

Svantaggi di ordine culturale:

  • il reimpiego ha, qualche volta, una connotazione negativa.

Le opportunità:

  • il costruito è destinato a subire una trasformazione nei decenni a venire, ciò permette di disporre di una quantità importante di materiali potenzialmente disponibili;
  • si osserva la tendenza a puntare verso sistemi di demolizione più attenti, ovvero orientati al recupero per il riutilizzo;
  • le differenti organizzazioni di formazione sono alla ricerca di profili idonei a formarsi per questa attività;
  • il reimpiego offre un impiego diretto 10 volte superiore rispetto al riciclaggio.

Il testo è tratto dal volume:

Guida tecnica al recupero e riuso dei materiali da costruzione

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