Mascherine Covid-19: prassi UNI su prestazioni e metodi di prova per le generiche

Mascherine Covid-19: prassi UNI su prestazioni e metodi di prova per le generiche

Mascherine Covid-19

Tra i DPI anti Coronavirus rientrano le mascherine Covid-19. In commercio sono presenti sia quelle con il marchio CE sia quelle destinate alla collettività per le quali non esiste un riferimento normativo per valutarne le prestazioni filtranti e i metodi di prova.

Tuttavia con una comunicazione del 28 maggio 20202, l’UNI – Ente Italiano di Normazione, su richiesta del Politecnico di Torino, ha reso noto l’avvio di due progetti di prassi di riferimento che dal 28 maggio 2020 all’11 giugno 2020 saranno sottoposti alla consultazione pubblica per poi redigere il testo definitivo.

I due progetti di prassi sono:

  • “maschere di comunità – Parte 1: Requisiti, designazione e marcatura”, con l’obiettivo di fornire i requisiti prestazionali, inclusi gli elementi utili per una loro classificazione e marcatura e indicazioni relative alla valutazione di conformità;
  • “maschere di comunità – Parte 2: Metodi di prova”, contenente le indicazioni per lo svolgimento di un metodo di prova innovativo per misurarne le prestazioni filtranti mediante due prove distinte, ovvero l’efficienza di rimozione delle particelle e la resistenza all’attraversamento dell’aria.

Quali sono le mascherine Covid-19 interessate dai progetti di prassi UNI? Tutte le mascherine (monouso o lavabili, anche autoprodotte) che vengono indossate nella cosiddetta “fase due”.

Infatti IL Decreto Cura Italia, decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, coordinato con la legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27, stabilisce nel comma 2 dell’art. 16 che fino al termine dello stato di emergenza gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di maschere filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.

UNI specifica che le prassi di riferimento sono documenti che definiscono prescrizioni tecniche o modelli applicativi di norme tecniche, elaborati con un rapido processo di condivisione ristretta (al massimo 8 mesi dall’approvazione della richiesta), e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale.

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Mascherine Covid-19: perché delle Prassi UNI?

Va ricordato che il DPCM 26 aprile 2020 prevede che a differenza delle categorie di lavoratori che hanno bisogno di dispositivi medici o di protezione individuale opportunamente certificati, i cittadini possono utilizzare le mascherine di comunità al fine di contenere la diffusione del virus, pur non avendo le caratteristiche di dispositivo medico secondo la UNI EN 14683 , né di dispositivo di protezione individuale come previsto dalla UNI EN 149.

La crescente richiesta di valutazione delle performance delle mascherine Covid-19 generiche ha spinto il Politecnico di Torino a valutare un metodo di prova che garantisca tempi molto più brevi rispetto a quanto previsto in altri metodi con lo scopo di delineare così un quadro di riferimento anche per questo tipo di prodotto.

Paolo Tronville, docente di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Torino e Project leader delle prassi di riferimento, ha dichiarato: “a seguito della grande richiesta di valutazione delle prestazioni di dispositivi che non si configurano né come dispositivi medici né come DPI, il Politecnico di Torino ha condotto una serie di misure per valutare le prestazioni filtranti delle ‘maschere di comunità’, riscontrando una gamma molto ampia di prestazioni, alcune prossime alle maschere facciali ad uso medico, altre chiaramente inadeguate allo scopo. Con queste Prassi di Riferimento proponiamo un metodo di prova innovativo per misurare esclusivamente le prestazioni filtranti delle ‘maschere di comunità’. In tal modo sarà possibile valutare le prestazioni in modo utile e completo, nonché in tempi molto più brevi rispetto a quanto previsto in altri metodi di prova”.

Il direttore generale UNI Ruggero Lensi, ha spiegato, che “il progetto di prassi di riferimento si aggiunge ad una serie di iniziative che ha visto la normazione coinvolta in prima linea per dare il proprio supporto alla gestione dell’emergenza, tra le quali si ricorda l’immediata messa a disposizione con libero scarico delle norme a supporto delle attività di prevenzione da Covid-19, a favore di oltre 20 mila utilizzatori in rappresentanza di imprese, istituzioni e cittadini.

I due progetti di prassi di riferimento in consultazione possono essere liberamente scaricati dal sito UNI e sono gratuiti.

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Mascherine Covid-19. UNI/PdR 90-1:2020 – Parte 1: Requisiti, designazione e marcatura

Le mascherine Covid-19 generiche, dette anche maschere di comunità, non sono nè Dispositivi di Protezione Individuale – DPI (REGOLAMENTO UE 2016/425), nè Dispositivi Medici – DM (Direttiva 93/42/CEE, modificata dalla Direttiva 2007/47/CE, o REGOLAMENTO UE 2017/745).

Il Politecnico di Torino spiega che le misurazioni, finalizzate alla valutazione delle mascherine Covid-19 generiche, possono essere eseguite presso laboratori del settore della tecnologia degli aerosol, mediante la strumentazione comunemente usata per valutare le prestazioni dei materiali e dei dispositivi per la filtrazione dell’aria, senza usare un aerosol di prova biologico. Gli strumenti già presenti sul territorio sono adattabili alle necessità del metodo di prova con sforzi e risorse limitati.

Le mascherine Covd-19 generiche secondo la Prassi UNI/PdR 90-1:2020 – Parte 1 sono suddivise nelle classi:

  • CFC-NR
  • CFC-R
  • CFC-BIO

In funzione della possibilità o impossibilità di riutilizzarle, e della biodegradabilità del materiale che le costituisce.

I valori massimi della resistenza respiratoria e i valori minimi della efficienza di rimozione del particolato nell’intervallo di dimensioni tra 1,0 e 3,0 μm (eCFC) determinano la loro accettabilità.

Le maschere di comunità devono essere designate nel modo seguente: Maschera di comunità UNI/PdR 90-1:2020, con indicazioni se:

  • riutilizzabile (R)
  • non riutilizzabile (NR)
  • biodegradabile (BIO)

Un esempio di designazione è: Maschera di comunità UNI/PdR 90-1:2020 CFC-NR

La prassi UNI/PdR 90-1:2020 – Parte 1 entra nel merito degli aspetti che riguardano:

  • Imballaggio
  • Materiali
  • Finitura delle parti
  • Calcolo efficienza di rimozione particolato
  • Resistenza respiratoria
  • Prove
  • Rapporto di prova
  • Marcatura
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Mascherine Covid-19. UNI/PdR 90-1:2020 – Parte 2: Metodi di prova

La Prassi di Riferimento, fornisce le indicazioni per lo svolgimento di un metodo di prova innovativo per misurare le prestazioni filtranti delle maschere di comunità. Il metodo descritto permette di valutare le prestazioni in modo rapido e completo, e consta di due prove distinte, ovvero l’efficienza di rimozione delle particelle e la resistenza al flusso d’aria, rispettivamente trattate nelle Appendici A e B associate al documento.

Nel documento vengono inoltre elencati i requisiti dei dispositivi di prova, delle attrezzature, dei materiali e delle condizioni di prova e le caratteristiche dei lavoratori che possono effettuare le prove descritte. Nello specifico, contiene indicazioni su:

  • requisiti generali del metodo di prova della mascherina di comunità
  • materiali di prova
  • attrezzatura di prova
  • qualificazione del banco di prova e dell’apparecchiatura
  • metodo di prova
  • riduzione dei dati e calcoli
  • rapporto di prova

Il documento contiene anche le appendici:

  • A – Misurazione efficienza di rimozione particellare su mascherine di comunità semirigide
  • B – Misurazione della resistenza al moto
  • C – Rimozione della carica elettrostatica con vapori di alcool isopropilico

Suggerimenti per il miglioramento delle prassi possono essere inviati all’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione entro l’11 giugno 2020 compilando lo schema in formato editabile da inviare a sviluppo.progetti@uni.com.

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