Manutenzione delle infrastrutture stradali, necessaria ed urgente

Manutenzione delle infrastrutture stradali, necessaria ed urgente

Manutenzione delle strutture

La manutenzione delle infrastrutture è stato il tema focale, sul quale Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e direttore generale Anas Spa ha imperniato il suo intervento durante il convegno La manutenzione delle infrastrutture stradali svolto il 18 ottobre al SAIE 2018.

L’AD ha ricordato come la manutenzione sia il DNA dell’azienda, nata per essere presente sul territorio con le tecnologie ed organizzazione, che sono profondamente cambiate nel tempo.

L’ente Anas, dal 2018 nel Gruppo FS italiane, è nato anche per il controllo della sicurezza e del transito delle auto. E’ stato un presidio di sicurezza che si sposava bene anche con la cura e la manutenzione di strade che un tempo erano di terra e potevano essere riparate da una singola persona che ispezionava con mezzi semplici e leggeri, il suo tratto di competenza.

Oggi il patrimonio infrastrutturale è cambiato molto, e l’Ente ha 27 mila km di strade da gestire, un numero in crescita fino a 30 mila Km per l’anno prossimo.

L’importanza delle infrastrutture italiane è rappresentata dagli 8 milioni di veicoli che ogni giorno passano sulle strade del paese. In 3 giorni di servizio sulla rete Anas , si contano un numero di utenti, maggiore di quanti sono i passeggeri di Alitalia per l’intero anno.

Le strade rappresentano un’infrastruttura che muove parte principale della logistica italiana, ben 2 miliardi di tonnellate l’anno passano sulle strade, muovendo una grossa fetta dell’economia italiana.

Manutenzione delle infrastrutture, per allungare il ciclo di vita delle opere

Armani ha affermato che negli ultimi tre anni l’impostazione che si è data all’azienda, è completamente cambiata. Si è avuta la trasformazione di un ente pubblico che progressivamente si è cercato di allontanare dalle procedure della burocrazia, trasformandosi in azienda ed ottenendo una programmazione pluriennale.

Anas è una società che agisce meglio in emergenza e che programma pochissimo tuttavia da settembre, è stata avviata una programmazione finanziata pluriennale di investimenti, con focus sulle manutenzioni.

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La condizione del patrimonio infrastrutture non gode di una buona reputazione e molto probabilmente questo è dovuto ad aspetti trascurati negli ultimi anni.

Certamente tra questi rientra la mancata valorizzazione del personale. Il blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni ha portato ad un impoverimento e questo, oggi si traduce nella necessità di tornare ad alimentare una filiera di tecnici e persone competenti all’interno dell’organizzazione.

Anche l’assenza di investimenti nella tecnologia rappresenta un punto a sfavore nella gestione della manutenzione delle infrastrutture, in quanto la stessa può dare un grande contributo nello sviluppo dei mezzi.

Gli oltre 10 miliardi di euro, finanziati per la manutenzione delle infrastrutture stradali, rappresentano un serio impegno ed una parte principale nel piano programmatico. La manutenzione è una scelta intelligente dal punto di vista paese, perché:

-ha tempi rapidi di attivazione, non richiedendo particolari autorizzazioni;

-innalza in modo diffuso il livello di comfort e sicurezza, con un’ampia capillarità sul territorio;

-allunga il ciclo di vita delle infrastrutture e capitalizza il valore già accumulato negli asset investiti negli anni passati;

-consente, dotando di componenti tecnologici, di migliorare anche la programmazione degli interventi futuri;

-consente l’aumento della capacità trasportistica in modo diffuso;

-determina un aumento dell’economia del paese agendo sul Prodotto Interno Lordo.

Tecnologia, per migliorare la manutenzione

Armani ha ribadito più volte nel corso del convegno l’importanza della tecnologia diffusa, quella che consente all’infrastruttura di essere monitorata in tempo reale, di colloquiare con il gestore e con l’auto. Una tecnologia che permette di rilevare il flusso di traffico e simultaneamente conoscere il tasso di fatica ed utilizzo dell’area per agire meglio sull’emergenza.

Una soluzione è il posizionamento dei sensori per capire lo stato di manutenzione, prevenire problemi e programmare gli interventi. La tecnologia dei sensori, funzionale alle evoluzioni epocali tra i mezzi di trasporto come la guida autonoma o assistita, rappresenta un’evoluzione che inesorabilmente arriverà e permetterà l’interazione con le infrastrutture. Questo è un elemento che cambia la prospettiva anche dei centri urbani.

E’ in atto lo studio di metodi semplificati di installazione dei sensori e lo sviluppo di sistemi che permettano di sfruttare le auto come monitoratrici delle infrastrutture.

Organizzazione per le emergenze

La programmazione e standardizzazione degli interventi di miglioramento per garantire un’omogeneità e la capacità di agire velocemente senza bypassare le regole, è fondamentale così come avere un’organizzazione per l’emergenza idonea al fronteggiamento, prima che la stessa arrivi.

Il monitoraggio deve essere fatto con sistemi informativi che codificano ed archiviano tutte le ispezioni fatte. La gestione degli interventi deve essere eseguita, stabilendo una gerarchia. Qualora un’ispezione fallisca al livello di primo intervento, si procede con uno step-up ad un tecnico specializzato che può dare un contributo maggiore.

Il patrimonio infrastrutturale lasciato in eredità è sconfinato, quindi curarlo è sicuramente una priorità. La manutenzione infrastrutturale è un elemento importante di controllo e di riduzione dei rischi alla fonte per garantire la sicurezza ed il corretto funzionamento delle opere.

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