Mancano i rifiuti: l’inceneritore non serve più! Chiude il termovalorizzatore Fusina

Siamo abituati a leggere articoli di popolazioni in sommossa per la realizzazione di un nuovo inceneritore, non certo a constatare che uno di essi venga chiuso perché diventato inutile. Ma allora può accadere veramente?!

 

Ebbene sì, entro il 2013 il Polo Integrato di Fusina, in provincia di Venezia nella zona industriale di Marghera, lontano dai centri abitati, centro di gestione e trattamento dei rifiuti solidi urbani (RSU) prodotti nel territorio, vedrà la chiusura del proprio inceneritore.

 

La filosofia del Polo Integrato di Fusina è il recupero di materia ed energia dai RSU, provenienti sia dalla laguna che dalla terraferma. Giusto per fare qualche numero: di 250.000 tonnellate in ingresso annualmente, 150.000 diventano Combustibile derivato dai Rifiuti (CDR). A seguito della biostabilizzazione e delle perdite di processo, si ottengono circa 85-90.000 tonnellate di combustibile, di cui 70.000 impiegate nella Centrale Palladio di Enel (sempre a Fusina) come combustibile unitamente al carbone. Quel poco che resta viene inviato e impiegato in cementifici o termovalorizzatori.

 

Le altre 100.000 tonnellate in ingresso sono per metà inviate nella filiera del riciclo e per metà termovalorizzate nell’impianto di Fusina.

Tuttavia (per fortuna) la raccolta differenziata continua a incrementare e la quantità di CDR prodotto non è tale da giustificare la presenza dell’inceneritore. Il beneficio principale sarà la scomparsa di circa 50.000 tonnellate di CO2 all’anno. Una bella boccata d’aria a pieni polmoni per la provincia di Venezia.

 

Ripercorrendo a ritroso la storia di questo impianto, ci si rende conto che la sua vita è stata relativamente breve. Era il 1992 quando la Regione Veneto decise di aprire l’inceneritore di Fusina. Il Consiglio Comunale all’epoca votò contro l’inceneritore, ma nonostante il dissenso nel 1998 l’impianto entrò in funzione.

In media sono state bruciate 40.000 tonnellate all’anno. Ora invece anche queste verranno diversificate tra raccolta differenziata e combustibile per la centrale Enel.

In discarica non andrà nulla, quindi Venezia sarà veramente provincia a «discarica zero» (forse).

 

È dicembre e pertanto non resta che attendere qualche settimana e verificare se mentre fuori venivano accesi i botti di capodanno, nella stanza dei bottoni veniva premuto il pulsante off dell’impianto. Staremo a vedere.

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:

http://corrieredelveneto.corriere.it

http://www.ecoprogettovenezia.it


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