Lo Sbadiglio delle Tartarughe non è contagioso. Parola di (Ig) Nobel

Qualcuno le ha fatte davvero. E qualcun altro le ha premiate. Stiamo parlando degli Ig Nobel,  ossia i riconoscimenti assegnati alle ricerche più improbabili, che ‘Prima fanno sorridere e poi pensare’. La cerimonia di premiazione, avvenuta ieri, è stata organizzata dalla rivista Annals of Improbable Research e si è tenuta nella prestigiosa cornice della Università di Harvard.

 

Ma su quali problemi si sono concentrati i lavori di ricercatori e scienziati di tutto il mondo? Innanzitutto dobbiamo ringraziare i vincitori della sezione Fisiologia,che hanno finalmente provato come lo sbadiglio tra le testuggini dai piedi rossi non sia contagioso e i biologi, che hanno studiato il bizzarro comportamento di una specie di coleottero, sessualmente attratta da una determinata bottiglia di birra australiana con la quale cerca improbabili accoppiamenti.

 

Nella sezione Matematica hanno vinto ex aequo tutta una serie di scienziati/profeti che hanno toppato clamorosamente le previsioni sulla fine del mondo. L’Ig Nobel per la Medicina è andato invece a una ricerca che ha dimostrato come le migliori decisioni si prendano quando si è alla disperata ricerca di un bagno.

 

Potrebbe essere un’idea da esportare quella che ha permesso al sindaco della città di Vilnius di vincere l’Ig Nobel per la Pace. A lui, infatti, si deve la soluzione per combattere la prepotenza di chi parcheggia auto di lusso in sosta vietata: utilizzare un carro armato.

 

Il premio per la Letteratura è andato alla Teoria della procrastinazione strutturata, secondo la quale per avere successo bisogna lavorare sempre a qualcosa di importante per evitare di fare cose più importanti.

 

E gli italiani?
Quest’anno purtroppo il nostro Paese non annovera vincitori, ma nel 2010 un gruppo di ricercatori siciliani si è aggiudicato l’ambito premio grazie a una ricerca che, dati alla mano, ha provato in modo inconfutabile che le aziende andrebbero avanti altrettanto bene, e anzi meglio, se promuovessero le persone a caso anziché cercare di seguire criteri meritocratici, con tanti saluti ai responsabili del personale e ai direttori generali.

 

di Mauro Ferrarini


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