Liberi professionisti e covid-19: liquidità, indennità e contributi regionali

Liberi professionisti e covid-19: liquidità, indennità e contributi regionali

Liberi professionisti e covid 19

Qual è la situazione attuale per quanto riguarda le agevolazioni liberi professionisti e Covid-19? Proviamo a fare un riepilogo sulle misure messe in atto fino ad ora verso la categoria degli ingegneri e quali sono gli strumenti a disposizione, fornendo qualche chiarimento.

Vediamo in ordine gli aspetti che interessano liquidità, indennità erogate, da erogare e per i neo iscritti alle casse ed infine un esempio di contributo regionale emesso a favore degli ingegneri materani.

La situazione difficile che sta attanagliando l’intera nazione, dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, si sta riversando soprattutto sugli studi di ingegneria e architettura di piccola-media dimensione oltreché sull’intero tessuto economico.

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Liberi professionisti e Covid-19: liquidità

Con il Decreto Liquidità pubblicato in GU – Decreto Legge 8 aprile, n. 23 è stato trasformato il Fondo di Garanzia per le Pmi al fine di garantire fino a 100 miliardi di euro di liquidità, potenziandone la dotazione finanziaria ed estendendone l’utilizzo anche alle imprese fino a 499 dipendenti.

Tuttavia non è l’unico prestito messo a disposizione per i liberi professionisti verso i quali Inarcassa ha previsto, per i propri iscritti, il finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro.

A tal proposito, il CNI chiarisce che i liberi professionisti possono ottenere finanziamenti a condizioni agevolate, ovvero:

  • un prestito fino ad un massimo di 25 mila euro e fino ad un massimo del 25% del reddito dichiarato, erogato dal sistema bancario e garantito al 100% dallo Stato attraverso l’apposito Fondo di Garanzia per le Pmi;
  • un prestito a tasso zero fino ad un massimo di 50 mila euro erogato dalla Banca Popolare di Sondrio agli Iscritti ad Inarcassa in regola con i versamenti contributivi.

Vediamo le due opzioni nel dettaglio.

Prestito 25 mila euro Medio Credito Centrale

I liberi professionisti che possono chiedere il prestito (della durata di 6 anni e tasso di interesse stimato tra l’1% e il 2%) sono gli iscritti all’Albo professionale o nell’apposito Registro delle professioni non regolamentate.

Il prestito viene erogato dalla banca su cui si ha un conto corrente ed è garantito al 100% dallo Stato. Per richiederlo occorre compilare un modulo che verrà predisposto da ciascun gruppo bancario e il modulo (Allegato 4 bis), disponibile su internet, per la richiesta della garanzia al Fondo Garanzia.

Le domande devono essere inviate tramite mail alla banca (non necessaria PEC) ed è possibile procedere da lunedì 20 aprile 2020, giorno dal quale ogni banca dovrebbe provvedere a predisporre un modulo semplice di raccolta di dati essenziali a cui occorre aggiungere il modulo del Fondo Garanzia Pmi. Non occorre presentare una richiesta al Fondo di Garanzia Pmi perché la banca si occupa dello svolgimento della pratica che non ha costi per il libero professionista.

Prestito 50 mila euro Inarcassa

L’esigenza di liquidità per lo svolgimento dell’attività professionale, dovuta alla situazione di emergenza Covid-19, è la finalità per la quale può essere richiesto il prestito da parte del libero professionista iscritto ad Inarcassa.

La banca (Banca Popolare di Sondrio, l’Istituto Tesoriere di Inarcassa) valuta le richieste e chi ottiene il prestito non deve pagare interessi che saranno a carico di Inarcassa.

Il professionista dovrà pagare 50 euro di istruttoria una sola volta, e 3,50 euro alla restituzione di ogni rata mensile. All’atto dell’erogazione inoltre, è applicata l’imposta dovuta per legge dello 0,25%. La restituzione del prestito inizia dopo 6 mesi dalla concessione attraverso rate mensili. Le durate sono di 24, 36, 48 e 60 mesi.

Ingegneri e architetti possono inoltrare la domanda on line attraverso il sito istituzionale dell’ente previdenziale ed è possibile presentarle fino al 31 dicembre 2020.

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Liberi professionisti e Covid-19: 600 euro anche ai neo iscritti alle casse

I dubbi sulla sorte dei neo iscritti alle Casse sono stati evidenziati fin da subito e il chiarimento è arrivato dal Ministero del Lavoro che conferma l’accesso all’indennità di 600 euro anche per loro.

L’ok al diritto del bonus 600 euro è legato al parametro reddituale rappresentato dal “reddito complessivo” percepito per l’anno di imposta 2018; tale reddito può non coincidere, pertanto, con il solo reddito derivante dall’esercizio della professione.

L’indennità, quindi, viene riconosciuta anche a chi si è iscritto nel 2019 o nel 2020 e nel 2018 non ha prodotto reddito professionale e il cui reddito complessivo risulta al di sotto dei limiti previsti (35 mila o 50 mila).

Il bonus va chiesto al proprio ente di previdenza entro il 30 aprile e pur essendo stata superata la disponibilità di 200 milioni, è possibile che il fondo venga rifinanziato. Per l’erogazione si sta procedendo secondo l’ordine cronologico come previsto dalla legge.

Intanto si procede con l’erogazione della seconda tranche, difatti il Consiglio di Amministrazione di Inarcassa ha deliberato il 20 aprile 2020, l’autorizzazione al versamento delle istanze di indennità presentate regolarmente dal 7 al 13 aprile. I mandati di pagamento saranno emessi dal 23 aprile e a seguire verranno evase tutte le domande presentate entro il 30 aprile prossimo.

Il CdA Inarcassa ha inoltre deliberato di sottoporre alla prima riunione utile del Comitato Nazionale dei Delegati – prevista per i primi di maggio – la proposta di impiego dello stanziamento di 100 milioni di euro derivante dalla variazione al bilancio di previsione 2020. Tutte le misure sono tra loro cumulabili con qualsiasi altra prestazione previdenziale e assistenziale disciplinata dai regolamenti vigenti dell’Associazione.

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I governi regionali a sostegno dei professionisti

Anche i governi regionali stanno adottando misure a sostegno dei liberi professionisti e Covid-19, tra questi la Basilicata.

La giunta Regionale della Basilicata delibera l’erogazione di un’indennità una tantum di mille euro per i professionisti che abbiano dichiarato nel 2018 un reddito complessivo annuo inferiore ai 30 mila euro.

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Matera, Giuseppe Sicolo, esprime apprezzamento per la delibera adottata dalla Giunta Regionale di Basilicata:

“L’attenzione dimostrata dal governo regionale traccia la strada di una presenza solidale anche in risposta alle difficoltà in cui versano i professionisti in questo particolare momento di emergenza Covid-19. Ovviamente, siamo consapevoli della coesistenza con le altre priorità di carattere sociale ed economico, riguardanti numerose categorie di persone, imprenditori e aziende. Ci auguriamo, pertanto, che analoghe forme di affiancamento siano adottate ulteriormente, fino all’auspicato superamento di questo difficilissimo periodo”.

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