Lavoro: entro fine 2015 l’industria chiederà 19.000 ingegneri

Lavoro: entro fine 2015 l’industria chiederà 19.000 ingegneri

L’industria torna a essere un palcoscenico importante, dove gli ingegneri possono giocare un ruolo di protagonista, come del resto hanno fatto dal dopoguerra a oggi. Sono 200.000 gli ingegneri che lavorano nel settore industriale e della manifattura, ma il dato più interessante, emerso durante la prima giornata del 60° Congresso nazionale degli Ingegneri che si sta svolgendo a Venezia, è che il trend della domanda di ingegneri per l’industria sta tornando a crescere dopo una flessione negli anni della crisi.

Un solo dato è sufficiente a inquadrare la questione. Tra il 2014 e il 2015 l’incremento della domanda è stato del 31%, un vero e proprio record dal 2000!

Ma la notizia migliore emersa durante la discussione è che le previsioni sono di oltre 19.000 ingegneri che entro fine 2015 saranno richiesti dal sistema industriale nazionale. Stiamo parlando di 10.000 ingegneri elettronici, 7.000 ingegneri meccanici e più di 2.000 ingegneri civili.

Ma di quale industria parliamo? Anche in questo caso, i delegati intervenuti al Congresso nazionale hanno individuato due trend caratteristici che nei prossimi anni saranno cruciali per indirizzare la richiesta di profili con competenze ingegneristiche per il settore.

Anzitutto, il primo fenomeno emergente è quello della Manifattura 4.0, cioè processi produttivi che fanno ampio ricorso alle tecnologie ICT. Si tratta di una delle forme di massima compenetrazione tra manifattura tradizionale e servizi avanzati, che dovrebbe portare nel prossimo futuro a una forte crescita e modernizzazione delle produzioni industriali tradizionali.

Il secondo filone interessante è quello rappresentato dalla c.d. Manifattura additiva con il ricorso alla tecnologia delle stampanti 3D che già oggi, come testimoniato in un recente articolo apparso su Ediltecnico, sono in grado di realizzare un intero edificio.

“Gli ingegneri possono essere tra i principali vettori di questo cambiamento, come già è accaduto più volte nel passato”, spiega il presidente del Centro Studi del CNI, Luigi Ronsivalle, a cui fa eco il numero uno degli ingegneri italiani, Armando Zambrano, che aggiunge come “Le possibilità di ripresa risiedono nelle nuove forme che la manifattura, a livello mondiale, sta assumendo, in una commistione sempre più forte tra industria e tecnologie informatiche, nella disponibilità diffusa di tecnologie abilitanti, in un nuovo ciclo espansivo, anche nel nostro Paese”.

La tavola rotonda ha trattato anche altri argomenti interessanti (qui il report completo), tra cui accenniamo alle esperienze all’estero degli ingegneri dipendenti del settore industriale rispetto al totale della categoria; i livelli di disoccupazione e i trend futuri (argomento su cui peraltro abbiamo già scritto in questo articolo) e sul pericolo della c.d. Fuga di cervelli.


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