Laureati in ingegneria 2018: confermata la crescita. +25% in quattro anni

Laureati in ingegneria 2018: confermata la crescita. +25% in quattro anni

Laureati in ingegneria 2018

Pubblicato il periodico report Centro Studi CNI sui laureati in ingegneria 2018. Dai dati riportati si conferma la crescita del numero dei laureati in ingegneria in Italia. Si tratta di un costante incremento che negli ultimi 4 anni registra un +25%.

Nel 2018, la fetta di laureati in ingegneria rappresenta il 15% di tutti i laureati italiani dello stesso anno e sono più di 50 mila i giovani che hanno conseguito un titolo di laurea universitario in ingegneria, quasi il 7% in più rispetto all’anno precedente.

Centro Studi CNI, inoltre, evidenzia che se si considerassero anche coloro che hanno conseguito un titolo non tipicamente ingegneristico, ma che consente comunque l’accesso all’albo degli ingegneri, il numero di laureati, tra primo e secondo livello, supera le 60mila unità.

Continua la crescita anche del numero di donne laureate in ingegneria, che nel 2018, hanno rappresentato il 28,4% di tutti i laureati. Nelle classi di laurea magistrale, come ad esempio Ingegneria Biomedica e Ingegneria edile-architettura, il numero di laureate supera quello dei colleghi uomini.

Ti potrebbe interessare: CNI riforma accesso albi: la proposta inviata ai ministeri università e giustizia

Laureati in ingegneria 2018: quali sono gli indirizzi preferiti?

Il settore più scelto si conferma quello industriale. Ben oltre la metà dei laureati di primo livello ha conseguito la laurea in un corso della classe L-9 Ingegneria industriale (o corrispondente del precedente ordinamento).

Segue, al secondo posto della classifica la classe L-8 Ingegneria dell’informazione. I dati non tengono conto degli oltre 3mila laureati provenienti dai corsi di laurea della classe L-31 Scienze e tecnologie informatiche (che porterebbe il numero complessivo di laureati nel settore dell’informazione a sfiorare quota 11mila), classe di laurea che, pur essendo uno degli indirizzi di laurea delle ex facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, consente l’accesso al settore dell’informazione nella sezione B dell’albo degli Ingegneri.

Si registra invece un calo del numero di laureati del settore civile ed ambientale – classe L-7 e del settore scienze e tecniche dell’edilizia – classe L-23. La somma dei laureati della classe L-7 e della L-23 nel 2018, rappresenta il 13,5% di laureati in meno rispetto al 2017. Si tratta di un risultato che rispecchia il progressivo calo di immatricolazioni in queste classi di laurea, avutosi negli scorsi anni.

Leggi anche: Caos esame di stato 2020: proteste sulle novità Covid-19

Laureati in ingegneria 2018: primo o secondo livello?

Il report laureati in ingegneria 2018 del CNI, effettua una panoramica anche sull’andamento delle lauree di primo e secondo livello, evidenziando che tra gli oltre 50mila laureati, 26.706 hanno conseguito un titolo di primo livello, mentre i restanti 23.916 hanno raggiunto il traguardo di una laurea di secondo livello (magistrale, specialistica o quinquennale del vecchio ordinamento).

Si registra un progressivo calo di interesse verso i corsi di laurea del settore civile ed ambientale di primo livello, verso i quali si riduce il numero di laureati rispetto al 2017.

Sono 3.500 i laureati dei corsi a ciclo unico in “Ingegneria edile – Architettura” che si rivela la classe di laurea magistrale con più laureati in assoluto.

I corsi di laurea e laurea magistrale del settore industriale restano tuttavia i preferiti tanto che oltre la metà dei laureati di primo livello ha conseguito un titolo attinente a questo settore.

Interessante è l’analisi effettuata sui flussi migratori degli studenti in ingegneria che mettono in luce un fenomeno: una discreta fetta di studenti, infatti, dopo aver ottenuto la laurea di primo livello nel proprio territorio, si sposta verso altri atenei per conseguire la laurea magistrale (rispetto ai laureati di primo livello aumenta la quota di studenti meridionali laureati nelle università del Nord-Ovest) quasi a voler confermare la tesi che nella scelta dell’ateneo, riveste un’importanza elevata la potenzialità di assorbimento occupazionale dell’area in cui ha sede l’ateneo.

Non perderti: Monitoraggio bandi progettazione sia: un filo di speranza per l’immediato futuro

Laureati in ingegneria 2018: necessarie riflessioni sul futuro

Armando Zambrano, Presidente CNI , ha commentato:“I dati relativi al numero di laureati in ingegneria 2018 continuano ad essere lusinghieri, a testimonianza del fatto che nel nostro paese resta sempre molto alta la richiesta di formazione ingegneristica. Va detto anche che alcuni flussi ci invitano a riflettere. Il calo di interesse nei confronti del settore civile ed ambientale, ad esempio, unito al successo di altri settori, impongono una riflessione sul futuro del nostro Ordine professionale”.

“Il rapporto del Centro Studi – afferma Giuseppe Margiotta, Presidente del Centro Studi CNI – in riferimento ai flussi che si registrano dal sud al nord, attesta che oltre il 20% dei laureati meridionali ha conseguito il titolo di laurea di primo livello in un’università delle regioni settentrionali; se guardiamo i laureati magistrali la quota sale al 25%.  Ciò significa che si tende a trasferirsi al nord per conseguire la laurea magistrale, a causa delle maggiori possibilità occupazionali. Un fatto che merita un’attenta riflessione”.

Ti consigliamo:

Prontuario tecnico urbanistico amministrativo

Prontuario tecnico urbanistico amministrativo

Alberto Fabio Ceccarelli, 2020, Maggioli Editore
La settima edizione del Prontuario tecnico urbanistico amministrativo, pur conservando inalterate le caratteristiche di chiarezza ed esaustività necessarie a rispondere ai vari quesiti delle prove d’esame di Stato delle professioni tecniche, presenta numerose novità. Il volume tiene...

60,00 € 57,00 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *