Laurea in Ingegneria: crisi mia non ti conosco

Laurea in Ingegneria: crisi mia non ti conosco

Come l’oro, bene rifugio per eccellenza, anche la laurea in ingegneria non perde nel tempo il suo appeal e nonostante crisi, incertezza dei mercati e una ripresa che stenta a decollare, continua ad attrarre i giovani italiani, quasi fosse un attestato di “sostanziale fiducia nella possibilità di crescita dei settori produttivi del Paese”, dice il presidente del Centro Studi del CNI, Luigi Ronsivalle, commentando gli ultimi dati elaborati a partire dalle rilevazioni del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sui laureati nelle facoltà italiane nell’anno solare 2014.

E allora vediamoli questi numeri, che confermano non solo la tenuta ma anche un leggera crescita dei laureati in ingegneria nel nostro Paese. Rispetto al periodo precedente, la rilevazione indica un incremento dello 0,7% con 52.495 neo ingegneri. Considerando l’intera “popolazione” di laureati nell’anno, stiamo parlando del 17,2% del totale.

“Un altro aspetto rilevante del dato, commenta ancora Ronsivalle, “è il calo delle lauree in ingegneria civile ambientale di primo livello, il cui principale responsabile è facilmente individuabile nella crisi che investe da anni il settore delle costruzioni che ha provocato la chiusura di molte piccole e medie imprese”. Se però andiamo a vedere, sempre per l’indirizzo civile e ambientale, il numero degli ingegneri magistrali si verifica come non ci siano stati cali. Anzi! Con i suoi 10.794 neo-ingegneri civili magistrali, l’indirizzo copre quasi la metà (45%) dell’intero panorama dei laureati in ingegneria.

Insomma, a distanza di anni sembra essere confermato il sostanziale fallimento del percorso 3+2, con sempre meno giovani che decidono di terminare il percorso di studi universitario alla laurea di primo livello.

I dati elaborati dal Centro Studi del CNI non si fermano ai numeri più “grezzi”, ma approfondiscono diversi aspetti interessanti. Tra questi la (leggera) diminuzione delle laureate donne che passano nel 2014 a essere il 30,9% del totale, mentre l’anno precedente il la percentuale era del 31,1%.

I poli di eccellenza per la preparazione ingegneristica in Italia è ancora rappresentata dai due più prestigiosi Politecnici di Milano e Torino a tal punto che quasi il 25% degli ingegneri laureati nel 2014 in Italia proviene da uno dei due.

L’indirizzo che ha registrato il maggior incremento è quello dell’ingegneria industriale. La quota di laureati, sia per la laurea triennale che per quella magistrale, è cresciuta per questa specialità, rispettivamente, del +4,6% e del +6,8%.

Infine, a titolo informativo, analizzando la distribuzione dei laureati in base alla loro residenza territoriale, la popolazione a maggior vocazione ingegneristica risulta in assoluto quella della provincia di Parma con 16 laureati in ingegneria ogni 1.000 giovani in età 18-25 anni. Seguono Ascoli Piceno, Lecco, L’Aquila e l’intero Molise, mentre al contrario, la provincia di Bolzano e il nord della Sardegna sono le aree in cui la propensione agli studi ingegneristici è minore.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico