Laurea e imprenditorialità. 205.137 fondatori di impresa sono laureati

Laurea e imprenditorialità. 205.137 fondatori di impresa sono laureati

Il dato è stato fornito da AlmaLaurea che il 16 dicembre 2019 ha presentato il rapporto “Laurea e imprenditorialità”, rendendo noti i numeri ed il quadro generale che sussiste dalla correlazione tra università e impresa.

Le informazioni raccolte provengono dalla banca dati AlmaLaurea mentre i dati circa le imprese sono contenuti nella banca dati di Unioncamere e di AIDA Bureau van Dijk.

Dal report elaborato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e Unioncamere, emerge che il 7,1% dei laureati è fondatore di impresa.

A finire sotto la lente della ricerca laurea e imprenditorialità, condotta a livello nazionale, sono stati 2.891.980 laureati in Italia tra il 2004-2018 e le imprese da essi fondate: ben 236.362.

I laureati-imprenditori, oggetto della ricerca, al momento della creazione di un’impresa possiedono una quota di capitale e ricoprono un ruolo imprenditoriale come amministratori, titolari o soci: complessivamente si tratta di 205.137 laureati e le imprese da essi fondate rappresentano il 3,9% del totale di quelle presenti in Italia a settembre 2019.

Con i dati alla mano, elaborati da Maria Assunta Chiarello, Riccardo Fini, Silvia Ghiselli, Claudia Girotti, Azzurra Meoli, Maurizio Sobrero, la direttrice del consorzio AlmaLaurea, Marina Timoteo ha dichiarato che la laurea aiuta a fare impresa e che il titolo dà un’opportunità in più a chi investe negli studi.

Scendiamo dettaglio.

Potrebbe interessarti: Retribuzione laurea vs dottorato. Più è alto il titolo di studio e più si guadagna?

Laurea e imprenditorialità. Ecco l’identikit del laureato-imprenditore

Tra i fondatori, gli uomini rappresentano il 53,9% mentre le donne il 46,1% (nella popolazione di laureati le percentuali sono invece, rispettivamente, 40,1% e 59,9).

La famiglia d’origine influenza notevolmente l’avvio di un’attività, difatti tra coloro che hanno almeno un genitore imprenditore o libero professionista, la quota di fondatori è più alta della media.

Considerando la professione del padre, tra tutti i laureati:

  • figli di imprenditori, la quota di fondatori è pari al 16,8%;
  • con padre libero professionista, l’avvio di attività imprenditoriali è pari all’8,9%;
  • figli di dirigenti o direttivi/quadri la quota di fondatori è pari, rispettivamente, a 7,2% e 5,9%.

Per gli altri le percentuali sono inferiori al 5,0%. La tendenza si conferma anche prendendo in considerazione la professione della madre.

Interessante è anche il dato che riguarda i ruoli assunti dai laureati-imprenditori: il 61,3% dei fondatori ricopre una carica da titolare, il 22,1% da amministratore e il 16,6% da socio.

Quando nasce l’impresa? Il 37,1% dei fondatori ha creato la propria impresa prima di conseguire la laurea (il 13,4% prima di iscriversi all’università, il 23,7% durante gli studi universitari), mentre il 27,0% entro il terzo anno dalla laurea. La quota restante (35,9%) ha creato la propria impresa dopo il terzo anno dalla laurea.

Leggi anche: Corsi di laurea in ingegneria 2019-2020. Quali sono i più numerosi?

Tra le imprese fondate, quante sono start-up innovative e femminili?

Le start-up innovative fondate dai laureati sono pari al 20,2% (2.127) di tutte le start-up innovative nate in Italia (10.546). Il 24,3% delle start-up innovative opera nel settore professionale, scientifico e di attività tecniche.

Affinché l’impresa possa essere definita start-up innovativa, è necessario che soddisfi almeno uno dei criteri sotto riportati:

  • 15% o più di spese sostenute in ricerca e sviluppo;
  • 1/3 o più del personale in possesso di dottorato di ricerca;
  • 2/3 o più della forza lavoro in possesso di una laurea magistrale;
  • essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale.

La percentuale di imprese femminili nel settore professionale, tecnico e scientifico è pari al 7,7%; una percentuale minore a quella osservata nella nostra popolazione di imprese (9,8%), ma superiore alla percentuale nazionale di imprese femminili che operano nello stesso settore (3,8%).

Continuando l’analisi circa il binomio donne e imprenditoria, nel panorama laurea e imprenditorialità, il dato relativo alle imprese femminili è pari al 38,0% (ossia 89.917) del totale delle imprese create dai laureati. Si tratta di una percentuale maggiore di quella nazionale che è pari al 22,0%.

Oltre a quello professionale, tecnico e scientifico, analizzando ciascun settore, i dati parlano di un 12,8% che opera nel settore agricolo, mentre il 7,4% interessa il settore secondario ed il 79,8% opera nel settore dei servizi (nello specifico, il 33,0% nel commercio).

Ti consigliamo:

Guida fiscale per il professionista tecnico

Guida fiscale per il professionista tecnico

Renzo Semprini Cesari, 2019, Maggioli Editore
Questo ebook nasce con l’intento di fornire al tecnico libero professionista una sorta di mini guida in ambito fiscale. La prima parte costituisce una panoramica generale sulle voci di spesa che possono ricorrere nello svolgere la professione soggette a deducibilità ridotta ai fini...

12.90 € 11.61 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

Potrebbero interessarti anche