L’Aereo del Futuro. Il Carbonio Vola sulle ali del B787 Dreamliner

Ad aprile del 2004 il lancio del programma 7E7. Nel 2008 il previsto esordio. Oggi (2011), con tre anni di ritardo, il primo esemplare dell’aereo superefficiente di Boeing nella flotta di All Nippon Airways (Ana).

 

L’innovativo Dreamliner  ha avuto un percorso segnato da problemi di vario tipo (assemblaggio, ritardo nei test di volo, rinforzo di una sezione della fusoliera) che hanno causato diversi slittamenti della data di consegna e il dietrofront all’acquisto da parte di alcune compagnie aeree.

 

L’aereo, rinominato B787 (i numeri si riferiscono a mese, giorno e anno), è un aereo bimotore costruito in materiali compositi pensato per voli di lungo raggio no-stop, ideato per risparmiare più del 20% del peso rispetto a un aereo tradizionale di pari grandezza, in alluminio che si traduce in un risparmio del 20% carburante (inquinando quindi meno).

 

L’aereo del futuro infatti è fatto in plastica. Le sue cifre parlano chiaro: 50% di fibra di carbonio, 20% di alluminio, 15% di titanio, 10% di acciaio, motori di tecnologia avanzata Rolls Royce e General Electric.

 

La fusoliera e le ali sono in fibra di carbonio con parti in titanio per rinforzare la struttura, pertanto il grado di deterioramento di queste parti, solitamente dovuto alla corrosione nell’alluminio, è notevolmente ridotto, il che si traduce per il vettore in elevati risparmi di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria.

 

Tuttavia la carboresina non è un buon conduttore, quindi per ovviare al problema di isolare la zona interna dalla folgorazione, si è provveduto a installare nello strato più esterno della fusoliera uno strato di fibre di rame, così da realizzare una gabbia di Faraday.

 

La “pelle” della fusoliera viene fabbricata in soli cinque pezzi (one piece barrel) successivamente uniti tra loro. Questa è un’enorme differenza nel ciclo produttivo rispetto agli aerei in alluminio (assemblati in molti pezzi) e questa caratteristica conferisce ai B787 maggiore rigidità e maggiore resistenza.

 

L’ala, interamente in fibra di carbonio, ha un elevato allungamento, al fine di ridurre la resistenza indotta. In questo modo sono possibili atterraggi e decolli più brevi, ovvero l’utilizzo del B787 anche su piste molto corte

 

L’aereo prevede due versioni:
1. il B787-8 per 210-250 passeggeri su 3-2 classi di viaggio. Questo è il modello base a due corridoi, lungo 57 metri, apertura alare di 60 metri, alto 17 metri, autonomia tra 14.200 e 15.200 chilometri, peso a vuoto 110.000 chili, peso massimo al decollo 227.930 chili, velocità di crociera 930 chilometri circa, quota 11mila metri;

2. il B787-9 per 250-290 passeggeri su 3-2 classi di viaggio. Questa è la versione allungata, con un’autonomia tra 14.800 e 15,750 chilometri

 

Cosa cambierà per le compagnie aeree?
Beh, per loro ci sarà un sensibile taglio dei costi operativi.

E per i passeggeri?
Una nuova esperienza di volo, con maggiore confort e meno rumore. Inoltre grazie all’elevata resistenza garantita dalla fibra di carbonio è stato possibile alzare la pressione interna e aumentare il tasso di umidità, garantendo una migliore comodità per i passeggeri, soprattutto nelle lunghe percorrenze. Se poi anche per i passeggeri ci fosse un risparmio sul costo del biglietto … volare non sarebbe più solo un sogno.

 

Articolo di Roberta Lazzari


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