La Zama a convegno il 28 novembre

Assofond, la Federazione Nazionale Fonderie aderente a Confindustria, organizza per il 28 novembre a Lodi  il 1° Convegno Nazionale relativo alla Zama.

Con il nome di Zama (acronimo ricavato da tre dei suoi principali componenti, zinco, alluminio e magnesio) si indica un gruppo di leghe a elevato tenore di zinco, particolarmente indicate per la produzione di particolari con forme molto complesse in settori merceologici estremamente diversificati.

La Zama a convegno
Il convegno – dal titolo “Zama, quando e perché” – avrà luogo nella prestigiosa sede centrale della Banca Popolare di Lodi progettata da Renzo Piano.
Il programma della giornata sarà articolato in due distinti momenti: nel corso della mattina ci sarà una sessione rivolta ai designer e a tutti coloro che utilizzano o potrebbero utilizzare la Zama come materiale base per la creazione dei loro prodotti. Saranno presentate le caratteristiche tecniche per descriverne poi i campi di applicabilità anche attraverso la presentazione di case history, che dimostreranno come la Zama rappresenti un’interessante alternativa a materiali più costosi quali acciaio e l’alluminio.
La sessione pomeridiana sarà invece rivolta a una platea di tecnici di fonderia. Il progetto “Zama, quando e perché”, oltre al convegno, prevede anche la pubblicazione di una guida che descriverà le caratteristiche meccaniche della Zama, le norme che ne consigliano l’impiego, i vantaggi rispetto ad altri materiali, i possibili sviluppi di mercato e case history significative.

I vantaggi della Zama
Il costo delle leghe Zama è strettamente legato all’andamento dei prezzi dello zinco, particolarmente competitivo nei confronti dei materiali “concorrenti” più costosi quali l’acciaio e l’alluminio. Anche per aspetti legati alla lavorazione la Zama si dimostra più conveniente rispetto all’alluminio: il processo di fusione e solidificazione è infatti complessivamente più veloce, dal momento che la lega fonde a temperature più basse rispetto all’alluminio (circa 350 °C), richiedendo quindi meno energia per raggiungere il punto di fusione, e si raffredda più rapidamente.
La pressocolata di Zama, inoltre, genera dei componenti molto precisi che richiedono una lavorazione di rifinitura minore rispetto all’alluminio. Minori costi, meno energia, meno calore, meno lavorazioni: tutto questo rende la Zama anche un materiale ecologico.
Rispetto alla plastica, invece, la Zama è più robusta e offre un aspetto più nobile e tecnologico. Inoltre la plastica è troppo leggera per alcune applicazioni e maggiormente soggetta al deterioramento a causa ad esempio di calore o atti vandalici.

Di più sulla Zama
Le leghe Zama sono composte in gran parte da zinco, per il 4% circa da alluminio e da una percentuale variabile di magnesio e rame. Le diverse proporzioni di questi metalli consentono di ricavare le leghe più adatte all’impiego desiderato.
Nella progettazione si cerca di renderle adatte al processo di pressocolata, fabbricazione generalmente adottata per realizzare manufatti solidi e duraturi, con ottima finitura superficiale, tolleranze dimensionali ridotte e bassi tempi di produzione. È quindi possibile produrre un gran numero di pezzi con costi limitati. Alcuni esempi di parti prodotte con leghe Zama includono rubinetterie, maniglie, corpi pompa, carburatori.
La Zama è caratterizzata da un’ottima conducibilità elettrica e termica, resistenza meccanica e durezza, un’elevata stabilità dimensionale e capacità di creare anche piccoli spessori, può subire lavorazioni a freddo dopo lo stampaggio con estrema sicurezza, gode di un’eccellente resistenza alla corrosione e capacità di essere trattata galvanicamente in qualsiasi modo (cromatura, zincatura, doratura, nichelatura, ramatura) allo scopo di proteggere la superficie e migliorarne l’estetica.

Informazioni
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