La progettazione antincendio delle strutture in acciaio secondo l’Eurocodice 3

progettazione antincendio

Il presente articolo illustra il quadro normativo e le procedure di valutazione della sicurezza delle strutture in acciaio in caso d’incendio. Successivamente, definisce in dettaglio il metodo prescrittivo per la progettazione strutturale delle strutture in caso di incendio in conformità all’Eurocodice 3. In particolare illustra i concetti generali di resistenza al fuoco, la valutazione delle azioni in caso d’incendio, la modellazione della struttura, la variazione delle caratteristiche meccaniche dell’acciaio sottoposto alle alte temperature, la valutazione della resistenza delle sezioni al variare della temperatura e la valutazione della sicurezza nel dominio della resistenza, del tempo e delle temperature.

La progettazione delle strutture in acciaio, in caso di incendio, può essere affrontata secondo diversi metodologie, più o meno complesse, così come definito dalla norma EN 1993-1-2. In linea generale e indipendentemente dalla procedura adottata, è necessario definire le azioni esterne, il modello di calcolo più rispondente al reale comportamento della struttura in condizioni d’incendio, le sollecitazioni dirette ed indirette, la resistenza delle sezioni in caso di incendio tenendo conto del degrado delle caratteristiche meccaniche dell’acciaio per le alte temperature e, infine, eseguire le verifiche di resistenza controllando che, per la singola sezione, la caratteristica della sollecitazione sia minore della resistenza. Le fasi di progettazione illustrate possono essere così elencate:
– analisi delle azioni;
– definizione del modello di calcolo;
– determinazione delle sollecitazioni di progetto (Efi,d) in caso di incendio;
– analisi termica della sezione;
– valutazione delle resistenze delle sezioni (Rfi,q,Rd) in caso di incendio;
– verifiche di resistenza (Efi,d ≤ Rfi,q,Rd).

La valutazione delle azioni è condotta in accordo alle Norme Tecniche per le Costruzioni utilizzando la combinazione eccezionale che tiene conto dei carichi permanenti, di quelli variabili e delle azioni termiche in caso d’incendio, dette anche indirette, che sono valutate in maniera semplificata o più rigorosa, in funzione della procedura di calcolo adottata, come riportato nelle Norme Tecniche per le Costruzioni, nella norma EN 1991-1-2 [3] e nel Decreto 9 marzo 2007 [4]; inoltre si esclude la concomitanza delle azioni da incendio con altre azioni eccezionali e con quelle sismiche. Per quanto riguarda il modello di calcolo da adottare, è possibile scegliere modelli semplici, con un solo elemento costruttivo, parti di strutture o l’intera struttura come riportato nelle Norme Tecniche per le Costruzioni, nel decreto 9 marzo 2007 e nella EN 1993-1-2.

Per continuare a leggere l’articolo (con l’ausilio di comode tabelle esplicative) scarica il pdf qui allegato.

Articolo di Matteo Sbisà – Ingegnere, PhD, Professore a contratto di Costruzioni in Acciaio, Università del Molise


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