La prima strada in plastica è nei Paesi Bassi. L’Italia sperimenta soluzioni

La prima strada in plastica è nei Paesi Bassi. Anche l’Italia sperimenta soluzioni

Strada in plastica

È insolito immaginare una strada in plastica, eppure questa soluzione innovativa per il riciclo del tanto diffuso materiale, è diventata realtà. A testare questa nuova possibilità è la città di Zwolle nei Paesi Bassi, che ha inaugurato la prima pista ciclabile al mondo, interamente in plastica.

La Plastic Road è realizzata con plastica riciclata e le emissioni di CO₂ per la sua realizzazione sono, significativamente inferiori, rispetto a quelle emesse nella creazione di strutture stradali tradizionali.

Una soluzione che permetterà il riuso dei rifiuti in plastica, sempre più diffusi e difficili da smaltire.

Entro il 2021 divieto di plastica usa e getta. Quali sono i prodotti incriminati?

È fissato al 2021, il termine entro il quale entrerà in vigore il divieto di utilizzo di prodotti in plastica come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce per bevande e bastoncini per palloncini, che costituiscono circa il 70% dei rifiuti che finiscono in mare.

Il divieto è stato approvato all’Aula di Strasburgo con 571 voti favorevoli. Il Parlamento europeo avvierà negoziati con il Consiglio e la Commissione, dopo che i ministri dell’Unione Europea, avranno stabilito la propria posizione comune.

Nell’elenco dei prodotti da bandire, ci sono anche i contenitori in polistirolo espanso, sacchetti o imballaggi e mozziconi di sigarette che contengono plastica, la cui quantità nei rifiuti dovrà essere ridotta del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030.

Anche gli attrezzi da pesca contenenti plastica, sono finiti sotto la lente. Gli Stati membri, dovrebbero garantire che almeno il 50% di questi prodotti smarriti o abbandonati, venga raccolto ogni anno.

Questo è un primo passo verso un significativo cambiamento. Stando alle dichiarazioni del WWF, l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo e in Italia ogni anno si consumano solo di imballaggi 2,1 milioni di tonnellate di plastica.

L’Italia ha vietato l’utilizzo di shopper di plastica per la spesa dal primo gennaio 2011, dall’inizio del 2018 ha vietato l’uso di sacchetti di plastica per gli alimenti. Dal primo gennaio 2019 sarà vietato l’uso di bastoncini cotonati non biodegradabili e dal primo gennaio 2020 l’uso di microplastiche nei cosmetici.

Un problema da non sottovalutare, in quanto le microplastiche presenti negli ambienti marini entrano, inevitabilmente, a far parte della catena alimentare dei pesci e quindi interessano anche la nostra alimentazione.

Come è stata progettata e realizzata la strada in plastica?

Strada in plastica

Foto 1_ Render Plastic Road. Dopo la sperimentazione della pista ciclabile si pensa alla possibilità di estendere il sistema  per la realizzazione di strade intere.

Il progetto denominato Plastic Road, partito nel 2015, è un programma pilota unico al mondo, nato per testare l’efficacia di una pista ciclabile interamente in plastica. Una novità che potrà essere riutilizzata per la realizzazione di strade carrabili.

La lunghezza della pista, inaugurata l’11 settembre 2018, è di quasi 30 metri ed è composta da sezioni modulari prefabbricate, composte per il 70% da plastica riciclata, tuttavia l’obiettivo della società costruttrice, Wavin, in collaborazione con la compagnia energetica Total e la società di ingegneria KWS, è quello di realizzare la Plastic Road con il 100% di materiale plastico riciclato, rendendo i materiali completamente riutilizzabili.

Lungo la strada in plastica, ciclabile, sono stati istallati sistemi di monitoraggio che misurano la durata del percorso, la temperatura ed il numero di biciclette che la attraversano. La caratteristica particolare è rappresentata dalla cavità presente nelle sezioni modulari, all’interno della quale passano tubazioni e cavi destinati agli impianti e alla raccolta di acqua piovana. I pannelli una volta usurati, potranno essere rimossi, riciclati e sostituiti.

La velocità di posa e la leggerezza dei pannelli, rende la realizzazione della strada in plastica, più celere. Secondo gli studi effettuati, la strada in plastica, richiede l’85% in meno di trasporti per la messa in opera e costruzione, rispetto a una strada tradizionale, quindi consente di ridurre di molto l’inquinamento atmosferico.

Al momento la plastica utilizzata è quella che si trova nelle discariche e negli inceneritori, ma la compagnia sta anche valutando l’uso di plastica proveniente dalla pulizia degli oceani.

La buona riuscita del progetto ha portato alla costruzione di un nuovo tratto di pista ciclabile, che verrà realizzato all’interno della stessa città, ma l’obiettivo più grande, è quello di estendere l’uso dei pannelli prefabbricati anche nella realizzazione di parcheggi, marciapiedi ed intere strade (Foto 1).

La Plastic Road, un’evoluzione dell’eco-asfalto utilizzato a Londra e a Capannori (Lu)

Strada in plastica

Foto 2_ Dettaglio del pannello prefabbricato della Plastic Road

La Plastic Road è il primo caso al mondo di uso dei pannelli prefabbricati in plastica (Foto 2), per la costruzione di una strada. Tuttavia non è la prima volta che si parla di plastica associandola alle strade. Infatti a Londra, precisamente nel borgo di Enfield è stato steso l’eco-asfalto su una strada solitamente molto trafficata, dall’azienda MacRebour.

Per ogni tonnellata di eco-asfalto vengono usati dai tre ai dieci chili di plastica riciclata, che funge da collante al pari del tradizionale bitume ottenuto dai combustibili fossili. Lungo il tratto stradale dell’autostrada A7 del Lake District, l’asfalto steso nel 2016 dalla stessa azienda, ha permesso il recupero di circa 500 mila bottiglie.

Anche l’Italia è pronta alla sperimentazione del nuovo asfalto, che coinvolge il comune di Capannori in provincia di Lucca, prima città italiana a testare questa innovazione. Il progetto, sviluppato dall’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria ed altri partners, prevede la stesura dell’eco-asfalto, lungo la strada più transitata del Comune.

Oggetto della sperimentazione è l’asfalto ecologico costituito da materie plastiche provenienti dalla raccolta “porta a porta” del Comune, che si trasformano così in una risorsa. Il progetto – denominato “Source-Separated Collection For Climate Change Adaptation & Mitigation Through Intelligent Recycling C4C” – è giunto alla fase finale della selezione per essere finanziato nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera ENI-CBC “Mediterranean Sea Basin” (2014-2020) dell’Unione Europea. Nel caso in cui l’esito sia positivo, è pronto a essere attivato a inizio del 2019.

Per tutta la plastica che si riversa nelle discariche mondiali, riciclarla e usarla per costruire strade può essere un’idea vincente. Progetti di questo tipo, sposano i principi dell’economia circolare, riducendo al massimo gli sprechi per migliorare l’ambiente.

Fonte video:www.plasticroad.eu

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