La nuova tariffa dell’acqua: aiuterà ad evitarne gli sprechi?

Dal primo gennaio 2014 sono entrate in essere nuove regole per tariffe dell’acqua e bollette per i servizi idrici. E qualcuno forse se ne sarà già accorto trovandosi una cifra da pagare leggermente diversa rispetto a quanto abituato di solito.

 

L’adeguamento delle tariffe da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas sta continuando in modo serrato anche in questi giorni. Attualmente l’applicazione della nuova tariffa riguarda circa la metà della popolazione italiana, che ha visto un aumento medio del 2,7%.

 

Purtroppo, per rispondere alle richieste dell’Unione europea circa il superamento delle carenze idriche che il nostro sistema presenta servono oltre 25 miliardi di euro, spesa prevista per i prossimi 5 anni. Un costo che non è pensabile affrontare con il solo aumento delle tariffe, ma che prevederà lo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative.

 

L’aumento della tariffa, tuttavia, risulta necessario per adeguare l’Italia (1,5 €/mc) con gli altri Paesi europei (oltre 4 euro nel Regno Unito, oltre 3 euro in Francia, Grecia, Svizzera e Finlandia) e per far fronte a costi operativi che sono elevati rispetto ad una tariffa tra le più basse in Europa. Inoltre occorre porre uno stop alla situazione precaria in cui versa la rete idrica italiana: le perdite superano il 30%, gli impianti di depurazione non coprono il 30% della cittadinanza e il 15% non ha sistemi fognari. Per non parlare delle bollette inevase, che raggiungono la percentuale del 4,5% sul fatturato complessivo, con punte di massimo del 20%.

 

Come riportato, mediamente l’aumento delle tariffe dell’acqua si attesta al 2,7%, un dato medio risultato da tre diverse fasce e tipologie di adeguamento tariffario:

– per 445 gestori, che servono circa 730 mila abitanti, l’Autorità è intervenuta per stabilire il theta, ovvero il moltiplicatore tariffario che i gestori devono applicare alle tariffe attuali per trovare quella “ricalcolata”. In questa fascia si è vista una riduzione media del 5,6% della tariffa, fino ad una penalizzazione massima del 10%, per 194 gestori che non hanno fatto pervenire i dati o non si sono dotati della carta servizi, mentre per gli altri 251 gestori la tariffa e rimasta invariata;

– per le gestioni che adottavano il metodo tariffario normalizzato, ovvero solo 44 gestori che servono però oltre 20 milioni di abitanti, si è registrato un aumento medio della tariffa pari a 3,9%;

– per le ex gestioni CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) l’aumento medio si attesta al 2% ed interessa circa 1,5 milioni di abitanti.

 

All’interno della tariffa vi sono le spese che verranno realmente sostenute e non quelle che i gestori, come in passato accadeva, programmavano e poi non effettuavano. In questo modo si va ad instaurare un metodo di “premiazione” a chi realmente fa. O comunque questo è l’intento.

 

E allora ben venga spendere qualche euro in più a fronte di non vedere più fontanazzi in città, ad esempio, che stuzzicano la fantasia dei creativi nel proporre giochi d’acqua in centro urbano, ma che amareggia i più che vedono un bene quale l’acqua sempre sottovalutato e quindi sprecato!

 

Di Roberta Lazzari

 

Fonti

http://archiviostorico.corriere.it – / Acqua, ex municipalizzate alla carica sulla nuova tariffa – dicembre 2013

Il Sole 24 Ore – Nuova tariffa per mezza Italia – di Giogio Santilli, 5 marzo 2014


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico