La nuova era dei centri commerciali di nuova generazione

La nuova era dei centri commerciali di nuova generazione

Sono da sempre contestati e amati, boicottati e poi presi d’assalto: sono i centri commerciali.

I negozianti delle città spesso sono costretti a chiudere perché anche la loro clientela storica alla fine si arrende ai prezzi competitivi che questi shopping center offrono.

I cittadini manifestano in piazza perché vivono in città fantasma o meglio dormitori, dove anche andare a comprare il pane diventa una caccia al tesoro.

Ma l’era dei centri commerciali classici è destinata a finire. Stanno vivendo anni di crisi anche loro e sono pronti a subire una grande evoluzione: da grandi magazzini a spazi ad uso misto, caratterizzati da un ambiente all’aperto, negozi specializzati, ristoranti di fascia alta, scuole e spazi residenziali e di intrattenimento.

Un esempio ne è il progetto in corso di realizzazione a New York: Hudson Yard, caratterizzato da un centro di sette piani di shopping, 4.000 abitazioni, ristoranti della guida Michelin, uffici e 6 ettari di spazio pubblico aperto e fruibile.

Gestire un progetto simile non è semplice. Anche per lo sviluppo di un centro commerciale tradizionale occorre considerare che vi sono più utenti, ma sono tutti commercianti al dettaglio, o somministratori di cibo e bevande, o luoghi di intrattenimento.

Nei centri commerciali ad uso misto gli inquilini sono diversi, con esigenze differenti e che non sempre è facile far coesistere.

Residenti e commercianti vogliono avere un parcheggio, ma ovviamente non condiviso. I residenti vogliono la tranquillità di qualsiasi altra zona residenziale, mentre gli esercenti vogliono un luogo ricco di eventi di intrattenimento che attirino quanti più potenziali acquirenti possibili. E poi ci sono altri problemi logistici, come la posizione delle banchine di carico/scarico dei negozi e dei ristoranti. E per questi ultimi la questione odorigena… Insomma i leader del progetto hanno diverse questioni da pianificare e risolvere. E sicuramente da un mero punto di vista progettuale è molto stimolante.

Questi centri commerciali di nuova generazione sono tutti in fase di realizzazione.

A Burlington, nel Vermont, Stati Uniti, si sta costruendo il Burlington Town Centre ovvero si sta convertendo il centro commerciale tradizionale in uno ad uso misto, all’altezza del suo nome.

Altri progetti in fase di realizzazione sono:

  • il Mall of Qatar, Qatar: 500.000 metri quadrati, 500 negozi, un albergo a 5 stelle, una città in miniatura per bambini e un’area oasi con ristoranti, fontane e spettacoli dal vivo;
  • il Doha Festival City: 400 negozi, un parco a tema Angry Birds, un simulatore di F1 e uno snowpark;
  • il Two Rivers Mall, Nairobi, Kenya: il più grande centro commerciale dell’Africa orientale che includerà due alberghi, appartamenti residenziali, uffici e un delfinario;
  • il Wuchang Center, Wuhan, Cina: il progetto di una torre ad uso misto con negozi, spazi residenziali, uffici e un giardino verticale per un totale di 4,8 milioni di metri quadrati.

Visionando questi progetti, non si può non pensare alle nostre città, che ancora credono nel concetto di vita all’aperto e che pullulano di piazze in cui la gente ama ritrovarsi dopo lavoro o nei weekend.

E forse è bene così, che ancora si lotti per non far diventare le nostre città dei meri dormitori e per non andare a dormire dentro un immenso centro commerciale.

Articolo di Roberta Lazzari

Images credits: mallofqatar.com


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