La Bozza della Nuova Direttiva Efficienza Energetica. Tra prescrizioni e Compromessi

Il relatore Turmes ha raggiunto una serie di compromessi con i diversi partiti politici del Parlamento europeo sulla proposta di Direttiva sull’Efficienza Energetica. Le richieste del relatore vanno nel senso di chiedere agli Stati Membri più impegno (obiettivi nazionali vincolanti) e misure più stringenti.

 

La Direttiva sostituisce gli obblighi di “efficienza energetica” con obblighi di “risparmio energetico” ‐ obiettivi nazionali vincolanti per il 2020 di almeno il 20% che dovranno essere notificati alla Commissione all’entrata in vigore della Direttiva ‐ e rafforza generalmente il carattere prescrittivo delle misure proposte dalla Commissione europea.

 

Nello specifico, all’Italia è assegnato un obiettivo di risparmio energetico di 49 Mtep, cioè il 23% del Gross Inland Consumption (escluso non‐energy use) al 2020.
Inoltre, entro giugno 2014, sarà avanzata una proposta per obiettivi di risparmio energetico al 2030 che possono essere riassunti come segue:

 

1. Abbattimento dell’obiettivo vincolante del 3% di rinnovo annuale dell’area totale degli edifici di proprietà degli enti pubblici al 2,5% con l’introduzione di una serie di deroghe.

 

2. Negli acquisti di prodotti, sistemi e servizi da parte degli enti pubblici, gli Stati Membri dovranno assicurare alti livelli di efficienza energetica, e si dovrà tenere conto dell’analisi dell’intero ciclo del prodotto o servizio.

 

3. Vari settori, tra cui quello dei trasporti, avranno l’obbligo annuale di risparmio dell’1,5% negli usi finali sulla media delle vendite annuali per volume, “calcolate sulla media del periodo di tre anni più recente”. Gli Stati Membri dovranno assicurare che questo 1,5% di risparmi conseguito ogni anno sia aggiuntivo rispetto ai risparmi raggiunti in ciascuno degli anni precedenti.

 

Verrà introdotta la richiesta della definizione da parte degli Stati Membri di una “roadmap” nazionale riscaldamento e raffreddamento; anche se il testo sarà perfezionato, rimarrà un’attenuata impostazione top down. Il costo per lo sviluppo dei sistemi di teleriscaldamento è a carico dei clienti finali (e non più di chi sviluppa gli impianti di generazione) e verrà recuperato attraverso tariffe regolate a carico degli utilizzatori della rete.

 

Articolo tratto dalla newsletter di marzo di FINCO


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