Isolamento acustico legno. Come ridurre le perdite di isolamento?

Isolamento acustico legno. Come ridurre le perdite di isolamento?

Isolamento acustico legno

Se parliamo di isolamento acustico legno, inevitabilmente bisogna analizzare cosa accade lungo le facciate e coperture di un edificio realizzato nel tanto rivalutato materiale. L’involucro di facciata deve sopperire tradizionalmente ad esigenze di tipo energetico. Ciò implica che è necessario trovare il giusto equilibrio tra materiali e stratigrafie che risultino ottimali sia da un punto di vista acustico, sia da un punto di vista termico.

Le strutture con solai a trave e assito in legno sono solitamente utilizzate in falda o in interpiano, mentre quelle prefabbricate a montanti e travi e legno lamellare tipo crosslam vengono utilizzate anche come involucro esterno verticale.

Nel dover garantire un isolamento acustico legno, nelle strutture, molto spesso una delle richieste è quella di mantenere contenuti gli spessori delle varie stratigrafie; per questo motivo le caratteristiche di fonoisolamento devono essere raggiunte mediante la combinazione di materiali che abbiano anche caratteristiche di isolamento termico (ad esempio lane minerali, fibre sintetiche o naturali).

Non vale invece il discorso contrario. Ad esempio materiali a cella chiusa, che risulterebbero ottimali dal punto di vista termico (quali ad esempio poliuretani o polistireni espansi, ecc.) non permettono di sostituire il ruolo dei materiali fonoassorbenti a cella aperta. Conviene piuttosto pensare ad una combinazione delle due tipologie di materiali (ad esempio utilizzare materiali fonoassorbenti in intercapedini interne e materiali termoisolanti come rivestimento esterno) a discapito però dei maggiori spessori necessari.

Isolamento acustico legno

Fig.1_Isolamento acustico legno – Sigillatura tra davanzale esterno e telaio_©Acustica negli edifici in legno – Maggioli Editore

Le pareti esterne e le coperture previste di abbaini devono poi combinare il loro requisito con le caratteristiche fonoisolanti degli infissi (vetro+serramento). La corretta condizione di posa di questi elementi, ossia l’attacco del serramento alla parete o tetto, ha un ruolo fondamentale per il buon esito dell’isolamento acustico dell’intera parete di facciata.

Ciò ricopre particolare importanza anche ai fini termici e di ostacolo alle infiltrazioni piovose. Per tale motivo la maggior parte dei produttori di case in legno preferisce consegnare la parete in cantiere con il serramento già montato o montarlo in opera sotto rigorose condizioni di controllo.

Il montaggio risulta così più accurato e preciso, soprattutto grazie all’utilizzo di schiume espandenti unite al processo di nastratura per garantire la tenuta all’aria, sia esternamente, sia internamente (Fig.1), quindi l’isolamento acustico legno.

Gli spessori delle pareti e le prestazioni energetiche di progetto sono tali da prediligere vetri con stratigrafie a tripla lastra e doppia camera. L’isolamento acustico dell’infisso pertanto parte genericamente da prestazioni che, in funzione del serramento che accompagnano, si aggirano su valori già molto elevati.

Isolamento acustico legno. Come ridurre le perdite di isolamento?

Il rischio che si corre nell’approccio progettuale è quello di incorrere in perdite che possano compromettere l’isolamento acustico legno.

La prima buona regola di progettazione per contenere le perdite di isolamento acustico legno dovute ai percorsi di trasmissione laterale tra le strutture è quella di interrompere gli elementi costruttivi tra una parte e l’altra della partizione divisoria (orizzontale o verticale); ovviamente tale accortezza è valida a meno di necessita strutturali legate a spinte del vento, sisma, ecc.

Uno dei fattori più importanti per determinare l’entità dei percorsi di trasmissione dovuti ad esempio all’interazione parete verticale-solaio orizzontale è l’orientamento delle assi o travi di legno rispetto alla parete divisoria (parallelo o perpendicolare rispetto alla parete).

Il tipo di rivestimento utilizzato (singola lastra di gesso rivestito piuttosto che doppia lastra) assume importanza nella trasmissione di tipo orizzontale o diagonale (stanze affiancate) piuttosto che verticale (stanze sovrapposte). In ogni caso il montaggio di una singola lastra su supporti antivibranti è da preferire rispetto al montaggio di una doppia lastra su profili rigidi.

Per quest’ultima geometria la scelta del pacchetto superficiale della partizione assume un ruolo predominante sulla riduzione delle trasmissioni laterali; è la massa della sovrastruttura a ridurre maggiormente l’apporto delle trasmissioni laterali riguardo al rumore aereo (soprattutto a bassa frequenza); dall’altra parte è la proprietà resiliente di un rivestimento superficiale o di un materiale a permettere la riduzione dell’apporto di trasmissioni laterali al rumore di calpestio.

Di seguito verranno analizzati i percorsi predominanti e gli elementi maggiormente influenti per i diversi casi possibili di partizioni divisorie; i ragionamenti che seguiranno si basano sulle assunzioni che all’interno dell’edificio vi siano pareti divisorie prestazionali e pacchetti di finitura superficiale dei solai di tipo resiliente:

  1. partizione divisoria verticale tra camere adiacenti: il percorso laterale dominante e quello che comincia dal solaio di una stanza e si propaga al solaio nell’altra. Se la parete è a lastra singola la trasmissione laterale aumenta nel caso di assi o travi di legno orientate parallelamente rispetto alle flange di giunzione;
  2. partizione divisoria orizzontale tra camere sovrapposte: il percorso laterale dominante è costituito dalla via interna al solaio della parete sottostante;
  3. camere separate in diagonale: il percorso laterale dominante si configura all’interno del solaio della stanza superiore e continua nella stanza sottostante.

Tab.1_Perdite di isolamento al rumore aereo per diverse stratigrafie di partizione orizzontale e di partizioni laterali_©Acustica negli edifici in legno – Maggioli Editore

Tab.2_Incremento di isolamento al rumore aereo per diverse stratigrafie di partizione orizzontale, di partizioni laterali e di finitura superficiale_©Acustica negli edifici in legno – Maggioli Editore

Considerato che il percorso attraverso il solaio risulta in ogni caso dominante, ne consegue che l’incremento della massa relativa agli elementi che compongono la finitura superficiale del solaio comporta maggiori benefici rispetto all’incremento del numero di lastre di rivestimento alle pareti. Le tabelle 1 e 2 riassumono quanto finora descritto riportando i risultati delle prove di laboratorio.

Il rivestimento delle pareti risulta tanto più efficace quanto più viene realizzato in maniera svincolata rispetto alla parete di base. Il ruolo delle perdite per trasmissione laterale dipende dalla prestazione iniziale della parete di base; dunque maggiore è il valore di isolamento aereo della partizione divisoria di partenza, maggiore sarà l’entità della trasmissione laterale a parità di strutture laterali.

In ogni caso, l’accortezza che permette di ottenere la quota minore di perdita per trasmissioni laterali, sia nel caso di isolamento al rumore aereo di partizioni divisorie verticali, sia nel caso di rumore da calpestio di partizioni divisorie orizzontali sovrapposte, è dato dall’accoppiamento tra le seguenti operazioni:

  • orientare le assi o le travi di legno perpendicolarmente rispetto alla parete divisoria;
  • rendere non solidali completamente solai (superiori e inferiori) e pareti di una stanza da quella adiacente (quindi doppia parete o rivestimento pareti mediante utilizzo di sistemi disaccoppianti e solai strutturali interrotti in corrispondenza della parete divisoria);
  • utilizzare rivestimenti resilienti o realizzare pavimenti galleggianti separati per ogni ambiente;
  • utilizzare controsoffitti mediante l’ausilio di pendini antivibranti.

Il testo e le immagini sono tratte dal volume:

Acustica negli edifici in legno

Acustica negli edifici in legno


Federica Bettarello - Marco Caniato , 2018, Maggioli Editore

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