Io ballo da sola: E.On si candida allo sviluppo del nucleare in Italia

E.On, uno dei più grandi gruppi energetici privati al mondo, ha fatto sapere di considerarsi il candidato naturale a partecipare allo sviluppo del nucleare in Italia, ma in alternativa al consorzio Enel-Edf, perché punta anche alla gestione degli impianti e alla scelta della tecnologia da utilizzare.

È un po’ prematuro dirlo perché ci mancano gli elementi critici legati al quadro regolatorio, ma si potrebbero valutare possibili aperture a varie tecnologie con interesse a ipotesi di consorzio con operatori o industrie o partner locali“, ha detto l’amministratore delegato di E.ON Italia, Klaus Schaefer, nel corso di un incontro con la stampa. Alla domanda se l’utility tedesca fosse interessata a entrare nell’attuale consorzio Enel-Edf candidato alla costruzione di quattro centrali, Schaefer si è così espresso: “A noi piace di più gestire anche gli impianti che abbiamo e quindi traete voi le conseguenze“.

Sempre secondo Schaefer, la scelta della tecnologia deve essere “assolutamente libera e focalizzarsi solamente su una è una decisione sbagliata“.
Attualmente la tecnologia del consorzio Enel-Edf è quella EPR di Areva mentre un’altra possibile è quella AP1000 dell’americana Westinghouse, di cui Ansaldo Nucleare è licenziataria per l’Italia.
Il piano nucleare italiano prevede di soddisfare il 25% della domanda nazionale di energia al 2020 e la realizzazione di nuova capacità nucleare per circa 13.000 MW, pari a circa 8 unità nucleari da 1.600 MW.

Il modello societario al quale sta pensando Enel prevede quattro consorzi che gestiranno i quattro reattori a maggioranza Enel-Edf, con le altre quote da ripartire fra ex municipalizzate, e grandi consumatori, come le acciaierie o le vetrerie. Un invito è stato rivolto anche alla lombarda A2A (A2.MI: Quotazione), che, tuttavia, al momento non ha ancora sciolto la riserva.

Per la realizzazione delle altre quattro centrali, non Enel-Edf, la tecnologia dovrebbe essere quella dell’americana Westinghouse, ma manca il consorzio alternativo a quello italo-francese. Di qui la possibilità di un ingresso di E.On, anche insieme alla francese Gaz de France Suez (GSZ.PA: Quotazione).

In Europa siamo il secondo operatore di centrali nucleari e l’operatore privato con il più grande parco reattori in Europa, fra i più sicuri al mondo. Saremmo quindi un candidato naturale qualora si verificassero le condizioni legislative, normative e il consenso generale dell’opinione pubblica“, ha sottolineato Schaefer.

Secondo la legge recentemente approvata, entro febbraio verranno emanati i decreti attuativi per definire i criteri per l’individuazione dei siti, per la costruzione delle centrali, per lo stoccaggio, per il deposito dei rifiuti e per l’individuazione delle misure compensative alle popolazioni interessate.

Fonte Reuters


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