Interoperabilità dei Software di ingegneria: un problema ancora aperto

Nella costruzione di un edificio, la collaborazione tra le figure professionali coinvolte è fondamentale, pertanto lo scambio reciproco di informazioni e decisioni deve essere il più possibile rapido e disambiguo, indipendentemente dagli strumenti adottati dai diversi attori. La problematica dell’interscambio conoscitivo tra figure provenienti da differenti formazioni professionali e culturali si può affrontare evitando per quanto possibile l’informazione implicita e sfruttando le tecnologie informatiche che permettono la condivisione di elementi progettuali, preparati con software differenti per finalità o per scelta commerciale. Sistemi e protocolli sono stati predisposti a questo scopo, pur manifestando ancora limiti di non facile superabilità.

Da studi condotti nell’ambito dei paesi più industrializzati, emergono principalmente due fattori di crisi per la pratica di progetto nel mondo delle costruzioni (Carrara et al., 2008): la crescente complessità del processo edilizio e l’impercettibile ma continua, oggettiva riduzione della qualità degli interventi.
La complessità insita nel costruire può essere ascritta alla sempre più settorializzata normativa tecnica cogente, alla dimensione variabile e diversificata degli interventi da realizzarsi e non da ultimo ai livelli prestazionali richiesti all’insieme od alle singole parti del costruito.
Non sempre il risultato in termini di qualità ed aspetti formali appare soddisfacente sotto i profili dei consumi, delle architetture, del raggiungimento degli obiettivi tecnico-funzionali e così via.

Questi fattori disaggreganti sono indissolubilmente correlati, dal momento che la ridotta qualità in edilizia può dipendere direttamente dalle inadeguatezze riscontrabili nella progettazione, espressa dall’inconsistenza tra le sue parti, dall’incoerenza tra le specifiche progettuali (come nel caso di normative non compatibili tra loro) oppure dall’incongruenza tra i requisiti richiesti al progetto e le soluzioni architettoniche adottate.
Spesso tali difficoltà sono causate da problemi di comunicazione e di comprensione tra i vari attori partecipanti nella realizzazione del progetto, caratterizzato dalla presenza simultanea di numerose discipline e competenze specialistiche.

Per tutti i professionisti coinvolti, il termine “informazione” si traduce nel patrimonio conoscitivo che apportano singolarmente al flusso progettuale, acquisito attraverso testi di riferimento, studi scolastici ed accademici, riviste di settore, esperienze personali pregresse e specializzazioni varie.
Nel momento in cui questo patrimonio informativo non si integra in un processo collaborativo complementare, ma risulta in una sequenza di procedure addirittura concorrenziali, si instaurano delle realtà sincroniche secondo le quali gli attori si scambiano un numero limitato di informazioni, in maniera non lineare e con rigidi vincoli definiti.
Le basi fondamentali della collaborazione risiedono nel modo con il quale essa è interscambiata dagli attori, indipendentemente dagli strumenti progettuali adottati. È dunque importante introdurre un modello generale per la complessità del processo produttivo all’interno del quale le informazioni siano adeguatamente formalizzate.

Simone Garagnani, Ingegnere, PhD Università di Bologna, Libero professionista

L’articolo di Simone Garagnani continua sulla e-zine n. 14 di Ingegneri, interamente dedicata al settore dei software di ingegneria

Sul numero 14 della e-zine
– La rappresentazione nel processo della Composizione architettonica
di Luigi Bartolomei

– Interoperabilità dei software d’ingegneria: un problema ancora aperto
di Simone Garagnani

– Un software open source per l’ingegneria antincendio
di Samuele Guermandi

Il progetto della città: teorie urbane e strumenti digitali
di Luisa Bravo

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