L’Internet of Things, un’arma a doppio taglio sul fronte energetico

L’Internet of Things, un’arma a doppio taglio sul fronte energetico

Internet of Things è un’espressione familiare, ma dai contorni ancora sfumati, quando non oscuri. La Smart TV, la televisione connessa a Internet, è solo il battistrada di una rivoluzione silenziosa che introdurrà nei nostri ambienti entro il 2020 più di 20 miliardi di dispositivi intelligenti, orientati alla razionalizzazione dei servizi offerti e alla raccolta di feedback lato utente per migliorare la proposta. La domotica ha iniziato ad affrontare problemi relativi al consumo energetico, la cui crescita si prospetta esponenziale se si prendono in considerazione anche le implicazioni produttive del cosiddetto “Internet delle Cose”. Studi di settore hanno calcolato che l’evoluzione dell’Internet of Everything, che intende connettere persone a oggetti e processi, comporti ogni anno uno spreco energetico pari a 200 miliardi di euro. La fase di monitoring dei consumi energetici sta diventando quindi la chiave di volta di uno sviluppo tecnologico che da una parte ottimizza il prodotto, registrando dati che confluiscono poi nei cosiddetti Big Data, ma dall’altra richiede più risorse.

La risposta a questo processo è una manovra a tenaglia di due settori diversi ma complementari, il diritto e la tecnologia informatica, che permetterà nel lungo periodo di tagliare i consumi. L’art. 8 d.lgs. 104/2014 obbliga le grandi imprese e quelle altamente energivore a effettuare ogni quattro anni la diagnosi energetica, un audit interno che misura il fabbisogno energetico dell’azienda e che studia gli interventi volti a migliorare la propria efficienza in materia di energia. Questa nuova normativa di stampo europeo ha imposto il 5 dicembre 2015 come scadenza per la conclusione della diagnosi.

L’ultimo termine di consegna del report ad ENEA, ente preposto alla verifica delle diagnosi, è fissato per il 22 dicembre prossimo. La scadenza interessa due tipi di imprese, le grandi aziende e quelle energivore. Nella prima categoria rientrano imprese con un minimo di 250 dipendenti, oppure con un fatturato di 50 milioni di euro e il bilancio annuale di 43 milioni di euro, nella seconda aziende che, secondo il d.m. 5 aprile 2013, hanno un consumo annuo superiore a 2,4 GWh e un rapporto fra costi e fatturato al di sopra del 3%. Per quest’ultimo tipo di impresa, in virtù della sua particolare natura, l’AEEG prevede anche agevolazioni come riduzione delle accise e oneri agevolati (delibera 437/2013 – Modalità operative per la prima costituzione dell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica”), a seconda della quantità di energia consumata nell’arco di un anno. Entrambe le aziende (grandi ed energivore) incorrono in sanzioni in caso di omesso o incompleto rapporto di diagnosi energetica, che rischia anche la grande impresa inadempiente: la normativa prevede sanzioni pecuniarie fino a 40.000 euro.

L’informatica giunge in soccorso agli auditor, che ora possono avvalersi di strumenti analitici molto precisi e “silenziosi”, senza interferire con la normale attività produttiva. ETA – Energy Track & Audit, software cloud sviluppato da Acotel Net in partnership con Bartucci spa e presentato lo scorso settembre, rappresenta un compromesso fra usabilità e discrezione. Questa piattaforma, cui si può accedere sia da PC sia tramite tablet, raccoglie le informazioni riguardanti l’efficienza energetica del sito produttivo, nel massimo rispetto della privacy e senza interrompere l’attività. Dopo aver valutato la portata delle criticità riscontrate, il software elabora i dati per produrre progetti sostenibili volti all’efficientamento energetico dell’area. ETA, servizio della durata di un anno e con puntuali aggiornamenti sulle più importanti novità in materia di efficienza energetica, stima anche in termini economici il risparmio energetico derivante dagli interventi messi in opera. In vista della scadenza del 22 dicembre 2015 le aziende possono sfruttare la potenza di ETA a un prezzo scontato, acquistando entro questa data una licenza ETA Self Service e ottenendo così uno sconto del 50% sull’acquisto delle successive.


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