Ingegneria: la laurea più remunerativa a 5 anni dal conseguimento

Ingegneria: la laurea più remunerativa

Secondo un’indagine effettuata da Almalaurea la laurea in Ingegneria è la più remunerativa a 5 anni dal conseguimento del titolo. E non soltanto: tra i laureati in ingegneria si registra infatti il più alto tasso di occupazione (davanti a loro soltanto settore medico-sanitario), oltre, come detto, alla retribuzione media più alta.

Tutti i dati sono contenuti all’interno del XVIII Rapporto Almalaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati di 71 Università italiane.

Ecco alcuni dati in sintesi, con specifico riferimento ai laureati in ingegneria.

Nell’anno 2015 i laureati di primo livello in ingegneria complessivamente sono stati 18.594: solo i laureati in ambito economico-statistico e quelli in ambito medico sono superiori in cifre assolute (rispettivamente 24.057 e 20.790).

L’occupazione dei laureati in ingegneria è significativamente superiore alla media, prendendo come benchmark significativo i 5 anni dal conseguimento della laurea: 94% di occupazione, dietro soltanto ai laureati nelle professioni sanitarie (95%) e davanti al gruppo economico-statistico (90%).

Conseguentemente il tasso di disoccupazione a 5 anni dalla laurea è molto basso, specie se confrontato con i laureati negli ambiti letterario (18%), giuridico (15%) e geo-biologico (14%). Per i laureati magistrali in ingegneria il tasso è di solo il 4%.

Come affermato in apertura, i laureati in ingegneria sono leader anche alla classifica dei guadagni medi, notevolmente superiori alla media per i laureati magistrali a cinque anni dalla laurea (1.705 euro di guadagno netto mensile), più alti dei laureati in ambito scientifico (1.614), chimico-farmaceutico (1.562), professioni sanitarie (1.552) ed economico-statistico (1.496).

In questa direzione, e ad ideale corollario dei dati evidenziati qua sopra, preme sottolineare come all’atto dell’iscrizione al corso di laurea, per coloro che scelgono ingegneria vi sia una forte predominanza di “fattori sia culturali sia professionalizzanti”, per il 53% degli intervistati. La percentuale è seconda solo a coloro che scelgono medicina. Come a dire, la professione dell’ingegnere può in qualche modo assimilarsi ad una “missione”.

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A livello generale, dando un’occhiata complessiva a tutti i laureati italiani, la lettura dei principali indicatori del Rapporto Almalaurea, conferma le difficoltà riscontrate sul mercato del lavoro nel corso di questi anni, ma mostra il timido emergere nel corso 2015 di alcuni segnali di ripresa del mercato del lavoro, in parte già intravisti nel corso del 2014: tra i neolaureati continua a calare la disoccupazione ed aumentano moderatamente stabilità lavorativa e retribuzioni.

Per una visione generale dello stato del mercato del lavoro per gli ingegneri italiani vai alla nostra Pagina speciale dedicata.


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