Ingegneria estrema: la sfida dell’Alta Velocità nel deserto

Ingegneria estrema

La lotta dell’uomo in ambienti ostili presenta grandi sfide per l’ingegneria estrema. Ne sono esempio le missioni spaziali, le piattaforme petrolifere in mari con condizioni meteorologiche difficili o nel deserto. Ed è proprio qui dove la tecnologia più avanzata nel settore dei trasporti per ferrovia, l’alta velocità spagnola, incontra diverse sfide, in particolare una che è ancora difficile da risolvere: l’accumulo di sabbia sui binari e le sue conseguenze, causando maggiori costi di manutenzione.

Questo accumulo non è dovuto solo alle occasionali tempeste di sabbia, che riescono addirittura a spostare le dune, ma soprattutto ai cosiddetti venti “striscianti” i quali sono una presenza pressoché costante, specialmente in zone vicine alla costa. Il loro effetto è un trascinamento continuo di sabbia a livello del suolo che, al colpire le rotaie, provoca l’accumulo.

Per studiare gli effetti della sabbia, si è addirittura costruito un banco di prova nel laboratorio del Cedex, costituito da una tratta di binari con un sistema di simulazione del traffico ferroviario.

Per evitare questo problema, sono state sviluppate diverse soluzioni, nella costruzione sia della piattaforma della via ferrata, sia dei treni. In questa direzione, nelle zone più problematiche, le rotaie sono state collocate su piastra (su una piattaforma di cemento) seguendo il sistema Rheda 2000, ma con un innalzamento leggermente maggiore delle traverse per promuovere passaggio della sabbia. Inoltre, sono stati costruiti fossi e muri per mitigare gli effetti dell’accumulo di sabbia.

Ma il deserto è un nemico potente: nonostante le misure adottate, il problema persiste, obbligando alla rimozione della sabbia dai binari durante la notte, e a pulire fossi e muri per renderli operativi, con costi operativi altissimi e con un problema non del tutto risolto.

Sono stati svolti molti studi e prove negli ultimi anni dalle diverse società, ma ora Ennomotive, una azienda di ingegneria esperta in innovazione e in risoluzione dei problemi del settore industria, cerca di risolvere questo problema tramite il suo network aperto e globale, costituito da più di 4.000 ingegneri provenienti da più di 50 paesi. Dei quali 47 stanno già lavorando su una soluzione.

È ancora possibile partecipare, registrandosi in questa sfida sul sito web www.ennomotive.com. Una volta registrati, si potrà accedere a una raccolta di dati pubblicamente disponibili per studiare il problema: piante, sezioni, dati climatici, le soluzioni adottate, alcuni degli ampi studi condotti fino ad oggi. E perché no? Se sei un ingegnere brillante, puoi proporre una soluzione. C’è un premio per il vincitore, oltre al divertimento di studiare questa sfida emozionante.

Per informazioni visita il sito di Ennomotive


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