Ingegneri e società nel comparto dell’engineering

Il mercato italiano dell’engineering è un grande mercato aperto in cui professionisti in forma singola o associata convivono e competono con strutture societarie di tutte le dimensioni nell’offerta di servizi avanzati quali la progettazione, la consulenza tecnica, la direzione dei lavori nell’ambito dell’architettura e dell’ingegneria, delle opere civili, idrauliche, ecc.

 

È stato pubblicato la nuova analisi a cura del Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri relativo ai Professionisti e società del comparto dell’engineering. Come di consueto ne anticipiamo i contenuti, presentando la sintesi curata dall’ing. Romeo La Pietra.

 

Rientrano nei servizi di engineering anche modalità di esecuzione degli stessi servizi in forme complesse come i servizi di gestione di progetti di costruzioni civili e industriali, ivi comprese la progettazione di processi industriali, nonché attività di realizzazione di progetti di ingegneria integrata “chiavi in mano”.

 

In base ai dati della contabilità nazionale di fonte Istat (ed Eurostat) questo comparto nel 2009 comprendeva poco meno di 225 mila unità produttive, delle quali 216 mila originate da 239 professionisti attivi in forma singola o associata, appartenenti agli albi regolamentati degli ingegneri (64 mila), degli architetti ( oltre 72 mila) e dei geometri (83 mila) come pure dei periti industriali (oltre 11 mila) e geologi (oltre 7 mila).

 

Le restanti 9 mila unità produttive erano rappresentate, invece, da società di capitali in larga parte piccole e medie aziende, con una significativa presenza anche di grandi strutture dell’ingegneria più organizzata (…).

 

Per quanto riguarda il fatturato complessivo del comparto dell’engineering, sempre nel 2009, in Italia è stato nell’ordine di 21,8 miliardi di euro, con una forte concentrazione sulla componente societaria (12,8 mld), che pure rappresenta solo il 4% delle unità produttive. Il segmento più ampio del mercato formato da più di 215 mila unità produttive afferenti al lavoro autonomo professionale in forma singola o associata, si divideva, quindi, la restante quota pari a circa 9 mld di euro. (…)

 

Proprio la fortissima presenza nel mercato aperto dell’engineering della componente libero professionale (più dell’80% degli occupati risulta, infatti, inquadrato come indipendente), aspetto che differenzia sostanzialmente l’Italia rispetto al panorama europeo dove invece prevalgono quasi sempre gli occupati alle dipendenze, offre un’ulteriore e incontrovertibile conferma non solo dell’apertura del mercato ma anche dell’assenza di barriere all’ingresso tra gli stessi professionisti. (…)

 

Gli sviluppi per gli ingegneri
A fronte di un mercato duale con una accentuata polarizzazione, fino a oggi, la componente professionale è riuscita a mantenere propri spazi di competitività soprattutto nel confronto con la componente societaria minore. È evidente tuttavia che, stante anche la dinamica di crisi in atto da cui già si evincono scenari di razionalizzazione del mercato e del comparto, con una probabile accentuata crescita del peso della grande impresa, il sistema professionale dovrà necessariamente spostare lo spazio di competizione guardando non solo alla impresa marginale o minore, ma piuttosto alla media impresa organizzata, per cercare di mantenere ed eventualmente accrescere i propri margini di mercato. (…)

 

Nuovi modelli e nuova organizzazione per i liberi professionisti
Da un lato sarà opportuno favorire le forme di aggregazione e di rete professionale, dall’altro occorrerà riuscire a recuperare nuovi strumenti finanziari e risorse per ottenere credito per supplire al deficit strutturale di capacità di investimento che caratterizza il comparto professionale.

 

In quest’ultima direzione i nuovi Confidi ovvero consorzi che facilitano l’accesso al credito ai consorziati, garantendo la riduzione dei costi dell’informazione sui soggetti da affidare e riducendo i rischi per i casi di inadempimento, fino a ieri ad appannaggio solo del mondo industriale e oggi ammessi anche per il sistema professionale, appaiono strumenti molto utili per garantire nuove risorse da destinare alla crescita del sistema professionale dell’engineering.

 

Fonte Centro Studi CNI


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