Ingegneri e lockdown: quali perdite hanno avuto sull'attività?

Ingegneri e lockdown: quali perdite hanno avuto sull’attività?

Ingegneri e lockdown

Il lockdown ha prodotto cambiamenti sulle nostre quotidianità, portandoci a rivedere gli stili di vita e a fare i conti con l’incertezza sul futuro economico e occupazionale.

Adesso, in fase post lockdown, si analizzano i primi effetti economici che l’emergenza Covid-19 ha portato con sé.

Un report del Centro Studi del CNI “Ingegneri e effetto lockdown” fotografa la situazione dei professionisti ingegneri mettendo in evidenza un taglio del 24% del fatturato nei primi 4 mesi del 2020, con una riduzione dell’attività professionale del 60%.

I dati, frutto di una stima di massima, indicano chiaramente che il primo quadrimestre si è chiuso con un pesante segno meno. Oltre 8.500 iscritti, hanno risposto al sondaggio, fornendo informazioni che hanno permesso di delineare un primo bilancio degli effetti del lockdown sugli studi professionali di ingegneria.

Interessante leggere le percentuali dei rispondenti che operano:

  • quasi il 74% in uno studio individuale;
  • il 6% in studi condivisi;
  • il 5,5% in studi associati.

Pertanto la piccola dimensione è prevalente, poco meno del 9% dei rispondenti dispone di personale dipendente. Una parte residuale del campione è costituita da società.

Il 75% degli iscritti sottoposto al sondaggio ha evidenziato che il quadrimestre si è chiuso con una riduzione del volume d’affari rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente e la quota più elevata di rispondenti, ovvero il 33%, ha indicato che la discesa è stata superiore al 30%.

C’è anche una porzione che segnala modesti aumenti di fatturato, difatti secondo il 9,3% vi è stato un incremento e per un 15% dei rispondenti, il fatturato è rimasto stabile. Tuttavia la platea più vasta, segnala perdite evidenti.

Potrebbe interessarti: CNI proroga istanze esoneri e riconoscimento CFP formali 2019 per gli ingegneri

Ingegneri e lockdown: risorse liquide per ripartire

La ripresa delle attività e l’allentamento delle misure emergenziali anti Covid-19 potrebbero riportare, seppure gradualmente, nei prossimi mesi ad una ripresa, tuttavia nel report viene evidenziato il problema della provvista di risorse liquide, specie per gli studi più piccoli, aspetto che può essere risolto solo con strumenti finanziari straordinari e soprattutto di facile e rapido accesso.

Per quasi la metà degli intervistati, ovvero il 49,2%, da qui all’estate inoltrata il quadro potrebbe migliorare; si fa affidamento sulla possibilità di nuovi lavori e incarichi. Peraltro la percentuale di ottimisti aumenta negli studi associati e condivisi rispetto agli studi individuali.

Nel report ingegneri e lockdown, emerge che:

  • quasi il 77% degli ingegneri si è concentrato in questi mesi su lavori acquisiti prima della crisi;
  • il 13% ha proposto lavori a committenti privati;
  • il 10% ha cercato di lavorare su gare pubbliche.

Considerando tutti i limiti, circa questo ultimo aspetto, dovuti al rallentamento già in atto nella pubblicazione di nuove gare, per non parlare del prevedibile rallentamento dell’espletamento delle gare stesse. Da sottolineare che oltre la metà degli intervistati ha cercato di recuperare crediti pregressi, soprattutto presso le Amministrazioni pubbliche per tentare di generare liquidità.

Non perderti: Bonus professionisti cassa, crediti d’imposta e fondo perduto: come stanno le cose?

Ingegneri e lockdown: cosa pensano i professionisti delle misure messe a disposizione?

Il report, raccoglie anche un riscontro sulle misure di sostegno messe in atto dal governo verso gli ingegneri.

L’accesso a canali di credito agevolato sta diventando per un numero crescente di ingegneri uno strumento su cui fare affidamento.

Per molti fra coloro che non hanno avuto la possibilità di accedere all’indennità di 600 euro garantita a professionisti e partite Iva, l’indebitamento è visto come l’appiglio ultimo per affrontare spese necessarie nell’attesa che il flusso di lavoro possa riavviarsi alla normalità.

Il Centro Studi CNI evidenza che le aspettative per un accesso rapido e semplificato sia nei confronti del prestito fino a 50 mila euro a tasso zero, promosso da Inarcassa a favore dei propri iscritti, che il prestito fino a 25 mila euro (fino ad un massimo del 25% dei ricavi dichiarati nel 2018) garantito integralmente dal Fondo statale di Garanzia PMI, sono elevate e lo saranno ancora di più nelle prossime settimane.

Quasi la metà dei rispondenti all’indagine, iscritti ad Inarcassa, potrebbe voler accedere al prestito a tasso zero, stante il fatto che il 5% ha già presentato domanda. Tuttavia a fine aprile, Inarcassa ha interrotto le procedure di presentazione di domanda del prestito per esaurimento del plafond destinato a tale misura che si spera entro maggio tale procedura venga riattivata.

Egualmente, il 5% dei rispondenti ha indicato di avere fatto richiesta di prestito con garanzia del Fondo di Garanzia PMI, mentre quasi il 40% potrebbe presentare domanda.

Una porzione di intervistati, ben il 35%, considera invece tale strumento inutile e ciò probabilmente è rappresentato sia dal fatto che l’ammontare del prestito che effettivamente può essere richiesto da un professionista medio rischia di essere molto contenuto (25 mila euro possono essere richiesti solo da chi ha ricavi uguali o superiori a 100 mila euro), oltre allo scoraggiante aspetto delle procedure burocratiche che risultano essere ancora farraginose rispetto alla situazione di emergenza in atto.

Tra gli strumenti e le strategie per la ripresa (era possibile dare più risposte a persona) raccolte, sono state selezionate le seguenti voci:

  1. revisione e abbassamento delle aliquote fiscali sui redditi per un periodo straordinario di due anni – 53,7%;
  2. indennità una tantum di 100 euro a carico di Inarcassa per tutti i professionisti iscritti che ne facciano richiesta – 36,0%;
  3. rinvio del pagamento dell’acconto da pagare a giugno per i redditi 2019 – 32,4%;
  4. programma straordinario di lavori pubblici – 32,2%;
  5. affidamento della progettazione di opere pubbliche solo a professionisti esterni alla PA – 31,4%;
  6. innalzamento e prolungamento detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e risparmio energetico – 28,9%;
  7. dimezzamento tempi di liquidazione compensi dovuti dalla PA ai liberi professionisti per affidamento lavori – 24,8%;
  8. fondo nazionale per la progettazione che consenta agli enti pubblici di affidare la progettazione ai professionisti – 21,3%.

Dal report ingegneri e lockdown si legge di un cauto ottimismo che traspare dai dati, un segnale incoraggiante su cui sarebbe opportuno riflettere. Il Centro Studi CNI specifica che si tratta di una spinta in avanti, però, molto fragile e che rischia di essere dispersa a causa di un quadro di interventi e politiche che finora hanno assegnato ai liberi professionisti un ruolo sostanzialmente marginale.

Per rimanere aggiornato su queste notizie e su tanto altro del settore ingegneria, iscriviti alla newsletter

Ti consigliamo:

SUPERBONUS 110% DOPO IL DECRETO RILANCIO. TUTTI I LAVORI AGEVOLABILI - eBook

SUPERBONUS 110% DOPO IL DECRETO RILANCIO. TUTTI I LAVORI AGEVOLABILI - eBook

Antonella Donati, 2020, Maggioli Editore
Superbonus al 110% per tutti gli interventi di risparmio energetico realizzati sugli interi edifici, di proprietà condominiale o privata, ma solo nel caso in cui l'immobile unifamiliare sia destinato a prima casa.Il bonus potrà essere ceduto alle imprese a fronte di uno sconto in fattura, e le...

14,90 € 13,42 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *