Ingegneri dipendenti pubblici: i casi di rimborso per l’iscrizione all’Albo

Ingegneri dipendenti pubblici: i casi di rimborso per l’iscrizione all’Albo

Gli ingegneri che lavorano come dipendenti della pubblica amministrazione e risultano iscritti all’Albo hanno diritto a vedersi rimborsare dall’ente per cui prestano la propria attività il costo annuale dell’iscrizione?

La domanda è stata posta al Consiglio nazionale degli Ingegneri a seguito di una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 7776 del 16 aprile 2015), nella quale gli Ermellini hanno sancito che per il caso specifico di un avvocato che presta la propria opera “nell’interesse esclusivo dell’ente datore di lavoro”, il costo dell’iscrizione all’albo professionale deve essere sostenuto (o rimborsato) dall’ente.

Il problema sorge se si analizza questo tema per i professionisti dell’area tecnica e per gli ingegneri in particolare.

In una recente circolare (n. 615/2015) il Consiglio nazionale degli Ingegneri ha dato una propria ponderata interpretazione dei diversi casi che possono manifestarsi.

L’ipotesi più nota è quella dell’ingegnere progettista dipendente pubblico. Nei casi di progettista interno alla p.a. e di responsabile del procedimento, il Codice dei Contratti pubblici prevede che il soggetto sia “abilitato all’esercizio della professione”.

Quindi, è l’interpretazione del CNI, “gli ingegneri dipendenti pubblici e appartenenti agli Uffici tecnici delle stazioni appaltanti possono espletare attività di progettazione e di responsabile del procedimento per conto della p.a. con il requisito della semplice abilitazione, senza necessità di iscrizione all’Albo.

“Ne deriva, si legge nel documento, che viene meno la condizione per esigere il rimborso della quota di iscrizione eventualmente pagata dall’ingegnere interessato”.

Un altro caso è quello di “ulteriori leggi” (anche future) che prescrivano l’obbligo di iscrizione all’Albo del dipendente laureato in ingegneria. In questo caso, sempre secondo gli Ingegneri italiani, “vi può essere spazio per rivendicare il rimborso della quota annuale di iscrizione versata dal dipendente”,

SCARICA la circolare n. 615/2015 del CNI su Ingegneri dipendenti pubblici e quota di iscrizione all’Albo

In definitiva, quindi, a oggi sono due le condizioni che per un ingegnere dipendente pubblico possono fare sì che sia legittimo chiedere il rimborso della quota di iscrizione all’Albo:

1. che l’iscrizione sia funzionale allo svolgimento di una attività professionale;

2. che vi sia un vincolo di esclusività nell’ambito del rapporto di lavoro tra dipendente ed ente pubblico datore di lavoro.

In mancanza di tali condizioni e di ulteriori verifiche, conclude il CNI, non appare automaticamente estensibile agli ingegneri dipendenti il principio espresso dalla Cassazione civile con la sentenza dello scorso aprile.


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