Ingegneri con Partita IVA: le novità nel Jobs Act degli Autonomi

Ingegneri con Partita IVA: le novità del Jobs Act degli Autonomi

Gli ingegneri liberi professionisti e, in generale, i lavoratori autonomi con partita IVA avranno presto uno strumento normativo che tutela maggiormente la loro attività con una serie di garanzie finora mai sperimentate nel campo della libera professione. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha esaminato il disegno di legge del c.d. Jobs Act degli Autonomi, già definito come una sorta di testo unico per il lavoro autonomo.

Si tratta di un testo collegato alla Legge di Stabilità 2016 (anch’essa esaminata e approvata nello stesso incontro tra i Ministri del Governo), che mette sul tavolo una serie di misure potenzialmente molto interessanti:

1. Deducibilità delle spese per la formazione e la riqualificazione professionale

2. Nuovo sistema per regolare i contenziosi

3. La possibilità di mettere in mora i committenti che non pagano la parcella

4. Nuove tutele per la maternità e congedo parentale dei liberi professionisti

5. La definizione di “lavoro agile”

6. Facilitazioni per la partecipazione degli autonomi ai bandi di gara pubblici

Vediamo allora, sinteticamente, di analizzare queste novità che interesseranno tutti gli ingegneri liberi professionisti iscritti all’Ordine. Infatti, nella bozza del Jobs Act degli Autonomi si chiarisce che le disposizioni contenute nel testo si applicano a tutti coloro che fanno un lavoro autonomo non imprenditoriale a eccezione dei piccoli imprenditori e degli artigiani iscritti alla Camera di commercio.

Tra i contenuti più interessanti del Jobs Act degli Autonomi spicca la possibilità per gli ingegneri e gli autonomi di detrarre al 100% dalla propria dichiarazione dei redditi le spese per la formazione e l’aggiornamento professionale, fino a un massimo di 10.000 euro. La detrazione arriva fino a un tetto di 5.000 euro per la partecipazione a master e corsi mirati alla riqualificazione professionale e allo sviluppo dell’autoimprenditorialità.

Tutte le controversie e i contenziosi che riguardano il lavoro autonomo saranno assoggettate al rito del lavoro. Si supera l’art. 409 del codice di procedura civile, secondo il l’applicazione del rito speciale si ha solo in caso di rapporti di lavoro subordinato, parasubordinato e di agenzia.

Altra novità di rilievo del Jobs Act degli Autonomi è la facoltà da parte del professionista di applicare gli interessi di mora per i ritardati pagamenti nei rapporti di lavoro tra autonomi e tra autonomi e imprese.

Il congedo di maternità e paternità per i professionisti che hanno un figlio nato nel 2016 sarà di 6 mesi per i primi 3 anni di vita del bambino con il medesimo trattamento economico riservato, finora, ai soli lavoratori dipendenti. Viene inoltre permesso alle madri di usufruire del trattamento economico anche senza l’immediato ed effettivo stop dell’attività lavorativa.

La definizione di lavoro agile rientra tra i contenuti del testo approvato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri. Si chiarisce che per lavoro agile si intende una prestazione effettuata solo in parte nei locali dell’impresa e con un limite massimo di orario stabilito dai contratti collettivi nazionali, registrato anche mediante dispositivi elettronici.

Ultimo punto qualificante del Jobs Act degli Autonomi è l’obbligo da parte delle pubbliche amministrazioni di favorire l’accesso dei liberi professionisti alle gare di appalto, scrivendo i testi dei bandi di partecipazione e adattando le procedure in modo tale da renderle compatibili con le caratteristiche dei lavoratori autonomi.


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