Ingegneri cercasi, La Green Economy marchigiana chiama i giovani talenti

La green economy marchigiana è una realtà dinamica con importanti prospettive, che soffre però della  pesante incertezza del quadro nazionale e della difficoltà nel trovare figure specializzate. Questo lo scenario emerso questa mattina ad Ancona, nella sede della Regione Marche (palazzo Li Madou) dall’incontro organizzato da Svim, l’agenzia di sviluppo regionale, tra imprese del settore, università e studenti nell’ambito del progetto City_Sec e della settimana europea dell’energia sostenibile.

 

Una indicazione concreta agli studenti che vogliono trovare uno sbocco nel settore delle rinnovabili: le aziende cercano in particolare ingegneri elettrici, informatici e termomeccanici. Dall’appuntamento è emersa anche l’esigenza di uscire da un’eccessiva frammentazione, come ha sottolineato Sergio Bozzi, amministratore unico di Svim: “Bisogna perseguire e valorizzare la massima sinergia tra i diversi attori dello sviluppo: amministrazioni, imprese, università. Nell’ottica del reperimento di risorse e della possibilità di attrarre investimenti, la Regione Marche è chiamata a fare scelte strategiche per la nuova programmazione europea 2014 – 2020: auspico che i protagonisti di oggi possano offrire contributi importanti per questo lavoro”.

 

Dal dibattito, moderato dal professor Fabio Polonara dell’Università Politecnica delle Marche, responsabile scientifico del progetto City_Sec, è emerso uno spaccato significativo del settore nelle Marche: le aziende investono in ricerca e innovazione ma sono fortemente penalizzate da una politica nazionale incerta e contraddittoria in termini, principalmente, di sistemi di incentivazione; comune il richiamo a fare rete, per sostenere le opportunità di crescita e innovazione nella regione.

 

Erano rappresentate alcune tra le principali realtà marchigiane: Emanuele Mainardi, vicepresidente e cofondatore di Energy Resources, ha puntato il dito sulle resistenze che in Italia ostacolano un settore ormai in corsa ma ha anche lanciato un messaggio di fiducia: con il progetto “Incubatore d’idee” l’azienda aspetta dai giovani proposte innovative. “La green economy ha prodotto l’1,5% del pil nel 2011, – ha aggiunto Luciano Brandoni, amministratore delegato di Brandoni Solare – eppure si fanno 8 modifiche al conto energia (il sistema che regola gli incentivi agli impianti fotovoltaici, ndr) in 18 mesi. Servono linee guida nazionali ed europee certe che permettano di efficientare i processi. Nelle Marche sarebbe utile anche un unico centro di ricerca”. Sono intervenuti anche rappresentanti di: Loccioni Energy, Faam, Simam, Troiani & Ciarrocchi, Newtec System e Western Co.

 

Al dibattito hanno partecipato inoltre spin – off della Politecnica e professori delle Università di Macerata e di Urbino, mostrando uno spettro molto ampio di competenze a disposizione delle esigenze di innovazione della regione. Tra gli ospiti, una delegazione di dirigenti Telecom Italia, interessati allo sviluppo dell’europrogettazione.


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