Ingegneri: aumentano di numero, ma calano le retribuzioni

Due dati tra loro contrastanti. Da un lato sono in aumento i laureati in ingegneria ma, dall’altro, calano le opportunità di lavoro e le retribuzioni degli ingegneri. Se, infatti, continua a essere forte l’indirizzo che vuole orientare i giovani verso le facoltà tecniche e verso Ingegneria, in particolare; l’altro lato della medaglia mostra un sistema Paese non più in grado di offrire ai nuovi professionisti adeguate opportunità di lavoro.

 

È questo il quadro sintetico che emerge dalla recente ricerca del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri dal titolo Il mercato dei servizi di ingegneria in Italia 2011-2012.

 

Ma come si spiega questa situazione?

“Questo fenomeno è determinato soprattutto dal processo di deindustrializzazione in atto nel nostro Paese”, spiega l’ing. Luigi Ronsivalle, presidente del Centro Studi CNI. “Cala vistosamente il numero di grandi imprese in grado di assorbire nuovi laureati e, al tempo stesso, permane l’atteggiamento delle piccole e medie aziende, restie ad assumere i nuovi ingegneri”.

 

E tutto questo si traduce poi in un livellamento verso il basso della remunerazione dell’attività dell’ingegnere.

 

Secondo la ricerca, infatti, i redditi medi annui degli ingegneri italiani valgono, nel 2012, 34.600 euro, quasi 4 mila in meno rispetto ai 38.300 registrati nel lontano 2003 e decisamente distanti dai 40.237 osservati nel 2007.

 

In termini reali, quindi puliti dagli effetti dei fenomeni di inflazione e deflazione, il reddito medio annuo degli ingegneri si è contratto del 22,9% in cinque anni (2007-2012). Il 2013 dovrebbe portare ad una ulteriore riduzione, facendo attestare il reddito medio annuo degli ingegneri a 33.600 euro, 7.000 in meno di quello registrato, a valori correnti, nel 2007.

 

Il problema è destinato ad acuirsi se non avremo presto un’inversione di tendenza e potremo vedere, finalmente, la tanto agognata ripresa “dietro l’angolo”. Con l’aumento della offerta e una significativa contrazione della domanda di ingegneri da parte delle imprese, il trend previsto è un’ulteriore contrazione delle retribuzioni con tanti ingegneri a contendersi le (poche) opportunità di lavoro.

 

Cala ancora il mercato dei servizi di ingegneria

Ma l’indagine del Centro Studi del CNI pone sul tavolo anche il calo di commesse riguardanti i servizi di ingegneria. Il valore nel 2013 è stato di 15,2 miliardi di euro (perdendo altri 400 milioni in un anno), ben distante anch’esso dal massimo dei 22 miliardi, toccato nel 2008.

 

Anche qui, gli unici ad aumentare sono i professionisti che vi operano: a fine 2012 il comparto può annoverare quasi 260 mila professionisti tecnici (ingegneri, architetti, geometri e periti industriali) e oltre 9.200 società di ingegneria.

 

Le cause sono ormai note e messe in evidenza dallo studio: Lunghissimi tempi di attesa per ottenere i provvedimenti amministrativi; richiesta di adempimenti in cantiere oltre ogni ragionevole necessità; mancata proporzionalità tra la complessità delle procedure e l’intervento da realizzare; norme disomogenee tra le varie amministrazioni; continua innovazione e stratificazione di leggi e regolamenti; bandi pubblici spesso illegittimi; restringimento del credito a famiglie e imprese da parte delle banche; un fisco sempre più esigente e una pubblica amministrazione che non paga o paga in grande ritardo.


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