Infrastrutture. Completati i lavori al raccordo A1-A14

Infrastrutture. Raccordo A1-A14 a Borgo Panigale, completati i lavori

Infrastrutture

Era il 6 agosto 2018. Alle 14 circa, sul raccordo autostradale che collega una delle più importanti infrastrutture italiane l’A1 all’A14, un violento tamponamento tra un’autocisterna che trasportava GPL ed un tir fermo in colonna, causava un incendio e una fragorosa esplosione. L’incidente causò due morti e 145 feriti ed il collasso del ponte autostradale parallelo alla tangenziale all’altezza di Casalecchio.

Da quel tragico incidente sono passati 55 giorni e contro le previsioni, è stata riaperta la corsia in direzione Nord del raccordo A1-A14 e l’intera carreggiata nord della tangenziale di Bologna. La riduzione dei tempi di realizzazione dell’intervento rispetto a quelli preventivati, su dichiarazione del sindaco di Bologna Virginio Merola, è stata possibile grazie ad una collaborazione tra istituzioni. Presente alla riapertura l’ad di Autostrade Giovanni Castellucci che, secondo quanto riportato da ANSA, ha affermato: “molti consideravano la cosa estremamente improbabile, per usare un eufemismo: riaprire in meno di due mesi. Invece ci siamo riusciti, ci sono riusciti tutti, è il risultato anche del territorio. Potevano esserci dubbi, lungaggini, perplessità e soluzioni estrose, invece tutti insieme abbiamo capito da subito qual era la soluzione per dare una risposta fruibile a una città che è il crocevia d’Italia”. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini ha inoltre elogiato il lavoro di squadra, assiduo delle parti coinvolte: concessionario, impresa e maestranze.

Un esempio di buona gestione da seguire per il resto delle infrastrutture

Questo evento rappresenta senz’altro un buon esempio di gestione della commessa, una dimostrazione che è possibile ottenere risultati in tempi brevi. L’intervento di ricostruzione permetterà la ripresa del traffico stradale in quel tratto che resta comunque un punto critico per la circolazione a causa delle code che, negli orari di punta, si creano. Un problema che per essere risolto richiederebbe un progetto di portate maggiori per una nuova infrastruttura. Ma in questo caso i tempi sarebbero ugualmente brevi?

Con gli ultimi Governi il tema di pianificazione e finanziamento delle infrastrutture ha guadagnato una certa centralità con l’introduzione del D.Lgs. 50/2016. Con l’introduzione del Codice Appalti, proprio il fattore tempo è stato oggetto di discussione, in merito alla programmazione, approvazione e realizzazione delle opere.

Sul D.Lgs. 50/2016 consigliamo:

Il Correttivo al Codice degli Appalti: cosa cambia per i professionisti

Il Correttivo al Codice degli Appalti: cosa cambia per i professionisti


Laura Porporato , 2017, Maggioli Editore

Dopo un anno di sperimentazione del Nuovo Codice dei Contratti pubblici, l’emanazione di alcunelinee guida e decreti attuativi, dopo che si sono raccolte le istanze sollevate da parte di più attoridella filiera delle costruzioni, a seguito delle esperienze sviluppate, dando...


12,90 € 11,87 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


Tempi diversi per ciascuna regione

Le tempistiche per la realizzazione delle opere pubbliche, come le infrastrutture, cambiano da regione a regione e ciò dipende da una serie di fattori: climatici, socioeconomici, amministrativi e geomorfologici. Pertanto, eseguire un paragone tra le diverse realtà in maniera superficiale, non porterebbe ad attendibili considerazioni.

Il Rapporto 2018 – Analisi e Monitoraggio degli Investimenti Pubblici – emesso dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, analizza i tempi di attuazione delle opere pubbliche nel nostro Paese, in particolare l’arco temporale che intercorre tra l’avvio della progettazione e la conclusione dei lavori.

Le stime sui tempi e sulla spesa sono state effettuate con riferimento ai soli interventi appartenenti alla categoria “opere pubbliche”, con esclusione quindi degli appalti di forniture, servizi e degli aiuti.

Basilicata e Molise si caratterizzano per i più lunghi tempi di realizzazione delle opere rispetto alla media nazionale (5,7 anni). Presenta una forte incidenza sui tempi, la fase di progettazione in Molise (3,7 anni rispetto ai 2,5 della media nazionale). In Basilicata, oltre alla progettazione, la fase dei lavori risulta la più lunga tra tutte le regioni (1,8 anni in media contro 1,3 anni a livello nazionale). La forte incidenza della fase di progettazione riguarda le regioni con tempi più lunghi, come accade anche in Sicilia (5,3 anni in media di cui 3,3 di progettazione) e in Liguria (5,2 anni di cui 3 di progettazione). Di contro, si segnala il caso dell’Emilia-Romagna e della Lombardia che fanno registrare le durate nette più brevi (4,1 anni).

I dati riportati, sono frutto di un’analisi territoriale, e mostrano le differenze. Queste interessano tutta la nazione e non solo le singole regioni, perché un rallentamento locale incide sull’economia dell’intero paese.

L’iter di realizzazione o di completamento di un‘opera pubblica è complesso. I ritardi, tra le varie cause, spesso sono attribuibili ad anomalie in fase progettuale che potrebbero richiedere necessarie varianti progettuali, alla burocrazia documentale, alla faticosa interazione tra gli enti e ad eventuali contenziosi.

Un piano di snellimento e facilitazione dei processi potrebbe contribuire ad una riduzione dei tempi e di conseguenza aiutare l’economia del Paese e migliorare la fruizione del territorio per l’intera collettività.

Nella foto (Fonte ANSA / GIORGIO BENVENUTI) Giovanni Castellucci con gli addetti ai lavori.

Per approfondimenti scarica il rapporto 2018 sui tempi di attuazione delle opere pubbliche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *