Infiltrazioni d’Aria negli Involucri Edilizi, il Blower Door Test

Le infiltrazioni di aria che entrano nell’involucro edilizio creano forti dispersioni di calore dovute agli eccessivi ricambi d’aria nell’ambiente. Tali passaggi d’aria possono avvenire tramite le canaline della luce, dell’antenna, tramite i dispositivi di areazione forzata ecc. Per quanto riguarda le infiltrazioni di aria che provengono dalle finestre si consiglia di controllare innanzitutto se i serramenti dell’edificio sono muniti di guarnizioni; in caso negativo, provvedere all’installazione.

 

Periodicamente si dovrebbe controllare l’usura delle guarnizioni situate nelle ante e se lo stato non risulta in buone condizioni, si dovrebbero sostituire con delle nuove.
Se i nostri serramenti dispongono di un singolo vetro, è possibile provvedere ai seguenti accorgimenti:
1. sostituire il serramento con uno più nuovo e performante, quindi già predisposto di vetrocamera;
2. installare un altro serramento a fianco di quello vecchio;
3. sostituire il singolo vetro con uno doppio.

 

Una buona impermeabilità all’aria, oltre ad indicare un’alta qualità dei lavori eseguiti, con-tribuendo alla diminuzione della possibilità dell’edificio di essere soggetto ai danni agli ele-menti costruttivi, riduce le dispersioni di calore aiutando al risparmio di energia e di denaro; infine risulterà migliorato anche il comfort abitativo.

 

Blower Test Door
L’impermeabilità di un involucro edilizio può essere accertata mediante il Blower-Door Test, il quale misura il tasso di ricambio d’aria dovuto dalle infiltrazioni. Eseguendo questo tipo di test durante la costruzione dell’edificio, si possono eseguire le eventuali attività cor-rettive contro la dispersione termica, prevenendo in questo modo i danni strutturali e i relativi costi di risanamento.

 

Il Blower Door Test consente quindi di misurare la permeabilità all’aria ad una data differenza di pressione tra ambiente esterno ed interno all’involucro edilizio, valutando elementi quali i serramenti, l’impermeabilizzazione dei muri, le canaline della luce o dell’antenna, i dispositivi di areazione forzata).

 

Questa prova, che segue i metodi citati nella norma UNI EN 13829:2002 Prestazione ter-mica degli edifici – Determinazione della permeabilità all’aria degli edifici – Metodo di pressu-rizzazione mediante ventilatore, ha lo scopo di:
– misurare la permeabilità all’aria di un intero edificio o di parte di esso per conformità ad una specifica di progetto di tenuta all’aria;
– confrontare la permeabilità all’aria di numerosi edifici simili o di parti di essi;
– identificare le cause di infiltrazione;
– determinare la riduzione di infiltrazione di aria che deriva da applicazioni succes-sive di singole misure migliorative ad un edificio esistente o ad una parte di esso.

 

La prova consiste nell’aspirare o soffiare, attraverso un apposito ventilatore, l’aria nell’edificio oggetto del test. Il ventilatore deve essere incassato in un telaio che viene fissato alla porta d’ingresso e su di esso vengono collegati determinati strumenti che misurano la differenza di pressione e l’intensità del flusso d’aria. La potenza del ventilatore viene regolata in modo tale che tra la pressione interna e quel-la esterna ci sia una prestabilita differenza di forza.

 

La differenza di pressione tra l’ambiente interno ed esterno è causa di flussi d’aria; il ventilatore viene poi regolato affinché mantenga una velocità tale da garantire una data pressione nell’ambiente in prova e, misurando la quantità d’aria immessa, si ottengono i parametri necessari ai calcoli e alle valutazioni analitiche previste nella norma e fondamentali per valutare il comportamento termico/energetico degli edifici.

 

Il Blower Door Test descritto, nella UNI EN 13829:2002, prevede due metodi di prova:
A) prova di un edificio in uso: questo test serve a verificare effettivamente le perdite parassite di un edificio normalmente in uso (ad esempio serramenti chiusi ma non sigillati);
B) prova dell’involucro edilizio: tutte le aperture devono essere chiuse e/o sigillate.

 

Ovviamente i due metodi hanno scopi ben diversi.
Il metodo “A” serve a valutare l’effettivo tasso di ricambio di aria dell’edificio (rapporto tra flusso di aria e volume interno ad una data pressione, normalmente 50 Pa) e fornire quindi un parametro di riferimento per un costruttore o una caratterizzazione qualitativa dell’edificio.

 

Il metodo “B” serve invece a caratterizzare l’involucro edilizio in quanto ogni apertura viene sigillata. Entrambi i metodi sono utili ai fini di una caratterizzazione, anche se ovviamente il metodo “A” è più immediato e facilmente realizzabile sebbene i risultati forniti solitamente non incontrano le esigenze di capitolato e i valori forniti dal metodo “A” sono maggiori rispetto al metodo “B”.

 

La norma UNI EN 13829:2002 fornisce ulteriori dettagli sui metodi di prova e sulla presentazione dei risultati, anche se questo tipo di test solitamente viene utilizzato per un’analisi qualitativa della realizzazione dell’edificio. Tale analisi qualitativa serve a rilevare ed intervenire su determinate infiltrazioni causate, ad esempio, da errori di istallazione di serramenti, da grate da areazione forzata non istallate correttamente oppure da negligenze in fase di realizzazione.

 

Articolo di Roberto Porta

 

Sul numero de La Lente di Istituto Giordano (clicca qui per il download gratuito) in cui compare questo articolo si tratta anche di:
– La sostenibilità energetica degli edifici, introduzione
– EPBD, la direttiva sul rendimento energetico degli edifici
– Solare termico
– LEED Italia
– Corsi di formazione


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