Inefficienza della PA: agli Ingegneri “scende la catena”

Inefficienze della PA: agli Ingegneri “scende la catena”

Quando si parla di pubblica amministrazione e delle sue (in)efficienze, agli ingegneri italiani “scende la catena”. Non troviamo nulla di più calzante di questa tipica espressione bolognese che indica un abissale scoramento per descrivere il rapporto tra i professionisti tecnici e il loro interlocutore principale.

Sono queste le tristi conclusioni a cui sono arrivati anche i delegati che stanno partecipando ai lavori di Venezia in occasione del 60° Congresso nazionale degli Ingegneri d’Italia. Conclusioni che si possono riassumere così: modernizzare e rendere più efficiente la pubblica amministrazione, è una sfida persa? Sembrerebbe di sì. … Scoraggiante!

Insomma, il giudizio della categoria nei confronti della capacità di innovazione della PA è decisamente negativo. Tanti i motivi: un eccesso di norme e di burocrazia che, nonostante i tanto sbandierati propositi da parte del mondo politico e istituzionale, continuano a resistere frapponendo ostacoli insormontabili al corretto svolgimento del lavoro, procedure lente e cattiva organizzazione del lavoro.

A essere d’accordo con le riflessioni dei rappresentanti degli ordini è il 41% degli ingegneri, che hanno preso parte a un sondaggio promosso nelle scorse settimane dal Centro Studi del CNI e i cui risultati sono stati presentati durante i lavori del congresso (leggi qui il report completo).

E gli ingegneri che lavorano come dipendenti pubblici che dicono? Sostanzialmente la stessa cosa. Oltre la metà di loro, il 60% per la precisione, conferma il fatto che le organizzazioni in cui operano non ha effettuato alcun investimento negli ultimi anni né in capitale umano né in innovazione tecnologica.

Particolarmente debole l’orientamento della PA alle “nuove” tecnologie, come le ICT. Su un campione di 447 amministrazioni analizzate da Banca d’Italia, solo il 10% dispone di piattaforma in grado di dialogare con i cittadini, di svolgere pratiche e di effettuare pagamenti on line.

“Il quadro che emerge – ha concluso il presidente degli ingegneri Zambrano – appare non solo complesso ma anche demoralizzante sotto molti punti di vista, ed è per questo che il tema di una riorganizzazione radicale della PA dovrebbe essere al centro del dibattito nel Paese”.

Insomma, da quanto emerge dalla discussione in atto al Congresso degli ingegneri, nella pubblica amministrazione si sommano lentezze nel comprendere le nuove esigenze degli utenti (cittadini e professionisti), scarse competenze tecnologiche (soprattutto nel campo ICT), refrattarietà a intercettare bisogni e necessità dall’esterno.

Chi ha un minimo di conoscenze di zoologia e botanica sa perfettamente che il successo di ogni specie risiede nella capacità di adattarsi all’ambiente e ai suoi cambiamenti, anche repentini. Così come appare dal quadro dipinto dagli Ingegneri, oggi le pubbliche amministrazioni somigliano tanto (troppo) ai dinosauri di 60 milioni di anni fa.


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