Incendio di Notre Dame di Parigi: il commento tecnico dal CNR

Incendio di Notre Dame di Parigi: il commento tecnico dal CNR

Incendio Notre Dame

L’ incendio di Notre Dame di Parigi è divampato alle ore 18:50 del 15 aprile 2019. Un evento sconvolgente testimoniato da immagini che raccontano della caduta di un monumento ancora prima simbolo di una nazione e di un’epoca storica.

Il crollo della guglia e dei due terzi della copertura dalla struttura in legno di quercia ancora originale, dovuto alle fiamme, è stato documentato dai filmati che mostrano quanto il fuoco si sia propagato.

L’ incendio di Notre Dame di Parigi è durato 9 ore e ad essere coinvolti nello spegnimento sono stati 400 vigli del fuoco che hanno presidiato l’area incessantemente cercando di domare le fiamme con gli idranti.

Nella mattinata del 16 aprile 2019, domato l’incendio, sono partiti i sopralluoghi per valutare l’entità dei danni alla struttura che fortunatamente è salva come molte opere d’arte. Al momento non sono chiare le cause ma molto probabilmente si ipotizza che l’incendio sia partito dall’impalcatura utilizzata per l’esecuzione di lavori di restauro iniziati qualche giorno fa.

L’ incendio di Notre Dame di Parigi, parte del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1991, solleva l’annosa questione circa la sicurezza antincendio e strutturale in cui versano gli edifici storici che necessitano di maggiore tutela e quindi manutenzione.

Incendio Notre Dame

Incendio Notre Dame di Parigi, prospetto sud-est ©EPA/IAN LANGSDON

Cosa resta all’indomani dell’ incendio di Notre Dame di Parigi?

Della guglia alta 45 metri da 750 tonnellate, progettata da Eugène Viollet-le-Duc e risalente al 1860, non è rimasto nulla. Il suo crollo ha inoltre causato il danneggiamento di una delle volte a crociera della cattedrale.

Incendio di Notre Dame

Volta a crociera danneggiata Notre Dame_©stream24ilsole24orecom

Gabriel Plus, tenente dei vigili del fuoco, ha dichiarato che in totale sono andati bruciati 1000 metri quadrati della copertura. Ha, inoltre, dichiarato: “Fino a questa mattina, il lavoro si è concentrato sull’impedire che il fuoco raggiungesse le due torri, per assicurarsi che non crollassero”.

Anche le vetrate sono state messe a dura prova dall’ incendio di Notre Dame di Parigi. Controlli più approfonditi permetteranno di avere un quadro completo sulle condizioni, tuttavia il rosone principale, Rose du Midi del 1260, sembra essere salvo.

Intanto la procura di Parigi ha aperto un’indagine per incendio colposo.

Incendio Notre Dame

La cattedrale Notre Dame prima dell’incendio

Cosa ne pensano gli esperti del CNR sull’ incendio di Notre Dame di Parigi?

Il commento degli esperti del CNR è stato pubblicato in una nota all’interno della quale gli esperti dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Consiglio nazionale delle ricerche Giovanna Bochicchio e Andrea Polastri, e di Pier Paolo Duce dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Sassari, hanno espresso le seguenti considerazioni tecniche circa l’incendio di Notre Dame di Parigi:

La velocità media di propagazione del fuoco sul legno è di 0,7 millimetri al minuto, ma essa dipende in misura determinante da elementi quali la specie legnosa, la massa volumica, l’umidità e altri fattori fisico-chimici”, dichiara Giovanna Bochicchio di Cnr-Ivalsa. “Nel caso di copertura a capriata, in particolare, la struttura reticolare delle fa sì che le travature vengano attaccate dalle fiamme su tutti e quattro i lati, riducendo la sezione residua e aumentando notevolmente il rischio di crolli“.

“L’enorme perdita causata da questo incendio invita a riflettere sul fatto che le strutture portanti in muratura di tanti edifici monumentali, come per esempio gli archi a sesto acuto di una cattedrale gotica, spesso sorreggono coperture lignee non sempre a vista di dimensioni talvolta enormi”, afferma il collega Andrea Polastri (Cnr-Ivalsa). “Si tratta di una scelta che infiniti esempi di longevità, come quello stesso di Notre Dame, confermano nella sua funzionalità: purtroppo però, in caso di incendio, la disponibilità di ossigeno che le fiamme trovano in quota ne accelerano la propagazione“.

Incendio Notre Dame

Incendio Notre Dame vista planimetrica© ilmessaggeroit

Pier Paolo Duce, ricercatore di Cnr-Ibimet, precisa: “E’ impossibile entrare nel merito dell’accaduto in dettaglio, ma dai dati disponibili e dalle immagini diffuse dai media la dinamica pare abbastanza chiara: l’incendio sarebbe partito dall’impalcatura che cinge la cattedrale per i lavori di restauro, diffondendosi sulla guglia e sul tetto che sono stati già pesantemente compromessi. Il materiale ligneo è notoriamente combustibile e, rispetto a quello che viene colpito da un incendio boschivo, quello secco delle strutture della cattedrale lo è notevolmente di più. L’altro elemento di propagazione degli incendi è il vento, o meglio l’ossigeno, e a giudicare dalla dinamica della nube che si eleva sopra la cattedrale pare che anche questo agente stia facendo la sua parte, un po’ come quando per alimentare il fuoco si soffia nel camino. Saremmo dunque in una contingenza purtroppo propizia alla propagazione delle fiamme. Non possiamo ovviamente entrare neppure nel merito delle possibilità di intervento, che sono comunque ostacolate dalla quota dell’incendio e dalla struttura della cattedrale“.

Immagine di copertina ©adnkronos.com

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