Incarico professionale superbonus e la responsabilità giuridica

Incarico professionale superbonus e la responsabilità giuridica

L’importanza delle asseverazioni l’avevamo sottolineata qui, mettendo in evidenza non solo le applicazioni ma anche le sanzioni amministrative (da 2 mila euro a 15 mila euro) alle quali può andare incontro un professionista in caso di attestazioni infedeli.

Tuttavia è bene precisare che con l’incarico professionale superbonus, il tecnico può andare incontro anche ad altri due reati, quali: falso ideologico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

I professionisti del superbonus devono, inoltre, stipulare una polizza assicurativa della responsabilità civile, con massimale non inferiore a 500mila euro in rapporto al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi in oggetto. Va però precisato che la stipula di una polizza non esclude la responsabilità penale.

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Incarico professionale superbonus: chi assevera?

Con i decreti Requisiti tecnici e Asseverazioni viene stabilito che i tecnici professionisti che possono rilasciare le asseverazioni, sui requisiti tecnici circa gli interventi di risparmio energetico, sono quelli abilitati alla progettazione di edifici e impianti, iscritti nei relativi ordini e collegi professionali. 

Mentre per quanto riguarda le asseverazioni degli interventi antisismici, la norma indica i professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni del decreto del ministro delle Infrastrutture 58/2017, che fa riferimento ad architetti e ingegneri.

Prestazioni che rientrano tra le spese detraibili.

Il visto di conformità fiscale è, invece, rilasciato dai professionisti abilitati e dai Caf, in caso di cessione del credito e sconto in fattura.

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Incarico professionale superbonus: reato di falsità ideologica e truffa

Possono incorrere in reati di falsità ideologica in certificati (articolo 481 del codice penale) e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (articolo 640 bis) i professionisti che danneggiano il bilancio dello Stato.

Falsità ideologica in certificati – La falsa attestazione di fatti, attraverso certificati destinati a provare la verità, è punita con la reclusione fino a un anno o con la multa da 51 euro a 516 euro. Queste pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro.

Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – In questi casi la pena è quella della reclusione da due a sette anni e si procede d’ufficio se il fatto riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee.

Si incorre nel reato di truffa anche solo con la presentazione di rendiconti supportati da falsi documenti e non necessariamente a finanziamento pubblico approvato. Una situazione che potrebbe presentarsi nel caso in cui il professionista dovesse operare per l’ottenimento di detrazioni non spettanti. Ovvero nel caso di tecnici che accettano di inviare pratiche all’Enea, o nel caso di professionisti fiscali che accettano l’invio all’Agenzia delle Entrate con il tentativo di farle accreditare dal fisco nonostante vizi di documentazione o di contenuto di atti e attestazioni precedenti.

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I controlli ENEA sulla regolarità dell’asseverazione

I controlli a campione sulla regolarità delle asseverazioni sono svolti da ENEA secondo le modalità e le procedure previste dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 maggio 2018.

ENEA elabora e sottopone, alla Direzione generale per l’approvvigionamento, l’efficienza e la competitività energetica del Ministero dello sviluppo economico, un programma di controlli a campione sugli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali oggetto delle asseverazioni e sulla regolarità delle asseverazioni stesse (art. 5 comma 2):

  • entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del citato decreto per le istanze presentate nell’anno 2020;
  • entro il 31 gennaio 2021 per le istanze presentate nell’anno 2021.

Il campione delle istanze sottoposte a controllo è definito nel limite minimo del 5% delle asseverazioni annualmente presentate. ENEA esegue i controlli su tutte le asseverazioni relative a interventi avviati prima del 1° luglio 2020.

Il programma specifica le istanze da sottoporre a controllo documentale e a controllo in situ, i quali non sono inferiori al 10% delle istanze complessivamente sottoposte a controllo.

Le risultanze dei controlli effettuati ai sensi del programma sono trasmesse da ENEA alla Direzione generale per l’approvvigionamento, l’efficienza e la competitività energetica del Ministero dello sviluppo economico con cadenza bimestrale, anche al fine di avviare gli eventuali procedimenti sanzionatori.

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.