IMU sì, ma solo sugli immobili che producono reddito: la posizione degli Ingegneri

Tutte le azioni e tutte le misure che possano aiutare in qualche modo l’Edilizia, “grande malata” di questa crisi, sono auspicabili e devono essere sostenute. A dirlo è il numero uno degli Ingegneri italiani, Armando Zambrano, presidente del CNI.

 

Secondo Zambrano: “Ogni provvedimento che cerca di mettere in sesto l’edilizia va perseguito con grande determinazione, essendo un settore strategico per il Paese, al momento, però, in profonda crisi”.

 

Nello specifico il presidente del CNI ha analizzato il nodo dell’IMU e la querelle sulla sua abolizione, che provoca, un giorno sì e l’altro pure, una costante fibrillazione nel Governo delle larghe intese

 

“L’azione dell’Esecutivo”, è il ragionamento di Zambrano, “potrebbe essere orientata a prevedere l’applicazione dell’IMU solo sugli immobili che producono reddito, andando ad incidere su tutte quelle situazioni che generano introiti”.

 

Per il CNI questo meccanismo “sposterebbe il raggio d’azione dal valore della proprietà a quella del reddito, evitando così che si possa associare ad una sorta di tassa espropriativa”.

 

E intanto, i numeri della crisi del settore dell’edilizia si fanno sempre più gravi. Dall’inizio del 2008 sono stati oltre 440.000 i posti di lavori che si sono perduti nelle costruzioni. Il dato raggiunge un drammatico meno 690.000 posti, considerando anche l’indotto. Nei primi tre mesi del 2013 il numero delle ore lavorate ha battuto l’ennesimo record negativo, registrando un drammatico -18,6%, mentre i livelli di produzione hanno fatto un balzo all’indietro di 40 anni: un salto nel tempo degno de La Macchina del Tempo H. G. Wells!


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