Impianto fotovoltaico in zona A. Può il comune imporre limitazioni?

Impianto fotovoltaico in zona A. Può il comune imporre limitazioni?

impianto fotovoltaico in zona A

L’istallazione di un impianto fotovoltaico in zona A, può essere oggetto di contenzioso. È quello che è accaduto nel caso oggetto della sentenza n. 215 del 2018, pubblicata il 25 giugno 2018.

I proprietari di un edificio si sono visti recapitare dall’Area Assetto del Territorio del Comune, l’ordinanza di rimozione dell’impianto fotovoltaico in zona A, installato sul tetto del fabbricato.

I ricorrenti denunciano l’illegittimità, invocandone l’annullamento, dell’ordinanza di rimozione deducendo, in particolare, che esula dalle competenze del Comune la possibilità di imporre il su indicato limite, atteso che il divieto di installazione, in determinate aree, di impianti fotovoltaici, compete alle Regioni e solo per il perseguimento di ben precise esigenze di protezione.

Chi ha ragione? Il comune o i proprietari dell’immobile e dell’impianto fotovoltaico in zona A?

Vediamo cosa stabilisce la sentenza in merito all’impianto fotovoltaico in zona A. Il massimario della stessa è raccolto, insieme ad altri, all’interno dell’allegato “Massimario di Giurisprudenza di Edilizia e Urbanistica 2017-2019” della rivista “L’Ufficio tecnico” edita da Maggioli Editore.

Impianto fotovoltaico in zona A: cosa dice la sentenza?

Estremi sentenza: T.A.R. Friuli-Venezia Giulia, sent. 25 giugno 2018 n. 215

Massima: Il limite all’installazione degli impianti fotovoltaici nelle zone A, se visibili dagli spazi pubblici, stabilito in via autonoma da un comune esula dalle competenze dell’ente

Come già evidenziato dalla giurisprudenza (cfr. T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez. I, sent. 29 marzo 2018, n. 771), “Nel sistema normativo delineato dal legislatore nazionale in attuazione della direttiva europea 2001/77/Ce, il quale a sua volta va raccordato alla cornice costituzionale (cfr. art. 117 Cost. anche per l’obbligo di conformarsi ai vincoli eurounitari ed internazionali), come interpretato da plurime decisioni della Corte Costituzionale (cfr. ex multis Corte cost. 30 gennaio 2014, n. 13), non è previsto alcun potere normativo comunale in materia di localizzazione degli impianti fotovoltaici, tale da sottrarre determinate zone del territorio comunale da tale utilizzazione o da prescrivere vincoli in materia di distanze, sia pure formalmente nell’esercizio del potere di pianificazione urbanistica”.

La stessa potestà normativa primaria e secondaria delle regioni “subisce, in concreto, stringenti limiti”, come, del resto, reso evidente da varie pronunce della Corte costituzionale, con cui sono state dichiarate illegittime alcune disposizioni regionali che imponevano criteri sulla localizzazione degli impianti di produzione di energia rinnovabile più restrittivi rispetto a quelli stabiliti a livello statale (Corte cost., sentenze 119 e n. 168 del 2010) o imponevano tetti massimi per la potenza installabile o per il numero degli impianti (Corte cost. 282 del 2009 e 124 del 2010) o conferivano ai Comuni poteri relativi alle autorizzazioni.

Potrebbe interessarti: Come calcolare la distanza minima di installazione pannelli fotovoltaici

Ai sensi del punto 1.2. del d.m. 10 settembre 2010 (“Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”), Le sole regioni e le province autonome possono porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l’installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili ed esclusivamente nell’ambito e con le modalità di cui al paragrafo 17” ovvero, come precisato al successivo pt. 17.1:

“… attraverso un’apposita istruttoria avente ad oggetto la ricognizione delle disposizioni volte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale che identificano obiettivi di protezione non compatibili con l’insediamento, in determinate aree, di specifiche tipologie e/o dimensioni di impianti, i quali determinerebbero, pertanto, una elevata probabilità di esito negativo delle valutazioni, in sede di autorizzazione”.

La riserva di tale facoltà alle sole regioni e province autonome (e non ad ogni singolo comune), trova, peraltro, evidente giustificazione al successivo pt. 17.2, ove è chiaramente stabilito che:

“le regioni e le province autonome conciliano le politiche di tutela dell’ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso atti di programmazione congruenti con la quota minima di produzione di energia da fonti rinnovabili loro assegnata (burden sharing), in applicazione dell’articolo 2, comma 167, della legge n. 244 del 2007, come modificato dall’articolo 8-bis della legge 27 febbraio 2009, n. 13, di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, assicurando uno sviluppo equilibrato delle diverse fonti. Le aree non idonee sono, dunque, individuate dalle regioni nell’ambito dell’atto di programmazione con cui sono definite le misure e gli interventi necessari al raggiungimento degli obiettivi di burden sharing fissati in attuazione delle suddette norme. Con tale atto, la regione individua le aree non idonee tenendo conto di quanto eventualmente già previsto dal piano paesaggistico e in congruenza con lo specifico obiettivo assegnatole”.

Il limite all’installazione degli impianti fotovoltaici nelle zone A, se visibili dagli spazi pubblici, stabilito in via autonoma da un comune, perciò, esula dalle competenze dell’ente.

Il testo è tratto da:

Massimario di Giurisprudenza di Edilizia e Urbanistica 2017-2019

Massimario di Giurisprudenza di Edilizia e Urbanistica 2017-2019

Studio Legale Petrulli (a cura di), 2020, Maggioli Editore
La raccolta contiene le 4 rassegne di giurisprudenza di edilizia e urbanistica realizzate dallo Studio Legale Petrulli nel periodo compreso tra il 1° luglio 2017 e il 30 giugno 2019 e incluse nell’abbonamento al mensile L’Ufficio Tecnico di Maggioli Editore. Questa raccolta...

20,00 € 18,00 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *