Impianti edifici storici: la corretta progettazione è un evento multidisciplinare

Impianti edifici storici: la corretta progettazione è un evento multidisciplinare

Ai fini della migliore fruibilità degli edifici storici si rende oggi necessaria la realizzazione di opere impiantistiche che risultano più o meno complesse in relazione alla destinazione d’uso degli edifici e degli ambienti: museali, di pubblico spettacolo, adibiti a culto, ecc…

In questi ambienti la corretta progettazione deve essere sempre più intesa come evento multidisciplinare nel quale i progettisti architettonici, i progettisti tecnologici, i responsabili della tutela e i gestori delle attività, devono mettere a disposizione le rispettive conoscenze al fine di realizzare, in piena sicurezza, tutte le funzioni necessarie alla libera fruizione di questi edifici e delle opere in essi contenute, la cui memoria deve rimanere integra nei secoli a testimonianza della civiltà degli uomini.

Fig.1-Palazzo Materi, Grassano (MT) © Lucanianet

L’obiettivo è favorire l’attenzione all’uso sostenibile delle risorse energetiche, ambientali, naturali, quale parte integrante del processo di progettazione. L’intervento di efficientamento degli immobili esistenti, con maggior evidenza nel caso di beni riconosciuti come appartenenti al patrimonio culturale, pone sempre una questione di fondo legata ai rischi di una trasformazione che potrebbe portare a una diminuzione del valore materiale e immateriale dell’edificio.

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L’adeguamento tecnologico per il riuso degli edifici storici

Quando si parla di adeguamento tecnologico per il riuso di edifici di questo tipo, ci si riferisce al versante impiantistico (attivo e passivo), che per ragioni di benessere e igiene, di sicurezza (anche in termini di eliminazione delle barriere architettoniche) risulta essere necessario e studiato a 360 gradi.

Affinché possa essere ritenuto completo e valido, il sistema “impianto” a corredo di un edificio storico, deve rispondere a standard non generici ma calibrati sulla preesistenza: non deve cedere alla tentazione della super-automatizzazione, ormai target degli edifici più all’avanguardia, ma deve prediligere la qualità e la maggiore semplicità, sia nel momento della costruzione sia della gestione e della manutenzione.

Le peculiarità dell’intervento sulle preesistenze storiche non possono prescindere dalle seguenti considerazioni:

  • definizione del concetto di monumento e il chiarimento delle ragioni stesse del conservare;
  • attenzione preliminare e fondamentale al monumento/documento da salvaguardare in quanto immagine architettonica ed espressione di cultura materiale;
  • studio accurato delle relazioni fra restauro, riuso, recupero e adeguamento funzionale (distributivo, impiantistico);
  • estendere l’attenzione dall’intervento impiantistico (moderno) sugli edifici storici, perché risulti sempre rispettoso, alla tutela delle stesse testimonianze impiantistiche antiche.

In generale non vi è una soluzione unica per questa categoria di edifici, ma ogni caso deve essere analizzato singolarmente, in virtù delle caratteristiche materiche e geometriche proprie di ciascun edificio e soprattutto per l’eventuale presenza di vincoli estetici, testimonianze di valori storico-documentari.

Fig.2- Soluzioni per “schermare” gli impianti in edifici storici

Ad oggi sono in produzione sistemi tecnologici impiantistici sempre più in simbiosi con le esigenze di compatibilità estetica, di ridotto riscaldamento, di conservazione e di umidificazione tipiche dell’edilizia storica. Vediamo alcune proposte.

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Impianti edifici storici: la produzione di energia termica

È evidente che il miglioramento delle prestazioni energetiche di un sistema edificio-impianto non può non prevedere interventi sull’impianto, a meno che particolari vincoli storici, architettonici o funzionali non li rendano sconsigliabili o irrealizzabili.

Qui di seguito sono presentate le caratteristiche di alcune tecnologie per la produzione di energia termica, attualmente predilette. L’energia termica necessaria per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria può essere attualmente prodotta in caldaie che hanno prestazioni molto elevate sia a carico nominale che a carico parziale, rispetto alle caldaie tradizionali.

Tra queste vanno ricordate:

  • caldaie a tiraggio forzato e camera stagna, nelle quali vengono praticamente annullate le perdite di energia termica al camino e recuperate quelle attraverso l’involucro;
  • caldaie a temperatura scorrevole, che sono in grado di variare la temperatura dell’acqua di mandata in funzione delle condizioni climatiche esterne, riducendo tutte le perdite.

Il posizionamento del sistema di produzione di energia termica non rappresenta un problema per questi particolari edifici. Gli edifici storici, infatti, sono ricchi di spazi non di pregio che possono essere utilizzati come vani tecnici all’interno dei quali posizionare i generatori di energia termica. Occorre però aggiungere che, in funzione della tecnologia scelta, tali vani tecnici dovranno avere particolari caratteristiche. 

Fig.3 – Schema tiraggio con caldaia a camera stagna

Fig. 4 -Climatizzatori monoblocco per edifici storici

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La produzione di energia termica e frigorifera

Per produrre energia sia termica sia frigorifera si opta sempre più spesso per le pompe di calore, elettriche e/o a gas. È importante considerare in questo caso la presenza di eventuali vincoli estetici di facciate, nel caso di installazione all’esterno, o l’adeguatezza del vano tecnico e nella fattispecie dell’area di ventilazione se si sceglie l’installazione all’interno.

Per ovviare a questi problemi, tipici degli edifici storici, si ricorre a unità motocondensanti a scomparsa o addirittura a climatizzatori monoblocco, con funzionamento a pompa di calore, caratterizzati dalla sola unità interna, che svolge al contempo la funzione di sistema di generazione e di emissione. Attraverso il loro utilizzo è infatti possibile eliminare il problema del posizionamento dell’unità esterna.

Tale tecnologia comporta notevoli vantaggi dal punto di vista estetico (l’unità esterna sarà “sostituita” da due fori di circa 15 cm ciascuno in modo da permettere lo scambio termico con l’aria esterna), ma presenta degli svantaggi come ad esempio la necessità di installare tali elementi su una parete confinante con l’esterno (la presenza di canalizzazioni ridurrebbe le prestazioni ed aumenterebbe i costi di installazione), ed una efficienza ridotta se confrontati con i climatizzatori dotati di unità esterna.

Concludiamo dicendo che climatizzare edifici storici, per un loro utilizzo attuale, richiede particolare attenzione per garantire il rispetto di precise e restringenti condizioni termiche interne, con particolare attenzione al mantenimento di specifici livelli di umidità relativa interna. Ricordiamo che gli edifici storici necessitano di impianti in grado di garantire il mantenimento di specifiche condizioni ambientali, ma soprattutto di impianti integrati in modo perfetto agli ambienti, al fine di preservare la struttura stessa e l’eventuale patrimonio storico in essa contenuto.

Fig.5 – Parametri per una corretta climatizzazione degli edifici storici [Luisa Daraio]

Per un qualsiasi tipo di adeguamento tecnologico da attuare sull’ edilizia storica, è necessario, porre particolare attenzione ai seguenti parametri:

  • integrazione architettonica delle unità interne ed esterne;
  • riduzione degli ingombri richiesti per l’alimentazione delle unità ambientali;
  • annullamento dei rischi connessi a eventuali perdite di liquidi che possono danneggiare gli elementi storici quali arredi o strutture edilizie o affreschi;
  • aumento dell’efficienza energetica globale di impianto con conseguente riduzione dei consumi energetici globali.

Luisa Daraio è un Ingegnere Edile abilitato alla professione, Tecnico Competente in Acustica Ambientale e Coordinatore per la sicurezza CSP e CSE. Da sempre interessata al mondo delle costruzioni, ha iniziato il suo percorso lavorativo già durante l’università, collaborando, in maniera continuativa, con uno studio tecnico. Laureata alla Facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli, dal 2017 ha sviluppato conoscenze e competenze nel settore BIM, infrastrutture per le telecomunicazioni e progettazioni impiantistica e sostenibile. Dal 2019 è iscritta nell’ENTECA (Elenco Nazionale dei Tecnici Competenti in Acustica Ambientali).

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